L'ex bomber del Livorno ha reso omaggio al suo amico e compagno di squadra scomparso ieri a soli 58 anni

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Ieri 19 giugno 2026 è stata una giornata molto triste per il calcio italiano. A soli 58 anni si è spento Igor Protti, bomber di provincia che in carriera ha vestito diverse maglie, tra cui quelli di Bari, Lazio e Livorno lasciando un ricordo indelebile. Il nativo di Rimini stava combattendo ormai da un anno con un tumore al colon che negli ultimi mesi era diventato sempre più grave e purtroppo, alla fine, non gli ha lasciato scampo. Tra i tanti amici e compagni che hanno voluto rendergli omaggio, uno di questi è stato Cristiano Lucarelli, con il quale Protti ha composto la "coppia d'oro del Livorno".

Igor Protti

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Igor Protti, gli ultimi momenti raccontati da Cristiano Lucarelli: "L'arbitro sta per fischiare la fine. Mi si è stretto lo stomaco"

Il calcio italiano piange Igor Protti. L'attaccante è scomparso ieri 19 giugno a soli 58 anni a causa di un tumore al colon contro il quale combatteva da più di un anno. Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Protti lascia un grande ricordo al mondo del pallone non solo come calciatore ma soprattutto come persona. Ammirato e stimato da amici e compagni di squadra, lo Zar (come veniva soprannominato) era apparso l'ultima volta in pubblico solo qualche settimana fa in occasione del matrimonio della figlia, visibilmente affaticato per le settimane di chemioterapia.
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Una volta saputa la triste notizia, tutto il calcio italiano, amici e compagni si sono uniti al dolore della famiglia e hanno subito reso omaggio allo storico numero 10, tra i tanti c'è stato Cristiano Lucarelli, suo amico e compagno ai tempi del Livorno, la cui efficacia in fase realizzata ha fatto di loro una coppia d'oro grazie alla quale i granata hanno fatto il salto dalla Serie C alla Serie A tra il 2003 e il 2005. L'ex capitano del club toscano ha voluto ricordarlo con una dedica molto commovente, nella quale ha raccontato gli ultimi momenti di vita del suo amico.

La commovente dedica: l'ultimo abbraccio e le tre richieste di Protti

"Venerdì 12 giugno, ore 9:42. Mentre sono in scooter, mi squilla il telefono. È Igor. 'Cri, sono arrivato'. E io: 'Come, scusa?' 'Cri, sono arrivato'. 'Scusa, in che senso?' Lui: 'Nel senso che l’arbitro sta per fischiare la fine. È questione di ore o di giorni. Se puoi, vieni a casa'. Sento qualcosa stringermi lo stomaco, un peso improvviso. Fatico a respirare. Vado subito a prendere la macchina e volo da lui. Entro e lo trovo sdraiato sul letto, in soggiorno, con lo sguardo rivolto verso la finestra. La dolcissima Daniela mi dice: 'Vi lascio soli', come se già sapesse che Igor avesse bisogno di parlarmi senza nessun altro presente".

'Cri, quando succederà, voglio che tu faccia tre cose per me. La prima: voglio che tu riprenda la poltrona che mi hai regalato e la porti a casa tua. Vorrei che, ogni giorno, ti ricordi di quello che siamo stati io e te. La seconda e la terza, insieme a tutto il resto, per ora restano con me…' Metterci a piangere, abbracciati su quel letto per diversi minuti, è stato un attimo. Eri leggerissimo: i segni della battaglia contro quella m***a di tumore erano visibilissimi sul tuo corpo. Ma tu non hai mai mollato. Hai portato la tua cucciola all’altare come un leone ferito, proprio come nella doppia finale dei playoff contro il Como: zoppicante, ma presente, perché fino alla fine si resiste".

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LIVORNO, ITALIA - 24 GENNAIO: Come ex giocatore Igor Protti dell'AS Livorno saluta i tifosi durante la partita di Serie A tra Livorno e Napoli allo Stadio Armando Picchi il 24 gennaio 2010 a Livorno, Italia. (Foto di Gabriele Maltinti/Getty Images)

"Ora fratello riposa in pace. Goditi l’abbraccio con tuo papà, ma subito dopo lassù cerca e saluta anche Miguel il Moro, il Nassi e tutti gli amici della Curva Nord “Paradiso”, compreso gli altri tifosi del Livorno e non solo, che ti hanno amato ma che ci hanno lasciato anche loro negli ultimi anni, e soprattutto domani da Sopra lo stadio goditi lo spettacolo che la città giustamente ti tributerà, mi manchi di già permalosone…."

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