La squadra rossonera è apparsa a tratti spaesata, poco compatta e facilmente vulnerabile: solo un passo falso o un segnale d'allarme?

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Un Milan senza arte né parte crolla in casa nel primo appuntamento europeo della stagione, al termine di novanta minuti in grado di dissotterrare tutte le problematiche del gruppo rossonero guidato dal tecnico Ruben Amorim. I rossoneri sono scesi in campo con un assetto tecnico-tattico che ha avuto ben poco da comunicare agli irriducibili tifosi, nuovamente traditi e delusi, costretti ad assistere ad una prestazione vuota sia in termini agonistici che di idee e contenuti. Niente giocate, nessuna manovra, tanti buchi difensivi e un grande caos come canovaccio per tutte la sfida.

Dall'altro lato un Benfica che ha fatto la sua gara, ordinaria amministrazione in trasferta più che sufficiente per portare a casa il bottino pieno e tornare in Portogallo senza aver faticato più di tanto: una rete per tempo, prima di Lukebakio e poi di Kaminski, per sancire lo 0-2 finale che lascia l'amaro in bocca soprattutto per la prestazione offerta che per il risultato in sé. Il Milan poteva fare molto di più, eppure ha portato all'ennesima potenza tutte le difficoltà riscontrate in questo inizio di stagione.

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Milan senza idee: regna la confusione

Nessun gol siglato nei primi tempi finora disputati in stagione per il Milan, che si era sempre distinto per le reazioni a tratti rabbiose nelle seconde frazioni di gioco. Questa volta, invece, contro un avversario sicuramente di caratura più elevata rispetto ai precedenti, il Diavolo è rimasto fermo senza reagire, prigioniero delle sue stesse idee, troppo lontano da ciò che vorrebbe diventare e troppo confuso per essere quantomeno pragmatico in questa fase di cantiere aperto.
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La difesa a tre non ha convinto, con Gila subentrato a Terracciano per provare a blindare una cassaforte già scassinata e gli esterni sulle fasce apparsi totalmente inadeguati ad assolvere i compiti assegnati. Con l'eterno Modric stavolta in panchina ad assistere al nulla cosmico, il centrocampo rossonero è apparso privo di qualsiasi iniziativa, incapace sia di impostare, che di costruire e di verticalizzare. Menzione di disonore per il reparto offensivo, timidamente ravvivato dall'ingresso di Pulisic, ma in totale confusione: Ramos, grande ex della gara, e Cissé escono dalla gara praticamente senza voto, mentre il nuovo Hutchinson ha deluso dopo esser stato lanciato nella mischia.

Il Milan fa un passo falso, ma la paura più grande di ogni tifoso è che questo tonfo possa essere molto più di un semplice incidente di percorso. Dopo aver offerto una prestazione a dir poco nulla, il timore è che questo sia il preludio a tante altre prestazioni discutibili sulla falsa riga del finale dello scorso campionato. Ad Amorim ed i suoi calciatori il compito di raccogliere i cocci e ricompattarsi, per trovare il bandolo della matassa e ripartire subito cominciando dalla gara interna col Lecce, in programma il prossimo 20 settembre alle ore 20:45.

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