Dallo Scudetto alla Supercoppa, Mazzocchi chiude la sua esperienza in azzurro dopo 54 presenze e un legame mai nascosto con la sua città.
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Ci sono addii che lasciano soprattutto una sensazione: quella di qualcosa che avrebbe potuto andare diversamente. Per Pasquale Mazzocchi è arrivato il momento di salutare il Napoli, la squadra della sua città, dopo due stagioni e mezzo vissute tra uno Scudetto, una Supercoppa e 54 presenze. Il trasferimento al Venezia è ufficiale, ma prima di partire il terzino ha scelto di rivolgersi direttamente ai tifosi con una lunga lettera pubblicata sui social.
“Dal giorno in cui ho indossato quella maglia ho sempre sognato un finale diverso. Ma la vita non ti porta sempre dove vorresti. Devi accettarlo ed essere pronto a tutto. Ero Napoletano già prima di arrivare. Lo sono stato indossando quella maglia e lo sarò per tutta la vita”, ha scritto Mazzocchi su Instagram.
Sono parole che raccontano bene il senso del suo addio. La separazione arriva dopo un percorso che gli ha permesso di vivere da protagonista, almeno nel legame con la piazza, il sogno di giocare per il club che sentiva suo prima ancora di indossarne la maglia.
“Ci sono stati giorni bui”
Nella lettera Mazzocchi non nasconde nemmeno le difficoltà incontrate durante il suo periodo al Napoli. Il rapporto con una parte della tifoseria non è sempre stato semplice e il giocatore lo racconta senza girarci intorno.
“Ho dato tutto, cercando di trascinarvi con me quando sono stato chiamato in causa. Non è stato facile. Ci sono stati giorni bui. Perché quando le cattiverie arrivano dalla tua stessa gente fanno ancora più male, soprattutto quando sai di aver dato tutto te stesso”, ha riportato.
Poi il passaggio sulla propria identità, quella che Mazzocchi dice di non aver mai voluto mettere da parte: “Ma non c’è stato un giorno in cui, guardandomi allo specchio, non abbia riconosciuto chi ero e ricordato da dove venivo. Ho trovato pace quando ho capito che le persone che mi volevano bene erano molte di più di quelle che mi volevano fuori da casa mia. Non dovevo cambiare per essere accettato: dovevo continuare a essere me stesso”.
È forse il passaggio più personale della lettera. Mazzocchi non prova a cancellare i momenti difficili e nemmeno a riscrivere il rapporto con la piazza. Li inserisce dentro un percorso più lungo, quello che lo ha portato dalla città in cui è nato fino alla maglia del Napoli.
Due trofei e un sogno realizzato
Sul campo, però, il bilancio è fatto anche di vittorie. Mazzocchi lascia il Napoli con uno Scudetto e una Supercoppa italiana, conquistati durante le sue 54 presenze in azzurro. Il club lo ha salutato ricordando proprio la sua “costante e straordinaria abnegazione” e augurandogli buona fortuna per la nuova esperienza.
“Vado via da vincitore: uno Scudetto e una Supercoppa con la mia amata Napoli. In due anni, insieme ai miei compagni e al mister, abbiamo realizzato qualcosa di incredibile quando nessuno credeva in noi. Sacrificio dopo sacrificio, siamo arrivati sul tetto d’Italia. E se qualcuno pensa che sia stata fortuna, rispondo che la fortuna bisogna andarsela a prendere. Abbiamo dato fastidio fino alla fine e qualcuno lassù ha scelto chi ‘NON HA MOLLATO’”.
Nel suo messaggio c’è anche il ringraziamento ai compagni, ai quali riconosce di aver condiviso i momenti più difficili e quelli più belli: “Grazie ai miei compagni per aver sudato e onorato questa maglia. Anche quando le cose non andavano come volevamo, siamo rimasti una squadra”.
Caricamento post Instagram...
Poi Mazzocchi torna indietro, a quando quel traguardo sembrava ancora lontano: “Da bambino ho sofferto la fame e il freddo. Ho imparato presto che niente viene regalato: ogni conquista me la sono dovuta prendere con fatica, sacrificio e la voglia di non arrendermi mai”.
“Avrei voluto un finale diverso”
La frase che dà il titolo alla sua lettera torna anche nel momento in cui Mazzocchi fa il resoconto della sua esperienza. Avrebbe voluto chiudere in un altro modo, ma non rinnega ciò che ha vissuto. “Oggi non ho rimpianti. Avrei voluto un finale diverso, ma non cambierei il viaggio che mi ha portato fin qui”.
Quel viaggio, per lui, ha un valore che va oltre le presenze e i trofei. La maglia azzurra gli ha permesso di realizzare il sogno che aveva da bambino: vincere con il Napoli e farlo nella sua città. “Quella maglia mi ha permesso di vivere il sogno di un bambino e di vincere con la mia gente, nella mia terra, con il mio popolo. Saluto Napoli con gli occhi pieni di emozione e il cuore pieno d’orgoglio. Una parte di me resterà per sempre a Napoli, a casa mì”.
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Il finale della lettera torna proprio lì, al rapporto con la città: “Perché non sono stato soltanto un calciatore del Napoli. Sono stato un Napoletano con quella maglia addosso. Grazie a tutti. V vogl ben over”.
Ora Mazzocchi riparte dal Venezia, la squadra con cui aveva già giocato tra il 2020 e il 2022 e con cui aveva conquistato la promozione in Serie A. La nuova esperienza comincia proprio mentre si chiude quella che, per lui, aveva un significato diverso da tutte le altre.
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