Dietro quel particolare, infatti, c'è un problema fisico che l'esterno portoghese si porta dietro da tempo
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Un dettaglio che non è passato inosservato. Durante la sfida tra Portogallo e Spagna ai Mondiali, Pedro Neto è sceso in campo con uno scarpino bucato nella parte posteriore del tallone. In molti hanno pensato a uno strappo provocato da un contrasto di gioco. Niente di tutto questo. Il foro era presente anche sul paio di ricambio. Una scelta voluta. Dietro quel particolare, infatti, c'è un problema fisico che l'esterno portoghese si porta dietro da tempo. Una modifica necessaria per convivere con una patologia che gli provoca dolore a ogni appoggio.
Mondiali, il dettaglio sullo scarpino di Pedro Neto: c'entra una sindrome
Lo scarpino non era rotto. Era stato modificato apposta. Pedro Neto convive da tempo con la sindrome di Haglund, una patologia che provoca una sporgenza ossea nella parte posteriore del calcagno. Un problema che rende molto doloroso il contatto tra il tallone e il contrafforte rigido della scarpa. Per questo motivo, l'esterno del Portogallo utilizza scarpini con un foro nella parte posteriore. Una soluzione semplice, ma efficace, che gli permette di ridurre la pressione sul tallone e continuare a giocare senza aggravare il fastidio. Durante la sfida contro la Spagna, quel foro si è allargato dopo alcuni contrasti di gioco, facendo pensare a molti che lo scarpino si fosse rotto.
In realtà non era così. Quando Neto è tornato in campo con un altro paio di scarpe, anche quelle presentavano lo stesso taglio, confermando che si tratta di una modifica abituale. La sindrome di Haglund è piuttosto diffusa tra gli sportivi. Colpisce il calcagno e può provocare infiammazione, dolore e irritazione del tendine d'Achille, soprattutto quando si indossano scarpe con un tallone rigido. Dietro quel dettaglio visto ai Mondiali, dunque, non c'era un incidente di gioco. Solo un piccolo accorgimento che permette a Pedro Neto di convivere con un problema fisico senza rinunciare al campo.
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