Aleksandar Stankovic torna a Milano e si carica sulle spalle la storica maglia del padre. L'ex eroe del Triplete racconta le ansie del figlio e spegne ogni tipo di confronto col passato

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San Siro si prepara a riabbracciare un cognome leggendario, ma sotto una veste del tutto nuova. Aleksandar Stankovic rientra alla base nerazzurra dopo l'esperienza formativa vissuta al Bruges e decide di caricarsi sulle spalle un'eredità pesantissima. Il classe 2005 indosserà la mitica maglia numero 5. Un gesto forte e ricco di coraggio, che papà Dejan analizza in esclusiva ai microfoni di Sportinjo. L'eroe del Triplete svela il retroscena dietro questa mossa carica di adrenalina: "Lui aveva preso questa decisione molto tempo fa: se un giorno fosse tornato all’Inter, avrebbe scelto il numero 5. Nessuno aveva più utilizzato quel numero dopo Gagliardini e alla fine è andata proprio così".

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I fantasmi della pressione e le maglie da regalare

Portare quel pezzo di storia addosso genera inevitabilmente una forte ansia, e il ragazzo non nasconde i propri naturali timori. Dejan racconta infatti le confessioni intime del figlio: "Proprio ieri sera mi ha detto di sentire una certa pressione e che per lui non è una cosa da poco". La risposta del genitore spazza via immediatamente le paure, trasformando il fardello in un onore assoluto: "Gli ho risposto che si tratta soltanto di un numero e che se c'era qualcuno che meritava di indossarlo, quello era lui". L'ex centrocampista sdrammatizza poi la situazione lanciando una battuta esilarante sulle divise ufficiali: "Così potrò anche farmi regalare da lui qualche maglia da donare agli amici. Dietro ci sarà scritto soltanto 'Stankovic', senza il nome Aleksandar. Potrò finalmente regalare delle nuove maglie di Stankovic, anziché quelle vintage".

Stanković Inter
BRUGES, BELGIO - 27 AGOSTO: Aleksandar Stankovic del Club Brugge festeggia il quinto gol della sua squadra durante la partita di ritorno degli spareggi di UEFA Champions League tra Club Brugge e Rangers, disputata al Jan Breydelstadion il 27 agosto 2025 a Bruges, in Belgio. (Foto di Alex Bierens de Haan/Getty Images)

Un mondo diverso e il muro contro i paragoni

Il confronto mediatico con un mostro sacro del calcio europeo distruggerebbe chiunque, ma l'ex campione alza un muro insormontabile per proteggere il suo erede. Il calcio attuale viaggia a velocità differenti e impone sfide del tutto inedite. Dejan rifiuta categoricamente i paragoni e applaude la maturità dei suoi ragazzi, citando anche la scelta di Filip di restare al Venezia. Il focus tecnico ed emotivo rimane unicamente sul percorso del mediano classe 2005: "Essere all'Inter a questa età e giocare su un palcoscenico così importante rappresenta già un passo enorme. Non so se riuscirà a superarmi, ma sicuramente è sulla buona strada". Il messaggio finale sigilla l'essenza di questa romantica favola sportiva: "Era il suo sogno, qualcosa che portava dentro fin da bambino. Non ha bisogno di competere né con me né con nessun altro. Deve soltanto essere sé stesso".

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