Motta ripercorre i momenti più intensi della sua carriera: dall’idolo d’infanzia alle lacrime dopo la storica serata con quattro rigori parati.
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L’ascesa di Edoardo Motta in Serie A ha preso forma in un contesto tutt’altro che semplice, trasformando un’emergenza in un’opportunità decisiva. Chiamato a sostituire l’infortunato Ivan Provedel, il giovane estremo difensore si è ritrovato improvvisamente sotto i riflettori, rispondendo però con una prestazione di altissimo livello nella sfida contro l’Atalanta. Il suo debutto nel massimo campionato è stato segnato da interventi decisivi e grande personalità, culminando in una serata che lo ha consacrato agli occhi degli addetti ai lavori. Una prova che non solo ha confermato le sue qualità, ma ha anche rappresentato un passaggio chiave nel suo percorso di crescita nel calcio dei grandi. Alla Rai, l'estremo difensore ha raccontato i suoi idoli di infanzia e non solo.
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Le dichiarazioni di Motta
L'IDOLO DEL PORTIERE - "Il mio idolo di sempre è stato Cech. Mi è sempre piaciuto fare il portiere, quando ero piccolo mi buttavo nella ghiaia".OBIETTIVO PRINCIPALE - "Non voglio mai smettere di imparare, migliorare e crescere. Questo è il mio obiettivo principale".
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Le lacrime e l'episodio di Bergamo
LE LACRIME DI BERGAMO - "Mi sono lasciato andare via dall'emozione, cosa che non vorrei mai far vedere. Rimanere solido definisce di più la persona che si è".Guarda tutto il grande calcio nazionale e internazionale in streaming gratis su BET365
Dopo la bella prestazione di Bergamo, Motta si conferma uno dei cantautori più solidi della scena italiana: intenso dal vivo, essenziale nei testi e capace di alternare energia e introspezione. Una performance che ribadisce la crescita costante del suo percorso artistico.
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