La FIGC tenta il colpo Guardiola per la Nazionale. Maldini e Leonardo volano in Spagna per convincerlo, ma l'ingaggio da 80 milioni allontana l'accordo
Guardiola in festa con i tifosi: ma l'occhiataccia alla telecamera è già un "meme"
Il movimento calcistico italiano attraversa finalmente un profondo periodo di rivoluzione totale dopo le cocenti delusioni degli ultimi anni, che hanno visto la nostra Nazionale fallire clamorosamente la qualificazione a più Mondiali consecutivi. Giovanni Malagò guida il nuovo corso della FIGC e sceglie personalmente dirigenti dal peso specifico incalcolabile, affidando le chiavi operative a figure di spessore assoluto come Paolo Maldini e Leonardo.
Per completare il quadro generale e chiudere il cerchio, alla federazione manca solamente la firma del nuovo commissario tecnico. Tutto il gruppo direttivo nutre un unico grandissimo sogno per rilanciare il calcio azzurro, ovvero quello di affidare la panchina a Pep Guardiola. Per tentare il colpo del secolo, Maldini e Leonardo volano direttamente a Barcellona e organizzano un incontro faccia a faccia con il maestro del Tiki Taka. I due esperti dirigenti mettono sul tavolo un progetto a 360 gradi, proponendo all'ex allenatore del Manchester City di imporre una nuovissima filosofia calcistica all'intero Paese, partendo dalle fondamenta dei settori giovanili fino alla prima squadra.
Le promesse familiari e i grandi dubbi del tecnico
Durante il lungo vertice catalano, Maldini e Leonardo offrono a Guardiola solide garanzie riguardo la composizione dello staff tecnico. I dirigenti propongono una squadra di collaboratori ampia e preparata, che permetterebbe all'allenatore di trascorrere moltissimo tempo in Spagna al fianco dei propri cari.Nonostante le ampie rassicurazioni e un progetto tecnico costruito letteralmente su misura per lui, Guardiola mostra evidenti timori per l'enorme e gravoso impegno richiesto dalla Nazionale italiana. L'allenatore basco vive da sempre il calcio consumando ogni singola energia e dando tutto se stesso in ogni avventura professionale. Un ruolo ibrido, vissuto lontano fisicamente dal campo di allenamento quotidiano, cozza inevitabilmente con la sua maniacale dedizione al lavoro. Oltretutto, il tecnico ribadisce di aver fatto una promessa solenne alla propria famiglia. Il genio spagnolo intende prendersi un periodo di stop totale per recuperare tutto il prezioso tempo perso durante la sua estenuante e vincente carriera ai massimi livelli europei.
Il muro economico e l'orologio della Nations League
La Nazionale italiana, però, ha una fretta enorme e non possiede margini di attesa. La prossima edizione della Nations League prenderà il via già nel mese di settembre, imponendo ai vertici federali di trovare un accordo nel minor tempo possibile. Per sedersi sulla prestigiosa panchina di Coverciano, Pep Guardiola non accetta sconti e mantiene altissime le proprie pretese economiche. La richiesta salariale del mister tocca i 20 milioni di euro netti a stagione. Un progetto internazionale solido necessita di almeno un intero quadriennio per attecchire e svilupparsi, portando così la cifra complessiva alla clamorosa soglia degli 80 milioni di euro. I vertici della FIGC, facendo i conti con i bilanci attuali, possono spingersi al massimo fino alla metà di questa cifra faraonica. Proprio per questo motivo di natura finanziaria, secondo le indiscrezioni che filtrano dalla Gazzetta dello Sport, l'intero ambiente azzurro teme fortemente un rifiuto definitivo da parte dell'allenatore iberico.© RIPRODUZIONE RISERVATA