Il Mondiale inizia e la Nazionale italiana può solo guardare: l'ex presidente del CONI rilancia le ambizioni future della Federazione
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Con l'Italia costretta a recitare il ruolo di semplice spettatrice del Mondiale 2026, il panorama calcistico italiano è alla disperata ricerca di una scossa. In questo scenario, Giovanni Malagò ha deciso di esporsi in prima persona candidandosi per la presidenza della FIGC, mettendo sul piatto la sfida senza dubbio più ardua di tutta la sua campagna elettorale: assicurare la qualificazione al prossimo Mondiale.
L'ex vertice del CONI ha scelto le pagine del quotidiano Corriere della Sera per illustrare i dettagli di un programma strategico pluriennale. Si tratta di un cammino della durata complessiva di sei anni, pensato appositamente per superare l'ostacolo delle qualificazioni e confermare con successo il palcoscenico degli Europei 2032.
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Le parole di Malagò
Di fronte alla domande sulla partecipazione al prossimo Mondiale, il candidato alla guida della Federcalcio non ha utilizzato mezzi termini. La sua rassicurazione è stata perentoria: "Garantisco: ci saremo. Guardo a un orizzonte di sei anni. La qualificazione al prossimo Mondiale e gli Europei 2032: un mandato di due anni più quattro e poi stop, mi tirerei indietro".
Italia, gli step fondamentali per ripartire
La marcia di avvicinamento non può prescindere da alcuni traguardi a breve e medio termine già messi in preventivo. Il piano d'azione prevede una sinergia totale tra i vari reparti azzurri: "Bisogna qualificarsi per le Olimpiadi con l'Under 21, bisogna partire bene nella Nations League, così anche con la Nazionale femminile, è tutto combinato. La vittoria dell'Under 17 all'Europeo ha fatto bene, magari non abbiamo più fenomeni ma buoni giocatori sì".
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L'esempio a cui rifarsi
Il cuore pulsante di questa strategia di rinascita poggia su un rinnovamento radicale delle accademie calcistiche giovanili. L'obiettivo primario è fare squadra a livello istituzionale: "Bisogna accelerare il sostegno ai vivai, fare un patto fra tutti i soggetti per valorizzare gli italiani, ne beneficerebbero tutti." Per trovare un esempio di successo su cui basarsi, l'ex numero uno dello sport italiano ha portato lo sguardo a una disciplina che ha governato e ammirato da vicino durante la sua presidenza al Coni: "Nella pallavolo un accordo fra Federazione e Lega ha posto le basi per la generazione d'oro". Un vero e proprio faro da seguire per riportare finalmente i talenti azzurri ai vertici mondiali.
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