La notte di Monaco che mise in crisi gli Invincibles di Wenger.

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Oliver Kahn rinviò il pallone dalla propria area, Kolo Touré provò ad allontanarlo di testa e sbagliò l’intervento. Claudio Pizarro si ritrovò davanti a Jens Lehmann e non lasciò scampo al portiere dell’Arsenal. Erano passati appena quattro minuti dall’inizio dell’andata degli ottavi di Champions League del 22 febbraio 2005 e il Bayern Monaco era già in vantaggio. Per Touré sarebbe stata una serata difficile, per il centravanti peruviano una delle più importanti della stagione.

Pizarro aveva 26 anni e giocava nel Bayern dal 2001, ma non era ancora riuscito a diventare un riferimento indiscusso dell’attacco bavarese. Felix Magath, arrivato in panchina nell’estate precedente, aveva imposto una disciplina severa e allenamenti più duri, chiedendo ai suoi giocatori maggiore continuità. Il tecnico aveva persino criticato i calciatori che trascorrevano troppo tempo davanti allo specchio a sistemarsi i capelli. Nessun nome, almeno pubblicamente, ma il messaggio era rivolto a uno spogliatoio nel quale figuravano giocatori come Michael Ballack, Roque Santa Cruz e lo stesso Pizarro. Contro l’Arsenal, il peruviano avrebbe risposto soprattutto con i gol.

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La squadra di Arsène Wenger arrivava a Monaco con il prestigio conquistato nella Premier League 2003-04, chiusa senza una sola sconfitta. Gli Invincibles avevano dato all’Arsenal una dimensione straordinaria in Inghilterra, ma in Europa continuavano a incontrare ostacoli. Il Chelsea li aveva eliminati nei quarti della Champions precedente e il Bayern rappresentava un altro avversario difficile da superare. Pizarro segnò due volte, partecipò all’azione del terzo gol e costrinse i londinesi a inseguire una qualificazione che sembrava già compromessa.

Il Bayern di Magath e il talento di Pizarro

Pizarro era arrivato in Germania nel 1999, acquistato dal Werder Brema dopo essersi fatto conoscere in patria con l’Alianza Lima. Due stagioni convincenti gli avevano aperto le porte del Bayern, dove nel 2001 aveva trovato una squadra appena laureatasi campione d’Europa. Con Hitzfeld aveva vinto due Bundesliga e una Coppa di Germania, senza riuscire sempre a imporsi come riferimento principale dell’attacco. Nel 2004 era stato persino multato dopo aver espresso pubblicamente la preferenza per un sistema con due punte, una questione che aveva creato qualche tensione con il club.

La stagione precedente all’arrivo di Magath si era chiusa senza trofei. Il Werder Brema aveva conquistato la Bundesliga e il Bayern aveva deciso di cambiare allenatore, affidandosi a un tecnico conosciuto per la severità dei metodi di lavoro. Franz Beckenbauer, presidente del club, aveva sostenuto quella scelta spiegando che la squadra aveva bisogno di tornare a correre. Pizarro doveva adattarsi alle richieste del nuovo allenatore e trovare il proprio spazio accanto a Makaay, uno dei centravanti più prolifici del calcio europeo.

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Contro l’Arsenal il peruviano partì titolare proprio accanto all’olandese. L’assenza per infortunio di Ballack costrinse Magath a modificare il centrocampo, scegliendo Martin Demichelis per dare maggiore protezione alla difesa. Davanti, invece, il tecnico poteva contare su due attaccanti complementari. Makaay cercava soprattutto la profondità e la conclusione, Pizarro si muoveva maggiormente tra le linee e offriva un riferimento utile anche sulle palle alte. Una caratteristica particolarmente importante contro la retroguardia inglese.

Gli Invincibles e quattro minuti per cambiare la partita

L’Arsenal arrivava a Monaco con alcune assenze importanti. Sol Campbell era infortunato, Dennis Bergkamp non aveva preso parte alla trasferta e Ashley Cole, reduce da un’indisposizione, cominciava dalla panchina. Al centro della difesa giocavano Kolo Touré e Pascal Cygan, mentre Gaël Clichy occupava la fascia sinistra. Il Bayern aveva preparato la partita cercando di sfruttare le difficoltà degli inglesi nel gioco aereo, soprattutto in assenza di Campbell. Il primo gol, tuttavia, arrivò da una situazione molto più semplice.

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BREMA, GERMANIA - 13 SETTEMBRE: Claudio Pizarro del Werder Bremen posa durante la presentazione della squadra al Weser Stadion il 13 settembre 2018 a Brema, Germania. (Foto di Martin Rose/Bongarts/Getty Images)

Dopo il vantaggio di Pizarro al 4’, la squadra di Wenger provò a riprendere il controllo del pallone, trovando però un avversario disposto ad aspettare. Vieira faticava a trovare spazio in mezzo al campo, Henry riceveva pochi palloni nelle zone più pericolose e Lúcio, insieme a Robert Kovač, riusciva a contenere gli attacchi inglesi. Il Bayern difendeva con ordine e cercava di sfruttare le occasioni per ripartire. Il primo tempo si chiuse sull’1-0, con Kahn raramente chiamato in causa.

Pizarro, Scholl e una difesa che perde le misure

L’Arsenal rientrò in campo cercando di aumentare la pressione, ma fu il Bayern a costruire le occasioni più pericolose. Lehmann dovette intervenire su una conclusione ravvicinata di Makaay, mentre Lúcio sfiorò il raddoppio di testa. Magath decise allora di inserire Mehmet Scholl al posto di Zé Roberto, affidandosi all’esperienza di un centrocampista capace di rendersi utile anche sui calci piazzati.

Scholl entrò al 57’ e pochi istanti dopo si incaricò di battere una punizione. Pizarro riuscì a liberarsi dalla marcatura di Touré e colpì di testa, superando ancora Lehmann. Era il 58’ e il Bayern conduceva 2-0. Il difensore ivoriano, protagonista dell’errore sul primo gol, aveva perso il peruviano anche nell’azione del raddoppio. La difficoltà dell’Arsenal sui palloni alti, individuata da Magath prima della partita, aveva trovato una conferma pesante.

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Sette minuti più tardi Pizarro partecipò anche all’azione del terzo gol. Un suo passaggio mise in movimento Torsten Frings, che arrivò al cross dalla fascia. Lehmann, uscito dai pali, non riuscì a intercettare il pallone e Hasan Salihamidžić lo depositò in rete. Sul 3-0 il Bayern aveva un vantaggio che sembrava sufficiente per affrontare il ritorno senza particolari preoccupazioni. Wenger, invece, si trovava davanti una squadra incapace di sfruttare il possesso e troppo vulnerabile nelle situazioni decisive.

A impedire che la qualificazione diventasse quasi impossibile fu proprio Touré. All’88’ Vieira colpì il palo e il difensore ivoriano riuscì a segnare sulla respinta. Dopo gli errori che avevano favorito Pizarro, trovò il gol che restituiva all’Arsenal una possibilità concreta di rimonta. Con la regola delle reti in trasferta, allora ancora in vigore, ai Gunners sarebbe bastato vincere 2-0 a Highbury per raggiungere i quarti.

Magath lasciò Monaco contrariato per il gol subito e per l’occasione mancata di chiudere definitivamente il confronto. Wenger, dal canto suo, giudicò quella prestazione la peggiore offerta dall’Arsenal nella Champions League di quella stagione. La rete di Touré consentiva comunque agli inglesi di preparare il ritorno con qualche speranza.

Dal Friburgo a Highbury, Pizarro non si ferma

Otto giorni dopo la doppietta contro l’Arsenal, Pizarro segnò quattro gol in una sola partita. Il 2 marzo il Bayern affrontò il Friburgo nei quarti di Coppa di Germania e vinse 7-0 in trasferta. Il peruviano aprì le marcature al 7’, raddoppiò al 10’, completò la tripletta al 39’ e realizzò il quarto gol al 60’. Anche Makaay andò a segno, ma la serata apparteneva ancora al suo compagno di reparto. Il Bayern raggiunse le semifinali e Pizarro confermò il momento particolarmente felice davanti alla porta.

Il suo rendimento diventava ancora più importante in vista della trasferta di Londra, perché il Bayern avrebbe dovuto affrontare l’Arsenal senza Makaay, fermato da un infortunio. Il 9 marzo, a Highbury, Pizarro giocò accanto al giovane connazionale José Paolo Guerrero. Wenger ritrovò Bergkamp e schierò Philippe Senderos al centro della difesa, affidando al ventenne svizzero una partita delicata contro un avversario esperto.

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MONACO, GERMANIA - 17 MARZO: Sergio Paulo, Claudio Pizarro e Marc van Bommel dell'FC Bayern München si riprendono con una action cam durante la Beckenbauer Cup 2025 al SAP Garden, il 17 marzo 2025 a Monaco, in Germania. Nell'ambito delle celebrazioni per il 125° anniversario del club, il 17 marzo 2025 l'FC Bayern ospita un torneo speciale dedicato alle leggende della squadra, in onore del compianto presidente onorario Franz Beckenbauer (1945 - 2024). (Foto di Sebastian Widmann/Getty Images)

Il Bayern difese con attenzione e riuscì a limitare le occasioni inglesi per tutto il primo tempo. Al 66’ Henry batté Kahn e portò avanti l’Arsenal, lasciando ai Gunners il tempo per cercare il secondo gol. Lúcio e Kovač continuarono però a proteggere l’area e gli attaccanti di Wenger non trovarono lo spazio necessario per completare la rimonta. Il risultato rimase sull’1-0 fino al fischio finale.

Il Bayern raggiunse i quarti grazie al 3-2 complessivo, mentre l’Arsenal uscì ancora una volta dalla Champions League prima delle semifinali. Wenger avrebbe riconosciuto quanto gli errori commessi a Monaco avessero pesato sull’eliminazione. La vittoria di Highbury non era bastata a cancellare il passivo dell’andata.

La squadra di Magath avrebbe poi affrontato il Chelsea di Mourinho, ma Pizarro non riuscì a giocare la gara d’andata dei quarti. Il 2 aprile, durante una partita di Bundesliga contro il Wolfsburg, il peruviano riportò un infortunio muscolare alla coscia e dovette lasciare il campo dopo appena sei minuti. Il Bayern perse 4-2 a Stamford Bridge e, nonostante la vittoria per 3-2 nel ritorno, venne eliminato.

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MONACO, GERMANIA - 17 OTTOBRE: Harry Kane dell'FC Bayern München guarda durante la partita di Bundesliga 2026/27 tra FC Bayern München e RB Leipzig all'Allianz Arena il 17 ottobre 2026 a Monaco, in Germania. (Foto di Alexander Hassenstein/Getty Images)

Magath chiuse comunque la sua prima stagione a Monaco conquistando Bundesliga e Coppa di Germania, riportando il Bayern al successo dopo un’annata senza titoli. Pizarro continuò la propria carriera in Germania, tra Bayern e Werder Brema, fino a diventare uno dei marcatori più prolifici nella storia della Bundesliga. Per l’Arsenal, invece, sarebbe servito un altro anno per raggiungere la prima finale di Champions League, persa nel 2006 contro il Barcellona.

Diciannove anni dopo, nell’aprile del 2024, sarebbe stato Harry Kane a segnare contro l’Arsenal in Champions, questa volta nei quarti. Il Bayern avrebbe superato nuovamente i londinesi, vincendo 1-0 a Monaco dopo il 2-2 dell’andata a Londra. Nel 2005, invece, erano bastati i due gol di Pizarro all’Olympiastadion per indirizzare una qualificazione che l’Arsenal non sarebbe più riuscito a recuperare.

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