Le parole del campione del mondo e leggenda dei Citizens, adesso al Barcellona ma sempre legato ai colori che ha vestito per 7 anni.
Il Camp Nou accoglie la nuova stella: ecco Rodri con la maglia del Barcellona!
Nonostante il trasferimento al Barcellona, Rodri continua a seguire da vicino le vicende del suo ex club. Nelle ultime ore il Manchester City è finito nuovamente al centro dell'attenzione dopo le indiscrezioni secondo cui una commissione indipendente avrebbe ritenuto il club responsabile di 114 delle 115 violazioni finanziarie contestate dalla Premier League. Il City ha ribadito che il procedimento non è ancora concluso e ha annunciato l'intenzione di presentare appello. Intervenuto alla vigilia della sfida tra Spagna e Inghilterra, finita 3-2 per i campioni del mondo, Rodri ha difeso la posizione della sua ex squadra. Il centrocampista ha ricordato anche il precedente del 2020, quando il City riuscì a ribaltare davanti al TAS una sanzione UEFA relativa a un altro procedimento.
Le parole di Rodri in difesa del Manchester City
Ai microfoni di TNT Sports, il capitano della Nazionale spagnola ha spiegato di continuare ad avere fiducia nel Manchester City e nel lavoro svolto dalla società durante gli anni trascorsi all'Etihad. Il suo intervento si è concentrato soprattutto sulla convinzione che i successi conquistati sul campo dai giocatori non possano essere cancellati dalle vicende giudiziarie che coinvolgono il club.
Ha iniziato l'intervista dicendo che crede al suo vecchio club: "Esprimono sempre la convinzione di non aver mai fatto nulla di male, e io ci credo".
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Infine ha ribadito la sua totale fiducia: "Fino al momento in cui verrà dimostrato che hanno torto, crederemo al club. Ci ribadiscono sempre la loro fiducia nella loro innocenza".
Rodri, parlando del 2020, ha fatto riferimento a quando il Manchester City aveva affrontato un procedimento UEFA legato al Fair Play Finanziario. Nel febbraio di quell'anno, il club era stato sanzionato con un'esclusione di due stagioni dalle competizioni europee e una multa da 30 milioni di euro, dopo essere stato accusato di aver fornito informazioni finanziarie fuorvianti relative ai ricavi delle sponsorizzazioni.
Il Manchester City presentò ricorso al TAS e, nel luglio 2020, il tribunale annullò l'esclusione dalle competizioni UEFA, ritenendo non dimostrate alcune delle accuse principali e considerando prescritte altre contestazioni. La multa venne invece ridotta a 10 milioni di euro per la mancata collaborazione del club durante l'indagine.
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