Il momento peggiore, quello in cui comprese cosa stava accadendo, fu durante un riscaldamento pre partita contro la Reggina.

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Buffon, memoria social: quando Ciriaco Sforza fu vittima dei miracoli di Gigi

Se dovvessi individuare il momento più importante di questa crisi, sarebbero i minuti che precedettero Juventus-Reggina del febbraio 2004. Durante il riscaldamento feci la mia solita routine, ma qualcosa non andava. A un certo punto sono rimasto lì, a fissare il campo, e mi sentivo stordito”. Comincia così il racconto di Gianluigi Buffon, riportato dal The Guardian ed estratto dal suo libro 'Cadere, rialzarsi, cadere, rialzarsi', in cui l'ex portiere della Juventus racconta della depressione e delle crisi di panico che minarono la sua carriera.

Buffon nuovo libro

Gianluigi Buffon of Parma
9 marzo 2000: Gianluigi Buffon del Parma durante la gara di ritorno del quarto turno di Coppa UEFA tra Werder Brema e Parma allo Weserstadion di Brema, Germania. La partita si concluse 3-1 per il Werder Brema. Credito obbligatorio: Alex Livesey / Allsport

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Il momento più brutto in Juventus-Reggina

Buffon racconta poi di come la crisi di panico proseguì e di come rischiò di non giocare quella partita: “Quello che mi spaventò fu una stretta che sentivo al diaframma, tra petto e stomaco, come se avessi ricevuto un colpo. Facevo fatica a respirare e provavo una sensazione di paura che non comprendevo. Quando hai un attacco di panico non sai di averlo. Non riuscivo a gestire quella situazione, né a concentrarmi sui miei esercizi, perché non sapevo cosa mi stesse succedendo”. Ad aiutarlo fu il pronto intervento di Ivano Bordon, allenatore dei portieri della Vecchia Signora: “Sono andato da lui e gli ho chiesto di far riscaldare Antonio Chimenti il portiere di riserva perché non mi sentivo bene. Bordon mi guardò e mi disse: "Non preoccuparti, Gigi, non devi giocare, non sei obbligato". Comprese che stavo avendo un attacco di panico”.

Alla fine Buffon, in quella occasione, riuscì a superare la crisi e scese in campo, come narra lui stesso: “Ho pensato che se non avessi giocato quella partita, non avrei giocato mai più e sarei diventato una specie di fantasma. La paura mi ha provocato una scarica di adrenalina: dopo 10 minuti ho parato una punizione difficile, poi ho fatto una bellissima parata su Ciccio Cozza, ed era quello che mi serviva”.

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Buffon racconta le crisi di panico che minarono la sua carriera

Fu il momento peggiore, ma anche quello rivelatore: “Il giorno dopo mi resi conto che dovevo convivere con questo disagio. Panico. Quella parola non faceva parte del mio vocabolario. Per un paio di mesi dormivo male, mi svegliavo e i pensieri negativi mi affollavano la mente: avrei deluso i miei genitori, i miei tifosi, stavo per mandare in fumo la mia carriera. Ne parlai con gli amici più cari e con il medico della Juventus, Riccardo Agricola, che un giorno mi disse "Gigi, potrebbe essere depressione"”.

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