Il polacco parla della centralità della moglie nel periodo pià difficile della sua carriera. Un misto di emozioni e un pizzico di rabbia

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Il rigore di Milik a Bologna, i social a passo di danza...

Arkadiusz Milik è pronto a ripartire. L'attaccante polacco, tornato alla Continassa per l'inizio del ritiro della Juventus 2026/2027 agli ordini di Luciano Spalletti, ha raccontato in un'intervista alla Rmf a cuore aperto. Tra i temi il lungo periodo di difficoltà vissuto negli ultimi anni, tra infortuni, assenza dal campo e momenti emotivamente molto complicati.

Il racconto di Milik e la voglia di rialzarsi dai momenti difficili

La presenza di Milik al centro sportivo bianconero ha sorpreso molti tifosi. Il centravanti, infatti, non disputa una partita ufficiale da circa due anni, ma è ancora legato alla Juventus da un contratto e vuole giocarsi nuovamente le sue possibilità. Il suo obiettivo è tornare protagonista dopo un periodo che lui stesso ha definito come il più duro della sua vita.
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Intervenuto ai microfoni dell'emittente radiofonica polacca Rmf, Milik ha parlato soprattutto del lato umano della sua esperienza, raccontando le difficoltà affrontate lontano dal campo. Un racconto sincero, in cui l'attaccante ha spiegato quanto sia stato importante il sostegno della compagna Agata.

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TORINO, ITALIA - DICEMBRE 11: Arkadiusz Krystian Milik in borghese prima di una partita della Juventus (Photo by Daniele Badolato - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

"Negli ultimi due anni durante i quali praticamente non ho giocato Agata è stata sempre con me. Mi ha sostenuto e mi ha dato forza quando non ne avevo più", ha raccontato il calciatore polacco. Milik ha poi svelato anche momenti di grande fragilità emotiva: "Ho pianto davanti a lei, guardandola negli occhi; lei mi abbracciava e rimaneva lì. Le sarò sempre enormemente grato". Parole che raccontano il peso psicologico di un periodo in cui il calcio, da sempre parte fondamentale della sua vita, è improvvisamente venuto meno.

"Quel periodo è stato così pesante che faccio fatica a descriverlo. Se entrassi davvero fino in fondo in ciò che ho provato, probabilmente inizierei a piangere. Agata è stata il sole durante le giornate buie", ha aggiunto. L'attaccante ha anche chiarito il suo stato d'animo, evitando di utilizzare termini clinici per descrivere la sua condizione: "Depressione è una parola importante e non direi di essere stato clinicamente depresso, ma ho attraversato cadute emotive molto profonde e difficili da gestire".

Secondo Milik, il momento più complicato è arrivato tra gennaio e marzo-aprile dello scorso anno, quando la distanza dal campo e le difficoltà personali hanno raggiunto il punto massimo. Ora, però, il polacco guarda avanti. Il ritorno al lavoro con la Juventus rappresenta una nuova occasione per dimostrare di poter ancora essere protagonista. Dopo mesi difficili, Milik vuole trasformare il dolore vissuto in energia per una nuova ripartenza.

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