Dalle giovanili della squadra della sua città all'esperienza in A

Juventus FC v Sporting Clube de Portugal - UEFA Champions League 2025/26 League Phase MD4

Spalletti show, canta "Per sempre sì" con il figlio di Sal Da Vinci

Parla di sè e si racconta, ai microfoni di Dazn, il nuovo acquisto della Juventus: l'attaccante tedesco Woltemade. Il centravanti, ex Werder Brema, in prestito dal Newcastle, ha parlato, in particolare, del rapporto che ha subito stabilito con Spalletti.

Woltemade racconta del suo stile di gioco e del paragone con il cavallo frisone

Classe 2002, attaccante tedesco cresciuto tra le giovanili della sua città natale: il Werder Brema. Per poi passare prima allo Stoccarda e poi al Newcastle in Premier League. Ed ora approdare in prestito alla Juventus. Di Nick Woltemade in Italia si conosce poco. E così lui stesso ha deciso di rimediare concedendo una intervista ai microfoni di Dazn. Come prima cosa ha parlato del suo stile di gioco: "Posso giocare come numero 10 alle spalle del centravanti, muovendomi intorno a lui. Questa cosa l'ho già fatta allo Stoccarda e anche contro il Milan con Kolo Muani. Spero di replicare la stagione allo Stoccarda in cui ho segnato 17 gol e vinto la Coppa di Germania".
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Juventus Training Session
TURIN, ITALY - SETTEMBRE02: Nick Woltemade della Juventus durante una sessione dia llenamento presso il JTC. (Photo by Filippo Alfero - Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Essendo stato al Newcastle, dove ha giocato anche l'italiano Tonali, Woltemade ha parlato del rapporto con l'ex centrocampista del Milan: "Con Tonali ho un rapporto bellissimo. Gli ho parlato del mio possibile trasferimento alla Juve e ha detto che era una scelta di classe. Ho fatto tanti pranzi con lui e Thiaw e mi hanno sempre parlato bene del campionato italiano. Poi Tonali mi ha anche scritto per congratularsi quando avevo firmato con i bianconeri".

Infine ha raccontato anche delle sue prime impressioni e di questi primi giorni passati agli ordini di Spalletti: "Quando ho incontrato Spalletti per la prima volta con la mia famiglia abbiamo pensato tutti una sola cosa: aura. Ha un'aura enorme. Mi sta aiutando molto e ha subito iniziato a lavorare con me per farmi migliorare: sono certo che grazie a lui diventerò un giocatore migliore. Mi ha paragonato ad un cavallo frisone? Non ho mai visto quei cavalli ma so che l'intento era di descrivermi come un giocatore alto, ma bravo con la palla, un bravo ragazzo che sta bene con tutti".

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