Caroselli dei tifosi vercellesi a Novara per il derby vinto: peccato per quella curva semivuota…

Caroselli dei tifosi vercellesi a Novara per il derby vinto: peccato per quella curva semivuota…

Cultura e colore, il derby del Riso

di Simone Balocco

di Simone Balocco –

La Pro Vercelli si aggiudica il derby delle risaie contro il Novara. Alla squadra di Alberto Gilardino è bastato il gol di testa segnato, dopo 15 secondi di gioco (!), dall’ex Gianmario Comi per decidere il match e portarselo a casa. Una vera doccia fredda per la squadra azzurra che non si aspettava di “andare sotto” già così presto e per di più per mano (anzi, di testa) di Comi, azzurro nella prima parte della stagione 2013/2014 e sempre detestato, per via dei suoi atteggiamenti provocatori, dai tifosi azzurri. Il gol del numero 9 bicciolano ha portato alla seconda sconfitta in campionato per il Novara, la prima “casalinga” ed al primo gol subito in cinque partite tra le mura amiche di questo campionato.

Partita non bellissima e molto scorbutica, caratterizzata da tanti falli da entrambe le parti (4 gialli per il Novara, 4 per la Pro), è stata la classica partita da Serie C. I padroni di casa hanno provato in tutti modi a cercare il pareggio, ma non ci sono riusciti. E neanche gli ingressi nella ripresa di Pablo Andrés Gonzalez al derby numero 5 in carriera e l’esordio del classe 2000 Gabriele Capanni hanno portato a quella rete tanto agognata. Anzi, al sesto della ripresa, Bianchi, dalla distanza, ha colpito la traversa. Partita di controllo da parte dei vercellesi, che hanno impedito che gli avversari potessero impensierire Moschin.

Novara che non vince il derby tra le mura amiche dal 2 marzo scorso, quando il gol di Cacia di rigore rappresentò la prima vittoria della gestione di Beppe Sannino, entrato in carica una decina di giorni prima dopo l’esonero di Viali. Pro Vercelli che si impone e che vince il derby in casa azzurra dopo quello datato 4 novembre 2017 con gol di testa di Morra che fece il paio con la vittoria del 5 novembre 2000 quando le due squadre erano in Serie C2. La partita di ieri è stata la 29a di campionato giocata a Novara: il computo ora vede 14 vittorie azzurre, sette vercellesi e otto pareggi. Con questa vittoria, ed in attesa delle altre otto partite del girone, la Pro Vercelli si porta ad 11 punti in classifica, mentre il Novara rimane fermo a 14.

Fin qui il match in sé, ma quando si parla di derby delle risaie la “palla” passa sugli spalti. Peccato che questa volta sia stato un derby atipico proprio sugli spalti. Motivo? Se la Curva Nord, feudo del tifo azzurro, ha visto tante persone presenti (soprattutto al centro) ad incitare Buzzegoli e compagni, il settore ospiti ha visto poco più di un centinaio di tifosi bicciolani presenti a supportare la loro squadra. Come mai così pochi tifosi? Non perché la distanza tra le due città sia siderale (22 chilometri) o perché Schiavon e compagni siano nelle ultime posizioni in classifica. C’erano così pochi tifosi vercellesi perché la loro curva è in aperta contestazione contro gli articoli 8 e 9 della legge 41/2007, quella che impedisce alle persone che hanno subito un Daspo di comprare biglietti e/o abbonamenti quando la condanna è terminata. Una cosa a loro avviso ingiusta e che gli ha visto disertare il “Piola” proprio nella partita da non vivere allo stadio.

O meglio, tanti tifosi della Pro Vercelli non erano dentro l’impianto novarese ma bensì fuori ad incitare la loro squadra. Ed è stato un vero peccato (per loro) non aver potuto assistere ad una vittoria insperata (quanto voluta) nella partita più importante non solo per loro, ma anche da parte dei tifosi del Novara. Eh sì, perché le partite tra Novara e Pro Vercelli, vista la collocazione delle due città, danno vita, dal 9 febbraio 1913, al“derby delle risaie” dal nome degli appezzamenti di terreno dediti alla coltivazione del riso che dividono le due città e che caratterizzano l’economia delle due province. Allora era il campionato di Prima categoria ed la Pro Vercelli era una schiaccia-sassi, con già quattro scudetti in bacheca, mentre il Novara era alla sua prima stagione ufficiale. Il “derby delle risaie” non può essere descritto, va vissuto. Perché per le due tifoserie è la Partita con la P maiuscola, quella che vale l’intera stagione, la partita da vivere prima, durante e dopo i novanta minuti giocati.

Sugli spalti, le due curve hanno sempre dato sempre il meglio di sé e sono state il “dodicesimo” uomo in campo. Tranne questa volta, con la protesta dei tifosi bianchi. Chissà se non ci fosse stato questo “sciopero” quale coreografia avrebbero preparato i ragazzi della Curva Ovest del “Piola” d’oltre Sesia, chissà in quanti avrebbero calcato i gradoni dello stadio novarese, chissà come sarebbe finito. Ed è stato un peccato perché da una parte i tifosi azzurri che in questi dieci anni si sono “rifatti gli occhi” giocando una stagione in Serie A ed sei in B, dall’altra una tifoseria che vive di (bei) ricordi passati perché sette scudetti (anche se l’ultimo risale al 1922), sono sette scudetti, come quelli vinti sommando quelli di Roma, Lazio, Napoli (o Fiorentina) ed una Serie A che a Vercelli manca dal 1935. Una tifoseria che forse guarda con un po’ di sana invidia quella rivale, ma che oggi ne esce vincitrice per la terza volta in questi anni Dieci del XXI secolo.

Il derby, è vero, non è mai una partita come le altre: è la partita che si aspetta di più tutta la stagione e che al momento del sorteggio del calendario si cerchia in rosso la data perché è un giorno importante, come il Natale, come la festa patronale o come il proprio compleanno. Per un tifoso non c’è cosa più bella che vincere questo derby: di riffa o di raffa, con un gol da cineteca o per una rete all’ultimo respiro, l’importante è vincere.

Nota di colore: a fine partita, silenzio tra i tifosi del Novara che rientravano nelle loro case, caroselli da parte dei tifosi vercellesi diretti verso la loro città in uscita da Corso Vercelli, la via che porta dalla città di San Gaudenzio a quella di Sant’Eusebio. Il derby delle risaie è anche questo: puro campanilismo. Con buona pace dei novaresi che stavano dormendo e che sono stati svegliati dai clacson festanti dei tifosi rivali. Appuntamento al 23 febbraio 2020 con il match di ritorno in via Massaua.

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