Un piccolo traguardo che riporta alla memoria i tempi d'oro al Torino
Il Gallo segna e si fa perdonare con l'Udinese, ma lo score nel derby tutto suo con i rigori è da record negativo
Ci sono gol che valgono tre punti, un campionato o una qualificazione ad una competizione europea, e gol che possono significare qualcosina in più anche se sulla carta hanno meno valore. Quello segnato da Andrea Belotti contro l'Hellas Verona appartiene senza ombra di dubbio alla seconda categoria. Il centravanti del Modena ha deciso una partita incredibile, completando la rimonta sul 3-2 e regalando alla squadra emiliana una vittoria pesantissima. Ma per il Gallo la rete del Braglia ha un significato che va oltre la classifica: è il secondo gol consecutivo in campionato, un risultato che non riusciva a raggiungere dal 2022, quando ancora vestiva la maglia del Torino.
Oggi Belotti ha 32 anni e una carriera che, negli ultimi tempi, ha preso una direzione diversa da quella che molti immaginavano 10 anni fa. Dopo essere stato uno degli attaccanti più prolifici della Serie A, il centravanti bergamasco ha attraversato stagioni complicate, cambi di maglia e soprattutto infortuni che ne hanno limitato la continuità.
Dal Torino alla Nazionale: quando Belotti era un bomber implacabile
Per capire il valore di questo momento bisogna tornare agli anni migliori di Belotti. Il suo nome è legato soprattutto al Torino, dove tra il 2015 e il 2022 si è affermato come uno dei centravanti più forti e prolifici del campionato italiano. La sua stagione simbolo resta quella del 2016-2017, quando realizzò 26 gol in Serie A (solo 2 su rigore), chiudendo tra i migliori marcatori del torneo dietro soltanto a Edin Dzeko (29 gol) e Dries Mertens (28).
Il Gallo non era soltanto un finalizzatore, anzi. La sua forza fisica, l'aggressività nel pressing, la capacità di attaccare la profondità e la generosità nei duelli lo rendevano uno degli attaccanti più difficili e spinosi da marcare. Belotti giocava ogni singolo pallone come se fosse l'ultimo, trascinando il Torino con il suo temperamento e diventando un riferimento anche per la Nazionale italiana. La sua capacità di trovare gol in ogni modo lo aveva consacrato a livello Nazionale, e sembrava dovesse arrivare da un momento all'altro il grande salto.
Le stagioni successive confermarono la sua continuità realizzativa: 10 reti nel 2017-2018, 15 nel 2018-2019, 16 nel 2019-2020 e 13 nel 2020-2021. Numeri che raccontano un centravanti capace di superare con regolarità la doppia cifra, in un periodo in cui il suo nome era stabilmente nella Top 10 dei marcatori della Serie A.
Nel 2021-2022 arrivarono altre 8 reti in campionato, nonostante una stagione condizionata da alcuni problemi fisici. Fu l'ultima annata in cui il Gallo riuscì a mantenere un rendimento realizzativo di quel livello prima di lasciare Torino e iniziare la fase più complicata della sua carriera.
Le reti segnate e le prestazioni da campione vero gli sono valse la convocazione in Nazionale, la prima volta nel 2016. Da lì è entrato nella pianta stabile delle convocazioni, diventando uno dei riferimenti offensivi dell'Italia negli anni successivi. Con la maglia azzurra ha collezionato 44 presenze e 12 gol, giocando nel tragico play-off contro la Svezia nel novembre del 2017 ma partecipando anche a EURO 2020, competizione vinta dagli Azzurri nell'estate del 2021. Pur senza essere sempre titolare, Belotti ha rappresentato un'alternativa importante nel reparto offensivo, mettendo in campo generosità, fisicità e spirito di sacrificio. Con il passare degli anni, però, il calo di continuità nei club e la concorrenza nel ruolo lo hanno progressivamente allontanato anche dalla Nazionale.
Il trasferimento alla Roma e il calo di rendimento
L'addio al Torino nell'estate del 2022 ha segnato un passaggio decisivo nella sua carriera. Belotti si è trasferito alla Roma, ambiente tra i più pesanti e complicati in Italia, ma non è riuscito a ritrovare la stessa continuità sotto porta. Nella sua prima stagione nella Capitale non ha segnato neanche un gol in campionato (solo 3 reti in Europa League), mentre in quella successiva ha realizzato 3 reti (altri 3 in Europa) prima di passare alla Fiorentina nel mercato invernale, dove ha trovato altri 3 gol in Serie A.
Anche le esperienze successive, tra Como e Benfica, non gli hanno permesso di tornare ai livelli visti in passato. Il problema non è stato soltanto realizzativo: il Gallo ha faticato a trovare una continuità di impiego e un contesto nel quale sentirsi nuovamente centrale nel progetto tecnico come lo era al Torino.
Il calcio, però, non concede quasi mai percorsi lineari, e quindi da lui ci si aspetta sempre qualcosa. Un attaccante abituato a vivere nell'area avversaria può perdere fiducia quando le reti non arrivano, ma anche quando viene meno quella continuità fisica necessaria per ritrovare ritmo e sicurezza. Belotti ha dovuto affrontare (e sta ancora affrontando) una fase in cui il suo nome evocava soprattutto il ricordo del bomber di Torino, più che le prestazioni del presente.
Cagliari e Modena: voglia di rinascere
Quando sembrava arrivato il momento giusto nell'ambiente giusto, ecco la stangata decisiva. Nel settembre 2025, durante la partita di campionato contro l'Inter, Belotti ha riportato la lesione del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, un infortunio che lo ha costretto a fermarsi per un lungo periodo. Prima dello stop, l'attaccante aveva iniziato a trovare spazio e a dare il proprio contributo alla squadra rossoblù, segnando una doppietta decisiva contro il Lecce. Il grave problema al ginocchio ha però interrotto bruscamente il suo percorso, imponendogli un lungo recupero e mettendo in dubbio le prospettive della sua carriera.
Nell'estate del 2026, il Cagliari ha poi deciso di non tesserarlo nuovamente dopo le visite mediche, ritenendo che le condizioni del ginocchio e i tempi di recupero non offrissero sufficienti garanzie. Una decisione difficile, che ha chiuso un'esperienza iniziata con aspettative completamente differenti. Per Belotti è stato necessario ripartire ancora una volta, questa volta dalla Serie B, con il Modena che gli ha offerto l'opportunità di rimettersi in gioco, mettendo a disposizione della squadra la sua esperienza e una carriera che continua a raccontare il valore di un attaccante capace di raggiungere livelli importanti nella situazione giusta.
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Il dato assume ancora più valore se si considera il lungo percorso attraversato dal centravanti negli ultimi anni: l'ultima volta che aveva segnato in due partite consecutive di campionato risaliva al 2022, quando vestiva ancora la maglia del Torino e aveva trovato la rete contro Juventus (18 febbraio 2022) e Cagliari (27 febbraio 2022).
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