Le dichiarazioni dell'ex capitano giallorosso
Valerio Mastandrea e il gol di Totti al derby del 3-3: "Il più brutto ma il più importante"
Tra i tanti calciatori che hanno fatto la storia del calcio italiano nel corso di questo secolo figura, in maniera particolare, Francesco Totti. Il 50enne, infatti, durante la sua carriera agonistica ha vestito soltanto la maglia della Roma, club della città in cui è nato. Nei suoi anni in giallorosso, nonostante abbia vinto soltanto cinque titoli nazionali tra cui lo Scudetto del 2001, il Pupone ha inserito il proprio nome nella storia non solo della sua ex squadra, ma anche del calcio italiano.
Nel corso della sua carriera durata venticinque anni, il classe 1976 ha ottenuto diversi record individuali mentre nel 2006 è stato tra i protagonisti della Nazionale Italiana che ha vinto il Mondiale in Germania dopo aver battuto la Francia in finale. Di recente, l'ex giocatore della Roma ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera, durante la quale ha toccato anche argomenti molto delicati.
Totti: "Dopo il ritiro stavo per cadere in depressione"
L'ex capitano della Lupa ha parlato dell'addio al calcio giocato e di quel che è successo dopo. Le sue parole: "Da un lato era il giorno più bello della mia vita perché mi aspettava una festa unica. Dall'altro lato, però, sentivo malinconia, ero incredulo e morto dentro. Ad un certo punto ho rischiato di cadere in depressione. Non riuscivo a trovare il senso delle cose dato che noi calciatori siamo abitudinari. All'improvviso è arrivato il vuoto e sembrava di stare in mezzo all'oceano. Mi sentivo soffocato dal vuoto che, in seguito, è diventato voragine. Quando è morto mio padre, mi è mancata l'aria". In seguito ha parlato di un possibile ritorno alla Roma: "Mai dire mai. La Roma è stata, è e sarà per sempre tutto per me, una seconda pelle".
Successivamente ha parlato anche di un altro momento difficile della sua vita, che ha avuto luogo durante il periodo del Covid: "Stavo per morire a causa del Covid come mio padre. Rischiavo di essere ricoverato, avevo la saturazione ad 87 ed una fortissima broncopolmonite. Ho passato tre settimane con la febbre a 39 e non riuscivo a respirare. In quel periodo mi ha chiamato il professor Zangrillo, il quale mi ha consigliato di dormire col torace sul letto perché così si aprivano i polmoni. Anche se ne sono uscito, me la son vista brutta".
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