Continuano le polemiche sul caso che ha portato alla revoca della squalifica dell'attaccante statunitense: il Times indaga sul Mondiale
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Nuove rivelazioni si abbattono sul Mondiale, accendendo i riflettori sulle controverse decisioni del comitato disciplinare. Secondo un'inchiesta condotta dal Times, l'annullamento del cartellino rosso comminato a Folarin Balogun è stato deciso da un singolo individuo: Mohammad al-Kamali, presidente emiratino del comitato disciplinare della FIFA. La scelta è stata approvata in totale autonomia, senza interpellare nessuno degli altri 17 membri che compongono l'organo.
La vicenda Balogun
L'attaccante del Monaco era stato espulso al 64° minuto dei sedicesimi di finale contro la Bosnia, per un intervento giudicato pericoloso, seppur involontario, ai danni di Tarik Muharemović. Di norma, una simile sanzione prevede la squalifica automatica per la partita successiva. In via eccezionale, la squalifica venne sospesa permettendo al giocatore di disputare l'ottavo di finale contro il Belgio. A rendere la vicenda ancor più torbida fu l'intervento di Donald Trump, Presidente degli Stati Uniti, che ha confermato pubblicamente di aver telefonato al suo "amico" Gianni Infantino, con l'intento di far annullare la squalifica.
Chi ha deciso di sospendere la squalifica?
Successivamente, la FIFA ha sospeso Balogun "in via cautelare per un periodo di un anno", con una sanzione economica di 40.000 dollari (circa 35.000 euro). Nel comunicato ufficiale, la FIFA ha giustificato la decisione citando vagamente l'articolo 27 del proprio codice disciplinare, omettendo però i dettagli della procedura. Sebbene il Times confermi che in passato la FIFA abbia affidato la risoluzione dei casi disciplinari a un singolo membro (solitamente il vicepresidente colombiano Jorge Palacio), questo non si era mai verificato con al-Kamali. Quest'ultimo, eletto al Congresso FIFA del 2025, non aveva mai preso decisioni solitarie in oltre 100 casi precedenti documentati. La FIFA, elogiando la propria indipendenza, ha rilasciato una dichiarazione in merito alle proprie normative: "Il comitato deve agire sulla base del codice disciplinare della FIFA e deve prendere le sue decisioni alla presenza di almeno tre membri. In casi specifici, il presidente può decidere da solo".Caricamento post Instagram...
Il no comment della FIFA
Non è stato chiarito quali siano i parametri di questi "casi specifici". Di fronte alle richieste di chiarimento del Times, la FIFA si è rifiutata di rilasciare dichiarazioni, così come lo stesso al-Kamali, interpellato sabato dalla BBC. Un profondo sgomento trapela però dall'interno del sistema calcistico. Una fonte vicina alla FIFA ha rilasciato una dura dichiarazione all'agenzia AFP: "La coerenza della FIFA è una questione di principio: è una manifestazione del suo modo di operare. Siamo scioccati, ma non possiamo più sorprenderci".© RIPRODUZIONE RISERVATA