Una corsa attraverso tutto il campo, un gol e gli increduli commenti a bordo campo: chi ha visto crescere Alphadjo svela il bambino dietro al calciatore
Esordio, gol e MVP: la serata da sogno di Alphadjo Cisse contro il Torino
Prima di far esultare i tifosi del Milan, Alphadjo Cisse faceva discutere i genitori degli avversari. In un torneo giovanile in provincia di Treviso gli bastò attraversare il campo e segnare per far nascere un sospetto a bordo campo: possibile che quel bambino avesse davvero la stessa età degli altri? Qualcuno sosteneva che avesse almeno due anni in più. Marco Pinzi era lì: in quella squadra giocava anche suo figlio Leonardo. Oggi, quando guarda Cisse in rossonero, riconosce ancora il sorriso e quel modo un po’ saltellante di correre.
Imprenditore, presidente dell’Aeroporto di Treviso, membro del CdA del Treviso FBC e socio del Marca Academy, la società che ha raccolto l’eredità dell’Indomita, Pinzi ha conosciuto Alphadjo quando il calcio era soprattutto allenamenti da prolungare e partite con gli amici. Nella sua esperienza da vicepresidente dell’Indomita lo ha visto crescere, prima del passaggio al Giorgione e dell’ingresso nel professionismo. In questa intervista esclusiva ci racconta il bambino dietro al calciatore, attraverso ricordi e un rapporto che continua ancora oggi, un messaggio dopo l’altro.
Un pallone prima, durante e dopo l’allenamento
Il primo ricordo di Pinzi è quello di un gruppo di bambini accomunati dalla stessa voglia di giocare. Alphadjo era uno di loro, anche se le sue qualità cominciarono presto a distinguerlo. "Alpha arrivò da piccolo, insieme a un gruppetto di coetanei, con una voglia incredibile di calciare il pallone: prima, durante e dopo l’allenamento! Era fisicamente dotato, ma ciò che non passava inosservato era soprattutto la naturalezza dei suoi colpi."Una facilità che diventava evidente nelle partite, fino a provocare le proteste di chi lo incontrava da avversario. Pinzi conserva il ricordo preciso di una serata: "Durante un torneo in provincia di Treviso giocava insieme a mio figlio. Alpha attraversò tutto il campo e segnò un gran gol. I genitori degli avversari cominciarono a dubitare della sua età, sostenendo che avesse almeno due anni in più degli altri."
Cisse: un leader che incitava i compagni
Accanto alle giocate, però, c’erano comportamenti che raccontavano già qualcosa del suo carattere. Nel ricordo di Pinzi, Cisse sapeva stare con gli altri e affrontare le difficoltà senza scaricarle sui compagni. "Era un bambino educato, mai sopra le righe. Anche fuori dal campo stava nel gruppo senza eccessi. Aveva determinazione e senso del gruppo: non protestava, ma incitava gli altri. Aveva un comportamento da leader, senza mai andare sopra le righe."Nella sua crescita, secondo il dirigente, ha avuto un peso anche l’ambiente trovato all’Indomita: "Crescere in un ambiente sano, con educatori eccellenti, gli ha permesso di acquisire valori e principi importanti. Un patrimonio che magari oggi mette a frutto anche inconsapevolmente." Quando arrivò il momento di passare al Giorgione, il saluto fu accompagnato da una raccomandazione: "Gli dicemmo di comportarsi sempre bene, di impegnarsi e di non mollare, anche di fronte alle difficoltà." La sensazione che quel percorso potesse portarlo lontano diventò più concreta in seguito: "Quando esordì con il Verona, abbiamo capito che stava arrivando qualcosa di magico."
I messaggi dopo i gol e il rimprovero per la Juventus
Il tempo ha cambiato Alphadjo, ma agli occhi di chi lo conosce dall’infanzia alcuni tratti sono rimasti riconoscibili. "È cambiato nell’atteggiamento: oggi è un uomo. Ma due cose sono rimaste le stesse: il suo modo di correre, un po’ saltellante, e il suo sorriso." Anche il rapporto con Pinzi ha accompagnato i passaggi della sua carriera. "Ci siamo visti e sentiti già ai tempi del suo passaggio al Catanzaro. Ci scambiamo messaggi a ogni suo gol, compreso il mio rimprovero per quello segnato alla Juve." Una battuta che restituisce la familiarità di un legame rimasto vivo. Per Pinzi, del resto, una delle qualità più preziose di Cisse si vede proprio lontano dalle telecamere: "L’umiltà che continua a mantenere, insieme al legame con i suoi veri amici di quartiere."Le attenzioni aumentano e con esse arrivano responsabilità nuove. Su questo il suo invito è chiaro: "Deve fare attenzione ai brutti incontri che possono esserci nel lato negativo del mondo del calcio. E deve saper gestire bene la pressione, sia nei momenti positivi sia in quelli difficili." Alla fine, però, il pensiero torna all’Indomita e ai bambini che oggi inseguono un pallone come faceva Alpha. Se potesse rivolgergli una frase, sapendo dove lo hanno portato quegli allenamenti, Pinzi sceglierebbe questa: "Adesso fai sognare tutti i ragazzi dell’Indomita, mostrando loro che si può arrivare anche partendo dal nulla."
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