Le parole di Maldini, riguardo all'esaltazione della tattica a discapito del talento, hanno creato una polemica.
Stefano Pioli non accetta, Paolo Maldini non ha parole: "Non ho mai visto dare un rigore così"
Hanno suscitato polemiche le parole di Paolo Maldini sulla gestione delle giovanili nel nostro paese, e in particolare sulle giovanili del Milan. L'ex capitano rossonero ha espresso le sue opinioni in una lunga intervista concessa al Corriere della Sera, la prima dopo le sue dimissioni da direttore tecnico della Nazionale. Immediate sono arrivate le risposte, prima di Filippo Galli, che ha lavorato a lungo nelle giovanili rossonere, e ora si Stefano Nava.
Filippo Galli has hit back at Paolo Maldini, insisting the Milan icon cannot pass judgement on Italian youth football “without having ever gone through, from the inside, the daily work that development requires.” pic.twitter.com/0vwoWc3J4c
— Football Italia (@footballitalia) August 18, 2026
Stefano Nava replica a Maldini sulla questione del talento nelle giovanili
Stefano Nava, anche lui ex del Milan, è stato anche allenatore dei giovani rossoneri ed ha lavorato a lungo nel settore giovanile del Diavolo. Ed era presente negli stessi anni di Galli. Parlando con la Gazzetta dello Sport, ha voluto rispondere a queste parole di Maldini: "Tecnicamente siamo un Paese che non crea più giocatori di talento. Qualcosa non funziona a livello sistemico. I miei figli l’hanno visto nelle giovanili del Milan: si parla solo di tattica; se un ragazzo ha talento, è un problema". Seppur più conciliante rispetto a Galli, Nava difende il suo lavoro e il suo operato, in quel periodo in cui fra i ragazzini delle giovanili rossonere c'era anche il figlio di Paolo, Daniel. E comincia dicendo che non era tanto un allenatore, quanto un educatore: "Non mi sono mai considerato allenatore, ma ero lì più come educatore. I ragazzi devono crescere calcisticamente e umanamente. Dopo di che bisogna formare il giocatore ed esaltarne l'eventuale talento".
Secondo Nava, in ogni caso, è sbagliato dire che il talento era un problema e che veniva ingabbiato, come affermato da Maldini: "Nessuno, nel Milan, a livello giovanile ha mai cercato di imprigionare il talento. Semmai si cercava di esaltare le qualità del singolo, che poi divenivano qualità collettive. Non si è mai cercato di esaltare la tattica a discapito del talento e della qualità. Anzi, il talento era ben inserito in questo metodo, anche perché il talento non è solo tecnica, ma comprendere ciò che sta succedendo. Parlo di intelligenza calcistica. Certamente, l'obiettivo finale non era solo il risultato".
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