La Spagna non va oltre lo 0-0 contro Capo Verde all'esordio dei Mondiali 2026. L'unica nota lieta per il CT De la Fuente è Gavi: a soli 21 anni, il centrocampista entra in un'élite di sei giocatori capaci di disputare due edizioni iridate prima dei 22 anni, eguagliando mostri sacri come Pelé ed Eto'o

Spain v Cyprus: Group A - UEFA EURO 2024 European Qualifiers

Spagna, Yamal filma la gioia di Gavi per la convocazione in Nazionale

Il debutto della Spagna ai Mondiali 2026 si è trasformato in un mezzo passo falso che farà discutere a lungo i media iberici. Lo scialbo 0-0 finale contro la cenerentola Capo Verde ha messo a nudo una squadra ancora imballata e priva di idee chiare negli ultimi venti metri. Eppure, in una serata decisamente opaca per le Furie Rosse, c'è un motivo per sorridere e riguarda un record che profuma di leggenda calcistica. Schierato nell'undici di partenza, il gioiello del Barcellona Gavi ha ufficialmente timbrato il cartellino della storia, diventando uno dei pochissimi eletti ad aver preso parte a due differenti edizioni della Coppa del Mondo prima di aver compiuto i 22 anni.

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Un'élite mondiale: da re Pelé a veterano precoce

Per capire la portata di quello che ha fatto il centrocampista spagnolo, basta scorrere l'elenco dei cinque profili che, prima di lui, erano riusciti a collezionare un simile traguardo in così giovane età: Pelé, Samuel Eto'o, Norman Whiteside, Rigobert Song e Salomon Olembé. Nomi che evocano la storia stessa di questo sport. Mentre il suo compagno di club e nazionale Lamine Yamal (classe 2007) sta muovendo soltanto adesso i primi passi da debuttante assoluto su un palcoscenico così prestigioso, Gavi si muove già con la disinvoltura di un veterano. Dopotutto, nel suo curriculum personale figurano già le 5 partite giocate in Qatar nel 2022 e la vittoria da protagonista assoluto a Euro 2024.

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GRANADA, SPAGNA - 12 SETTEMBRE: Gavi della Spagna applaude i tifosi dopo la vittoria della squadra durante la partita di qualificazione agli Europei UEFA EURO 2024 tra Spagna e Cipro allo Stadio Nuevo Los Carmenes il 12 settembre 2023 a Granada, Spagna. (Foto di Fran Santiago/Getty Images)

La fine del calvario e la centralità nel progetto

Il valore di questa statistica assume contorni quasi commoventi se si guarda indietro a dodici mesi fa. La scorsa estate, il gravissimo infortunio al ginocchio destro sembrava aver spezzato i sogni di gloria del classe 2004, costretto a guardare i compagni da spettatore per una infinità di mesi. La sua, però, è stata una rincorsa contro il tempo pazzesca, culminata con il rientro in campo a marzo e la successiva chiamata del CT Luis de la Fuente. La maglia da titolare consegnatagli all'esordio è l'attestato di stima più grande. La Spagna ha steccato la prima, ma per arrivare fino in fondo alla competizione (la cui finale è prevista il 19 luglio) avrà assoluto bisogno della fame e della corsa del suo recordman.

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