Il suo arrivo a Reggio Calabria riapre anche le polemiche, ormai note, sulle multiproprietà nel calcio italiano.

Il presidente della Lazio

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Durante la presentazione di Claudio Lotito come nuovo proprietario della Reggina lo stesso Lotito si è lasciato andare ad una frase che ha suscitato applausi e approvazione. Ma che in realtà è uno scivolone: si tratta di un motto fascista.

Lotito e il motto fascista alla presentazione come nuovo proprietario della Reggina

A giugno Lotito, presidente della Lazio, ha completato le operazioni finanziare che lo hanno condotto ad acquisire la proprietà del club della Reggina, che milita in Serie D. Ieri, 20 luglio, allo stadio Oreste Granillo di Reggio Calabria, in presenza del sindaco cittadino e alla stampa si è svolta la conferenza stampa di presentazione. Lotito, ora, oltre ad essere presidente del club biancoceleste della capitale, è proprietario dello storico club calabro e senatore di Forza Italia. Il suo ingresso in questa società, inoltre, solleva, ancora una volta, l'annosa e dibattuta questione delle multiproprietà.
Lotito Lazio

Nel corso della conferenza, però, è accaduto un fatto infelice. Rispondendo ad una domanda riguardo alla sua nuova proprietà, infatti, Lotito ha risposto con una frase che magari fa comprendere bene la sua tipica retorica e i suoi intenti motivazionali verso il nuovo ambiente. Ma che è anche una frase, un motto tipico del regime fascista: "credere, obbedire, combattere". Non proprio una uscita felice, dato che si tratta, appunto, di un motto guerresco e usato all'epoca di Mussolini. Per di più alle sue parole hanno fatto seguito applausi, risatine, anche dal parte del sindaco, Francesco Cannizzaro.

Con il passare delle ore si è innalzato un deciso polverone. Nulla, nell'ambiente, nel momento, nel contesto, giustificava (e come si potrebbe, del resto?), l'uso di un motto fascista, forse uno dei più noti e iconici fra i tanti. Ancor meno giustificati, invece, gli applausi e le risate da parte dei presenti, di coloro che assistevano alla conferenza stampa. Per molti, poi, questa frase segnala un tentativo di riavvicinamento alla tifoseria della Lazio che, da sempre, risponde a profili e ideologie tipiche dell'estrema destra.

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