Una testimonianza portata dall'estremo difensore biancoceleste che in un anno è passato dai prestiti senza via d'uscita al record di rigori parati in Coppa

Si parla spesso di come si debba essere capaci di catturare l'istante nelle nostre vite. Una frase ripetuta come mantra che scarica tutta la responsabilità sull'individuo. L'insuccesso è solo colpa del non essere stati in grado di cogliere questo famoso attimo. In un certo senso, funziona davvero così nella società attuale e in particolar modo nel mondo del calcio. La storia di Edoardo Motta è pienamente ascrivibile in questo orizzonte di senso contemporaneo.

Atalanta BC v SS Lazio - Coppa Italia

Atalanta BC v SS Lazio - Coppa Italia
BERGAMO, ITALIA - 22 APRILE: Edoardo Motta della SS Lazio festeggia la vittoria dopo la semifinale di Coppa Italia tra Atalanta BC e SS Lazio alla New Balance Arena il 22 aprile 2026 a Bergamo, Italia. (Foto di Marco Rosi - SS Lazio/Getty Images)

Il portierino della Lazio è l'uomo della Providdenza, colui che ha saputo davvero aggrapparsi a ogni tipo di eventualità e occasione per arrivare nel calcio d'élite. Per ora, ci basta sapere che ha portato da solo la Lazio in finale di Coppa Italia, inscrivendosi nel grande firmamento dei portieri italiani.

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Chi è Edoardo Motta

Per parlare dell'identità del portiere laziale, bisogna mettere subito in chiaro la sua giovane età. Motta è un classe 2005 e ha passato gran parte del tempo (5 stagioni) nel vivaio della Juventus. Con i bianconeri che ripongono poca fiducia in lui, è entrato nella classica girandola di prestiti, giocando per Alessandria, Monza e Reggiana. Proprio con la squadra di Reggio Emilia, che lo ha riscattato in estate, il portiere italiano ha avuto la possibilità di esordire nel calcio dei grandi. Durante questa stagione Motta si è affermato in Serie B e le sue prestazioni non sono passate inosservate.

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A gennaio infatti arriva la chiamata della Lazio, ricca orfana di Mandas ceduto al Bournemouth per 20 milioni di euro. Il 2005 arriva dunque come secondo del titolare Ivan Provedel, che in marzo si fa male alla spalla, rimanendo fuori fino a fine stagione. Così, Edoardo Motta diventa titolare dei biancocelesti e in sei match di Serie A subisce solo 3 reti (clean sheet contro Milan, Napoli e Bologna). Merito della super fase difensiva costruita meticolosamente da Sarri, ma il baby portiere si dà parecchio da fare e para anche un rigore ad uno specialista come Orsolini.

Le prodezze in semifinale di Coppa Italia

Nella partita di ritorno della semifinale di Coppa Italia, Edoardo Motta non gioca degli eccellenti 90'. Il portiere biancoceleste mette spesso in difficoltà i suoi compagni con una gestione del pallone con i piedi abbastanza disastrosa. Troppo spesso la fretta gli ha fatto spedire il pallone in rimessa laterale o ha prodotto dei difficili primi controlli ai suoi difensori. Tuttavia, con le mani dimostra già di essere fenomenale su Scamacca durante i tempi supplementari.

Poi arrivano i rigori ed Edoardo Motta entra nella storia. Scamacca, Zappacosta, Pasalic e CDK. Nessuno di questi grandi giocatori ha avuto abbastanza bravura da battere l'estremo difensore italiano. 4 parate di fila (raggiungendo il record della Coppa, stabilito dal pisano Semper in agosto) che hanno permesso alla Lazio di approdare ad una finale completamente inaspettata. Mentre Lotito gongola per il milioncino scommesso sull'ex Reggiana, Motta piange lacrime di gioia, con la consapevolezza di chi sa che questo è solo l'inizio.

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