Otto anni di magie, gol, record e trofei per una delle più grandi icone della storia dei Reds.
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Ci sono storie che sembrano destinate a non avere mai una fine. Quella tra Mohamed Salah e il Liverpool era una di queste. Otto anni di magie, gol, record e trofei hanno trasformato l'egiziano in una delle più grandi icone della storia dei Reds. Per questo vedere il suo nome accostato al Trabzonspor fa inevitabilmente un certo effetto.
Salah nella leggenda del Liverpool
Non perché il club turco non abbia una storia importante, ma perché nell'immaginario collettivo Salah avrebbe dovuto salutare Anfield in modo diverso. Magari con un ultimo giro di campo, un'altra Premier League, oppure una stagione da protagonista prima di appendere gli scarpini al chiodo. Invece il calcio moderno raramente concede finali romantici. Dal suo arrivo nel 2017, Salah ha riscritto ogni statistica possibile. Ha trascinato il Liverpool alla conquista della Champions League nel 2019, ha riportato il titolo inglese ad Anfield dopo trent'anni e si è affermato come uno degli attaccanti più devastanti della sua generazione. Numeri impressionanti, ma soprattutto una continuità che pochi campioni sono riusciti a mantenere.
Il palcoscenico
Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato. L'età ha inevitabilmente iniziato a presentare il conto e il Liverpool ha intrapreso un nuovo ciclo tecnico, puntando su un progetto differente. Salah è rimasto un simbolo, ma non più il centro assoluto della squadra come lo era stato durante l'era di Jürgen Klopp.
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