Tra etica del lavoro, allenamenti, e cambiamenti personali: un Mourinho diverso da quello di sedici anni fa.

Dopo sedici anni passati ad allenare numerose squadre in giro per l'Europa, Mourinho è tornato sulla panchina del Real Madrid. Per volontà dello stesso presidente Florentino Perez, deluso dalle gestioni di Xabi Alonso e Arbeloa. Ma, come raccontato da Marca, si tratta di uno Special One nuovo e forse diverso.

SL Benfica v Bayer 04 Leverkusen - UEFA Champions League 2025/26 League Phase MD4
LISBONA, PORTOGALLO - 5 NOVEMBRE: José Mourinho, allenatore del Benfica, osserva il campo prima della partita della quarta giornata della fase campionato della UEFA Champions League 2025/26 tra SL Benfica e Bayer 04 Leverkusen, il 5 novembre 2025 a Lisbona, Portogallo. (Foto di Carlos Rodrigues/Getty Images)

Mourinho

Mourinho e il Real Madrid: una nuova storia

Secondo il quotidiano spagnolo, infatti, i giocatori stanno sperimentando un Mourinho diverso da quello che nel 2010 arrivò sulla panchina dei blancos. Non completamente: alcune cose, infatti, rimangono le stesse. Sul campo di allenamento e per quanto riguarda l'etica del lavoro, il tecnico sta imponendo le sue idee, il suo stile, il suo modus operandi.

Il suo approccio è lo stesso: massime pretese, meticolosa attenzione ai dettagli e un lavoro quasi instancabile. L'obiettivo finale? Riportare in auge una etica del lavoro che, secondo lui, si è persa negli ultimi anni e cementare il gruppo squadra. Lo ha spiegato il tecnico stesso sui canali ufficiali del club: "Creare una cultura del lavoro, della responsabilità, dell'ambizione. Non si tratta di lavorare al Real Madrid, ma di lavorare per il Real Madrid. Ed è con questo spirito di dedizione che sono qui".

E i giocatori hanno già avuto modo di sperimentare gli intensi e faticosi programmi dell'ex tecnico di Benfica e Inter. A Valdebebas, nella prima settimana di allenamento, il programma prevedeva tre giorni di doppie sessioni. Mourinho alterna diversi tipi di lavoro: fisico e tattico. Ma il pallone ha sempre la priorità.

Ma qualcosa, nel tecnico portoghese, potrebbe essere cambiato. Una trasformazione forse più personale che professionale. Ne ha parlato lui stesso in una intervista alla UEFA: "Prima pensavo di più a me stesso, ero più egocentrico, e sono cambiato in modo tale da sentirmi più altruista. Sento di essere nel calcio per aiutare gli altri più che per aiutare me stesso. Sono qui per aiutare i miei giocatori più che per pensare a cosa succederà nella mia vita. Penso di più al club, penso di più alla gioia dei tifosi, più che a me stesso"

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