Thomas Berthold: “Io giocavo i derby al Flaminio, adesso la Roma deve ripartire”

Thomas Berthold: “Io giocavo i derby al Flaminio, adesso la Roma deve ripartire”

I derby sono tutti particolari e c’è bisogno di fortuna: parole e musica di Thomas Berthold

di Domenico La Marca

Thomas Berthold è stato uno dei migliori difensori degli anni novanta, un centrale fortemente apprezzato in Italia nelle sue esperienza alla Roma e Verona, un campione che è stato uno degli assoluti protagonisti della vittoria della Germania nel mondiale italiano del novanta.  In esclusiva ai microfoni di Derbyderbyderby è intervenutoproprio  Thomas Berthold, il quale si è soffermato sul prossimo derby della Capitale, ecco quanto emerso:

Il derby della Capitale – “Stiamo ad inizio campionato, ci sono giocatori nuovi, ma i derby sono sempre partite particolari, dove gli episodi e la fortuna possono risultare decisive.” Nuovo ciclo – “Negli ultimi anni la Roma ha vissuto tante turbolenze, ma i giallorossi devono ripartire dopo gli addii di Totti e di De Rossi.”

Il derby di Berthold – “Sicuramente il derby della Capitale è quello più caldo di tutta Italia, mi ricordo con piacere di quello che vincemmo al Flaminio, visto che all’Olimpico vi erano i lavori per il mondiale del novanta.” Calcio italiano – “Negli anni novanta il calcio italiano era il massimo, adesso invece sono davanti Premier League e Liga, ma in Italia sono arrivati nuovi proprietari ed investitori, il problema che nel vostro calcio c’è bisogno di crescere dal punto infrastrutturale.”

Campioni – “Sicuramente Van Basten e Gullit erano due calciatori di livello mondiale, come del resto i vari Maradona, Carnevale e Careca, è stato bello confrontarsi con campioni di tale portata.” Il campionato – “La Juventus è davvero molto forte, può arrivare sino in fondo anche in Champions League, il Napoli è una buona squadra e l’Inter si è rinforzata ma i bianconeri partono come sempre favoriti.”

Tecnici – “Ho avuto in Italia grandi tecnici, tra i quali Bagnoli, Radice e Bianchi, anche la presenza di allenatori di tale spessore ha permesso al calcio italiano in quegli anni di essere il migliore.” Mondiale a Roma – “È stato molto particolare vincere il mondiale a Roma, proprio nel periodo in cui giocavo con la maglia giallorossa, per me e Voeller è stata una sensazione unica.”

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