In vista di Club Brugge-Anderlecht, la storia della Wallonia Bruges Army: i tifosi della Vallonia che da anni sostengono i neroblù
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Il Belgio è un Paese che si divide, prima ancora che per i confini amministrativi, per la lingua con cui racconta se stesso. A nord il fiammingo, a sud il francese, e in mezzo un pallone che da sempre fatica a trovare un terreno comune. Eppure, ogni due settimane, un gruppo di tifosi sale in auto o in treno da Liegi, Charleroi, Namur, percorre centinaia di chilometri attraverso tutto il Paese e arriva allo Jan Breydel Stadium per sostenere una squadra che, sulla carta, dovrebbe appartenere all’altra metà del Belgio. Sabato 8 novembre il Club Brugge ospiterà l’Anderlecht per il big match della Jupiler Pro League: tra le gradinate blu e nere ci sarà di nuovo anche lei, la Wallonia Bruges Army.
Perchè la Wallonia Army è un paradosso?
La Wallonia Bruges Army è, per definizione, un’anomalia nel panorama calcistico belga. È l’unico club di tifosi ufficialmente riconosciuto dal Club Brugge ad avere sede in territorio vallone, con base nei dintorni di Namur. Un gruppo di tifosi che ha scelto di colorare di neroblù una regione che, storicamente, guarda altrove: a Liegi per lo Standard, a Charleroi per il Royal: raramente queste città guardano verso le Fiandre.Cyril Noël, presidente della Wallonia Army, ha raccontato più volte la natura particolare di questa passione, descrivendo un’attesa quasi rituale per i sorteggi delle coppe europee, il momento in cui si decide “dove si va in vacanza” al seguito della squadra. Un modo per dire che seguire il Brugge da Wallonia non è un’abitudine qualunque: è un impegno logistico, prima ancora che emotivo, fatto di lunghe trasferte e di un affetto che non si può misurare in chilometri.
La frattura linguistica che il calcio non cancella
Per capire la particolarità di questo fenomeno bisogna guardare fuori dallo stadio. Il Belgio porta ancora addosso le cicatrici di una storia di divisioni tra Fiandre e Vallonia, fatte di squilibri economici, rivendicazioni politiche e, in alcuni periodi, di vere e proprie tensioni sociali. Il tifo calcistico, in un Paese così frammentato, tende naturalmente a seguire le linee della comunità linguistica: le squadre si radicano nel proprio territorio, e raramente un club fiammingo riesce a sfondare stabilmente a sud del confine linguistico, o viceversa.Il Club Brugge, in questo senso, rappresenta un’eccezione dentro l’eccezione. Il club neroblù è considerato il più seguito a livello nazionale, con tifoserie organizzate sparse in tutto il Paese, Vallonia inclusa. Una popolarità trasversale che va oltre la geografia e, almeno in parte, anche oltre la lingua.
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L'amore per il Brugge
Non è un caso che questo legame si sia rafforzato negli anni in cui il Club Brugge ha dominato il campionato belga, accumulando titoli e partecipazioni europee con una continuità che poche altre squadre del Paese possono vantare. Per chi in Vallonia non trovava nella propria squadra del cuore le stesse soddisfazioni sportive, il Brugge è diventato un’alternativa credibile: una maglia da indossare non per appartenenza territoriale, ma per scelta di campo sportiva ed emotiva.
E non è un dettaglio secondario che la Wallonia Army si faccia sentire proprio nelle giornate dei big match. La sfida con l’Anderlecht, storica rivale del Brugge dagli anni Settanta e club simbolo della capitale Bruxelles, è l’occasione in cui la tifoseria vallone del Club può misurare la propria identità contro un’altra narrazione del tifo belga: quella della squadra che per decenni ha conteso al Brugge il predominio nazionale. In mezzo a due mondi, blu e nero contro viola, la Wallonia Army resta lì, a ricordare che certe appartenenze calcistiche sanno ignorare le mappe.
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