Ten Hag è tornato a parlare di Cristiano Ronaldo
Le lacrime di una leggenda. Cristiano Ronaldo saluta il Mondiale
Erik ten Hag è tornato a parlare di Cristiano Ronaldo e lo ha fatto con parole decisamente poco lusinghiere nei confronti del fuoriclasse portoghese, recentemente premiato con il BOAT, premio assegnato grazie al voto dei tifosi per il miglior Pallone d'Oro della storia. L'ex allenatore del Manchester United, che ha condiviso con CR7 una complicata esperienza a Old Trafford, ha espresso il proprio giudizio sul rendimento del giocatore dell'Al-Nassr negli ultimi anni, individuando proprio nell'avventura alla Juventus l'inizio della sua parabola discendente, nonostante numeri e risultati dicano tutt'altro.
Le parole di Ten Hag e i numeri di Ronaldo alla Juventus
Secondo ciò che ha detto il tecnico al programma televisivo olandese Goedemorgen Eredivisie, Ronaldo non sarebbe più riuscito a garantire prestazioni dello stesso livello dopo aver lasciato il Real Madrid nel 2018 dopo aver vinto la Champions League per la quarta volta con i Blancos: "Negli ultimi 7 o 8 anni non è stato in grado di soddisfare le aspettative. Da quando è andato alla Juventus, è semplicemente finita. Questo è il grande dono del Real Madrid, sanno quando separarsi dai giocatori il cui livello è in calo, al momento giusto".
Parole che fanno discutere, soprattutto considerando quanto prodotto dal portoghese durante le 3 stagioni in bianconero. Arrivato nell'estate del 2018, Ronaldo ha collezionato 101 gol in 134 presenze complessive con la maglia della Juventus, mantenendo una media di quasi una rete ogni partita e conquistando di fatto l'ultimo Scudetto fino ad ora.
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Ten Hag ha poi raccontato il confronto avuto con Ronaldo prima dell'inizio della stagione: "Ronaldo aveva uno status speciale. Sono andato a trovarlo prima dell'inizio della stagione e gli ho spiegato come volevamo giocare, cosa mi aspettavo da lui e cosa lui poteva aspettarsi da me. Ma, alla fine, anche lui doveva dare il massimo. Non riusciva più a sottoporsi a quel sacrificio quotidiano, ad allenarsi al 100% e a raggiungere la condizione fisica ideale. In Premier League, se non sei al massimo della forma, non hai alcuna possibilità".
Infine: "In un momento come quello, dovevo fare delle scelte nell'interesse della squadra. In definitiva, la decisione spettava a lui per il fatto che volesse fare o meno quell'investimento su se stesso".
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