Il Real Madrid campione di Spagna, il Siviglia reduce da quattro trofei in quindici mesi e una finale che sfuggì a ogni tentativo di rimonta: la notte in cui gli uomini di Juande Ramos conquistarono Madrid.
Crystal Palace in posa per la foto stagionale: ospite speciale è il trofeo della Conference League
Al 78° minuto del 19 agosto 2007, Sergio Ramos salta più in alto dei difensori del Siviglia e colpisce di testa una punizione di Guti. Andrés Palop è battuto. Il Santiago Bernabéu ritrova improvvisamente il rumore delle grandi occasioni: il Real Madrid ha appena segnato il 3-3, dopo essere stato sotto di due reti, e per qualche istante la partita sembra tornata nelle mani degli uomini di Bernd Schuster. Non la Supercoppa, perché l’1-0 conquistato dal Siviglia all’andata lascia ancora due gol di vantaggio agli ospiti nel computo complessivo. Ma la possibilità di continuare a inseguirla, quella sì. Mancano dodici minuti, il pubblico spinge e i campioni di Spagna hanno appena dimostrato di poter ferire una squadra che per tutta la serata li ha messi in difficoltà.
Tre minuti dopo, Dani Alves avanza sulla destra e manda il pallone verso l’area. Pepe e Iker Casillas cercano di intervenire sulla stessa traiettoria e finiscono per ostacolarsi. Frédéric Kanouté è lì, abbastanza vicino da approfittarne prima che qualcuno possa rimediare. Il centravanti maliano accompagna il pallone in rete. Il Siviglia è di nuovo avanti, 4-3, e il Bernabéu comprende che la rimonta appena festeggiata non ha cambiato quasi nulla.
Nel recupero Kanouté segnerà ancora, completando la tripletta e fissando il risultato sul 5-3. Otto gol in una finale di ritorno, cinque realizzati dalla squadra ospite, sei a tre nel totale delle due partite. Il Siviglia conquista la prima Supercoppa di Spagna della propria storia e lo fa nello stadio del Real Madrid, davanti a circa sessantanovemila spettatori.
La partita non consegna soltanto un trofeo. Misura la distanza tra due squadre che, nell’estate del 2007, occupano posizioni opposte rispetto alla propria storia. Il Real ha appena ritrovato la Liga dopo quattro anni e sta cercando una nuova identità. Il Siviglia, che all’inizio del decennio giocava in Segunda División, ha imparato a vincere con una regolarità sconosciuta perfino a molte società più ricche. Per arrivare a quel 5-3 bisogna partire da un Siviglia che non poteva permettersi di costruire una squadra come il Real Madrid. E che proprio da quel limite aveva ricavato la propria forza.
La ricostruzione di un club
Nell’estate del 2000 il Siviglia è una società lontana dai grandi appuntamenti europei. La retrocessione in Segunda División ha chiuso una stagione difficile, segnata da risultati deludenti e da una fragilità economica che impone prudenza. Il club possiede una storia importante e un pubblico esigente, ma non le risorse necessarie per competere con Real Madrid e Barcellona sul terreno degli acquisti più costosi.La risalita arriva nel 2001, sotto la guida di Joaquín Caparrós. È il primo passo di una trasformazione che non nasce da una singola operazione di mercato. Il Siviglia comincia a costruire una struttura capace di riconoscere il valore dei calciatori prima che diventino irraggiungibili, svilupparli e, quando necessario, venderli senza compromettere il futuro della squadra.
Monchi, ex portiere del club diventato direttore sportivo, è una figura centrale di questo processo. La sua rete di osservatori amplia gli orizzonti del mercato andaluso, mentre il settore giovanile continua a produrre giocatori di livello. José Antonio Reyes si afferma prima di trasferirsi all’Arsenal. Sergio Ramos cresce nel vivaio e viene acquistato dal Real Madrid nel 2005. Jesús Navas e Antonio Puerta trovano spazio in prima squadra. Gli acquisti completano il lavoro. Alves arriva dal Bahia, Adriano dal Coritiba, Renato dal Santos. Il Siviglia non cerca soltanto giocatori tecnicamente validi: cerca caratteristiche che possano convivere dentro un progetto riconoscibile.
Nel giugno 2005 la panchina passa a Juande Ramos. Il nuovo allenatore eredita una squadra già competitiva, ma la porta verso una dimensione differente. Il suo Siviglia difende con aggressività, recupera il pallone e attacca gli spazi con velocità. Sulle fasce può contare su due interpreti complementari: Jesús Navas, esterno offensivo capace di allargare il campo, e Alves, terzino che parte dalla difesa ma arriva spesso a occupare posizioni da rifinitore.
Caricamento post Instagram...
Il Siviglia scopre il gusto delle finali
Il 10 maggio 2006, a Eindhoven, il Siviglia affronta il Middlesbrough nella finale di Coppa UEFA. Gli andalusi vincono 4-0. Luís Fabiano apre le marcature, Enzo Maresca segna due volte e Kanouté completa il risultato. È il primo grande trofeo europeo del club, conquistato con una superiorità che va oltre il punteggio.Tre mesi più tardi arriva la Supercoppa UEFA. A Monaco, contro il Barcellona campione d’Europa, il Siviglia vince 3-0. Renato segna per primo, Kanouté raddoppia, Maresca trasforma il rigore del terzo gol. Il Barcellona di Ronaldinho, Eto’o e Rijkaard viene battuto da una squadra che, soltanto pochi anni prima, aveva dovuto ricostruire la propria posizione nella Liga. La stagione successiva dimostra che non si è trattato di un periodo fortunato. Il Siviglia lotta nelle zone alte del campionato e torna in finale di Coppa UEFA. Il 16 maggio 2007, a Glasgow, trova l’Espanyol.
È una partita molto diversa da quella contro il Middlesbrough. Adriano porta avanti il Siviglia, Albert Riera pareggia. Nei supplementari Kanouté segna il 2-1, ma Jônatas riporta l’Espanyol in equilibrio. La finale si decide ai rigori. Andrés Palop para tre conclusioni e Puerta trasforma il penalty che chiude la serie. Il Siviglia conquista la seconda Coppa UEFA consecutiva, ripetendo un’impresa che nella competizione era riuscita in precedenza al Real Madrid degli anni Ottanta.
Il confronto tra i due club, a quel punto, non è più soltanto una questione di prestigio storico. Il Siviglia sta accumulando risultati che lo collocano tra le squadre più efficaci d’Europa nelle partite decisive.
Il 23 giugno 2007 torna a giocare una finale, questa volta di Coppa del Re. L’avversario è il Getafe, lo stadio il Santiago Bernabéu. Kanouté segna all’11’ e il Siviglia difende l’1-0 fino alla fine, nonostante l’espulsione dello stesso attaccante negli ultimi minuti. È il quarto trofeo dell’era Ramos, il terzo della stagione. Il Bernabéu ha già visto gli andalusi festeggiare ma, quella sera il Real Madrid non era l’avversario. Lo sarebbe diventato meno di due mesi dopo.
Il Real Madrid dopo Capello
Il 17 giugno 2007 il Real Madrid ha conquistato la Liga battendo il Maiorca per 3-1 nell’ultima giornata. È il titolo di una rimonta sul Barcellona, arrivato dopo quattro stagioni senza vincere il campionato. Fabio Capello ha restituito alla società il successo nazionale, ma il suo calcio e il rapporto con l’ambiente non convincono la dirigenza a proseguire insieme.La panchina viene affidata a Bernd Schuster, reduce dal lavoro al Getafe. Il nuovo allenatore trova una squadra campione di Spagna e, nello stesso tempo, un gruppo che deve adattarsi a idee differenti. La rosa cambia. Arrivano Pepe dal Porto, Wesley Sneijder dall’Ajax e Royston Drenthe dal Feyenoord. Restano Iker Casillas, Raúl, Ruud van Nistelrooy, Fabio Cannavaro e Sergio Ramos, calciatori abituati a giocare sotto una pressione che a Madrid accompagna ogni competizione.
Il Real Madrid ha più risorse del Siviglia, ma nell’agosto 2007 possiede meno certezze collettive. Gli uomini di Ramos si conoscono, hanno già affrontato e vinto finali, riconoscono i movimenti dei compagni quasi senza doverli cercare. Quelli di Schuster stanno imparando un nuovo sistema mentre il calendario presenta il primo trofeo della stagione. L’11 agosto, al Ramón Sánchez-Pizjuán, il Siviglia vince l’andata della Supercoppa grazie a un rigore trasformato da Luís Fabiano al 28’. L’1-0 non è un risultato definitivo. Il ritorno si giocherà al Bernabéu, dove il Real Madrid ha appena costruito una delle rimonte più importanti della propria storia recente.
Ma c’è una differenza che l’andata ha già mostrato. Il Siviglia non sembra disposto a considerare il proprio vantaggio come qualcosa da difendere rinunciando al gioco. La squadra di Ramos sa che lasciare l’iniziativa al Real Madrid per novanta minuti significherebbe esporsi a un rischio enorme, per questo, il 19 agosto, entra al Bernabéu per attaccare.
Renato contro il Bernabéu
La partita comincia con il Real Madrid deciso a recuperare lo svantaggio. Il Siviglia, però, trova presto il modo di sfruttare le difficoltà della difesa avversaria: Al 16’ Duda batte una punizione, Casillas respinge e Christian Poulsen recupera il pallone. Il danese serve Renato, libero sul secondo palo. Il brasiliano conclude a porta sguarnita e porta avanti gli ospiti. Il Real Madrid è sotto 1-0 anche nella partita di ritorno. Per riportare il confronto in parità nel computo complessivo deve segnare due volte.Al 23’ Royston Drenthe accorcia subito le distanze. Il nuovo acquisto olandese lascia partire un sinistro da lontano, potente e improvviso. Il pallone colpisce la traversa e supera la linea di porta. Palop non riesce a intervenire. È un gol spettacolare, di quelli che al Bernabéu possono trasformare la sfiducia in entusiasmo nel giro di pochi secondi: L’1-1 dura cinque minuti.
Duda trova spazio sulla sinistra e manda un cross verso il centro dell’area. Renato si inserisce tra Pepe e Cannavaro, anticipa entrambi e colpisce di testa in tuffo. Casillas è battuto ancora. Il Siviglia torna avanti, 2-1, con due gol dello stesso centrocampista. Renato non ha bisogno di occupare stabilmente l’area come un centravanti: vi arriva al momento giusto, approfittando della difficoltà dei difensori madridisti nel controllare gli inserimenti da dietro. Il Real Madrid deve ricominciare da capo e, la prima mezz’ora non è ancora finita.
Al 37’ un altro pallone arriva nell’area dei padroni di casa. Pepe interviene con una mano durante un’azione nata da un calcio d’angolo. L’arbitro Alberto Undiano Mallenco concede il rigore. Kanouté si presenta sul dischetto e batte Casillas. Il tabellone segna 1-3. Il risultato complessivo è 1-4. In meno di quaranta minuti il Siviglia ha segnato tre volte nello stadio dei campioni di Spagna. Ha sfruttato una respinta, un inserimento e un errore difensivo, senza rinunciare alla propria iniziativa. Il Real Madrid, invece, ha trovato un gol straordinario da lontano ma continua a concedere occasioni dentro l’area.
Prima dell’intervallo Fabio Cannavaro prova a riaprire la partita. Sneijder batte una punizione e il difensore italiano colpisce di testa, superando Palop. Il primo tempo si chiude sul 2-3. Cinque gol in quarantacinque minuti: Il Real Madrid ha segnato due volte e resta comunque lontano dal trofeo. Il Siviglia è in vantaggio, ma non può permettersi di considerare conclusa la serata.
La rimonta che non bastava
Nell’intervallo Schuster inserisce Guti al posto di Miguel Torres. Drenthe viene arretrato sulla sinistra e il Real Madrid guadagna un giocatore capace di dare maggiore ordine alla costruzione offensiva. La ripresa ha un ritmo diverso. Il Siviglia non trova più con la stessa facilità gli spazi del primo tempo e il Real Madrid comincia a esercitare una pressione più continua. Robinho cerca la porta, Raúl impegna Palop con un colpo di testa e i padroni di casa aumentano la presenza nell’area avversaria.Gli andalusi resistono, ma non riescono più a mantenere il controllo delle ripartenze. Ramos aveva inserito Keita al posto di Mosquera all’inizio della ripresa, cercando maggiore solidità. Con il passare dei minuti, però, il pallone torna sempre più spesso nella metà campo del Siviglia: Al 78’ Guti batte una punizione, Ramos si libera della marcatura e colpisce di testa. Il pallone supera Palop e il Bernabéu esplode.
Caricamento post Instagram...
Ramos, peraltro, è uno dei protagonisti più particolari della serata. Nato calcisticamente nel Siviglia, aveva lasciato il club nel 2005 per trasferirsi proprio al Real Madrid. Ora ha segnato contro la squadra che lo ha formato, nel tentativo di sottrarle un trofeo ma, la sua esultanza dura poco.
All’81’ Dani Alves sale sulla destra e mette il pallone in mezzo. Pepe e Casillas convergono sulla stessa traiettoria. Il difensore e il portiere finiscono per ostacolarsi, lasciando il pallone a Kanouté. Il maliano è pronto, controlla la situazione e segna a porta praticamente libera. Il Siviglia conduce 4-3. Il Real Madrid ha appena impiegato più di mezz’ora per trovare il pareggio, e lo ha perso in tre minuti.
È l’azione che definisce la serata meglio di qualsiasi altra. Il Real Madrid ha talento sufficiente per segnare tre volte, ma non riesce a difendere il risultato nemmeno quando il momento sembra favorevole. Il Siviglia, invece, continua a riconoscere gli spazi e a sfruttare le incertezze avversarie. Dani Alves, partito ancora una volta dalla fascia, arriva a creare l’occasione decisiva. Kanouté si trova nel posto in cui un centravanti deve essere. La partita non è finita, ma il Bernabéu ha perso la convinzione che l’aveva sostenuto dopo il 3-3.
Caricamento post Instagram...
Il quinto trofeo e il centravanti delle finali
La Supercoppa di Spagna è il quinto titolo del Siviglia in quindici mesi. Due Coppe UEFA, una Supercoppa UEFA, una Coppa del Re e, adesso, il successo contro il Real Madrid. Nessuno di quei trofei è arrivato per caso e nessuno è stato conquistato grazie a una sola individualità.Palop ha dato sicurezza alla difesa e deciso la finale europea contro l’Espanyol. Dani Alves ha trasformato la fascia destra in una delle principali fonti di gioco. Renato ha saputo inserirsi nei momenti decisivi. Navas, Adriano, Poulsen, Martí e gli altri hanno reso possibile un calcio aggressivo, tecnico e riconoscibile.
Kanouté, però, ha una relazione particolare con le finali di quel periodo: Aveva segnato contro il Middlesbrough nella Coppa UEFA del 2006. Aveva colpito il Barcellona nella Supercoppa europea. Era andato a segno contro l’Espanyol nella finale UEFA del 2007 e contro il Getafe in Coppa del Re. Al Bernabéu aggiunge tre reti, una su rigore e due su azione.
Caricamento post Instagram...
Con Ramos diventa un riferimento offensivo completo. Il suo gioco non dipende soltanto dal numero di palloni ricevuti in area: partecipa alle azioni, offre soluzioni ai centrocampisti e permette agli esterni di attaccare la profondità. Quando serve, sa anche ridurre tutto alla semplicità di un movimento verso la porta. Nel dicembre 2007 riceverà il premio di Calciatore africano dell’anno. È il riconoscimento individuale più importante di una stagione nella quale ha contribuito a trasformare il Siviglia da squadra competitiva a formazione abituata a vincere.
Per il Real Madrid il 5-3 è invece un avvertimento. Schuster ha a disposizione giocatori di grande qualità, ma la squadra mostra fragilità difensive evidenti. La stagione 2007-08 si concluderà comunque con un altro titolo della Liga. Quella sera d’agosto, però, il confronto con il Siviglia ha rivelato quanto possa essere difficile affrontare un avversario più organizzato, anche quando si possiede una rosa più ricca.
Sei giorni dopo, un’altra estate
Il Siviglia lascia Madrid con il quinto trofeo dell’era Ramos e la sensazione di aver raggiunto un livello impensabile soltanto pochi anni prima. La stagione deve ancora cominciare davvero. Ci sono la Liga, la Champions League e la Supercoppa UEFA contro il Milan. Dopo il 5-3 al Bernabéu, tutto sembra possibile.Sei giorni più tardi, il 25 agosto, il Siviglia affronta il Getafe nella prima giornata di campionato. Durante il primo tempo Puerta si accascia sul terreno di gioco del Sánchez-Pizjuán, colpito da un arresto cardiaco. Riesce inizialmente a rialzarsi e a raggiungere gli spogliatoi, ma le sue condizioni peggiorano. Viene ricoverato in ospedale e muore il 28 agosto, a ventidue anni.
Caricamento post Instagram...
Non aveva preso parte al 5-3 del Bernabéu. La sua storia apparteneva però alla stessa squadra e agli stessi anni, a quel gruppo che aveva trasformato il club attraverso il talento del vivaio e gli acquisti costruiti con attenzione. La sua morte interrompe brutalmente l’entusiasmo dell’estate. Il 31 agosto il Siviglia affronta il Milan nella Supercoppa UEFA, a Monaco. Renato porta avanti gli andalusi, ma il Milan rimonta e vince 3-1. La partita è segnata dai tributi a Puerta e da un dolore che rende secondario il risultato.
La Supercoppa conquistata a Madrid rimane intatta nella storia sportiva del Siviglia. Ma la sua collocazione nella memoria cambia. È l’ultima grande festa prima di giorni che il club non avrebbe potuto immaginare.
Cinque gol nella casa dei campioni
Il 19 agosto 2007 il Real Madrid segnò tre gol al Bernabéu e perse comunque la Supercoppa. Drenthe trovò un tiro straordinario, Cannavaro riaprì la partita prima dell’intervallo, Sergio Ramos completò il 3-3 nella ripresa. Ogni volta, il Siviglia ebbe una risposta.Renato colpì due volte nel primo tempo. Kanouté trasformò il rigore del 3-1, sfruttò l’errore tra Pepe e Casillas quando il Real Madrid aveva appena pareggiato e segnò ancora nel recupero. Il risultato finale non lasciò spazio all’idea di una vittoria ottenuta soltanto grazie al vantaggio dell’andata.
Il Siviglia era arrivato al Bernabéu con quattro trofei conquistati in quindici mesi e ne uscì con cinque. Era una squadra costruita senza le possibilità economiche del Real Madrid, ma con una continuità di gioco che gli avversari non riuscirono a contrastare. Aveva imparato a riconoscere il momento in cui una finale poteva cambiare e a colpire prima che cambiasse davvero.
Nel momento in cui Sergio Ramos segnò il 3-3, il Bernabéu credette ancora di poter assistere a un’altra rimonta. Tre minuti dopo, Dani Alves mise il pallone in area, Pepe e Casillas si ostacolarono e Kanouté trovò la porta.
Fu lì che la serata prese la sua direzione definitiva. Il quinto gol sarebbe arrivato soltanto nel recupero, quando il Real Madrid era già in dieci e la Supercoppa ormai lontana. Kanouté lo segnò comunque, completando una tripletta che trasformò una vittoria in una delle imprese più riconoscibili della storia del Siviglia. Il Bernabéu aveva appena visto i campioni di Spagna segnare tre volte. Gli uomini di Juande Ramos ne avevano segnate cinque.
© RIPRODUZIONE RISERVATA