Al Sinigaglia, nella terza giornata di Champions, il sogno europeo dei lariani incrocia la crisi dei Red Devils: una sfida di idee, memoria e pressione
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Nel calcio dei registi esiste un istante che pochi sanno vedere: il pallone arriva, il corpo si orienta a metà e lo sguardo è già due passaggi più avanti. Cesc Fabregas e Michael Carrick hanno vissuto per anni dentro quell’istante, nel cuore del campo, con due maglie e due modi diversi di dettare il tempo. Oggi quello sguardo l’hanno portato a bordo campo, e stasera si ritrovano uno di fronte all’altro, nel posto in cui nessuno dei due avrebbe immaginato di incontrarsi: la provincia lariana.
Como-Manchester United si gioca mercoledì 21 ottobre alle 18:45 allo stadio Sinigaglia, per la terza giornata di Champions League. Tra le due squadre non risultano precedenti. È una pagina bianca, e a scriverla saranno due allenatori che conoscono il football dall’interno, da una zona del campo dove si pensa prima di agire.
Dal prato alla lavagna: chi sono Fabregas e Carrick
Fabregas nasce alla Masia e a 16 anni è già in prima squadra all’Arsenal, dove cresce alla scuola di Wenger e diventa capitano. È il centrocampista che pensa in verticale: visione fuori dal comune, passaggio filtrante come firma, inserimenti tardi in area. A Barcellona affina il senso dello spazio nel calcio di possesso, con la Spagna decide la finale mondiale del 2010 con l’assist a Iniesta, al Chelsea vince due campionati inglesi da regista più ordinatore che rifinitore. A Como arriva nel 2022 e da lì parte la seconda vita: dalla Serie B alla Serie A e, alla terza stagione in panchina, al quarto posto e alla prima Champions della storia. Il filo resta lo stesso, trasformare in metodo ciò che da giocatore faceva d’istinto: palleggio, relazioni tra i reparti, coraggio nel costruire dal basso.Carrick è l’opposto per stile: meno lampi, più equilibrio. Dopo West Ham e Tottenham, a Manchester vive dodici anni da metronomo silenzioso di Sir Alex Ferguson. Davanti alla difesa leggeva le traiettorie prima degli altri, intercettava, alzava o abbassava il ritmo con un lancio lungo calibrato: giocate che raramente finivano negli highlights, ma la squadra funzionava meglio con lui. Così ha vinto cinque Premier League, la Champions del 2008 e l’Europa League del 2017. Poi la carriera da tecnico: aiuto di Mourinho e Solskjaer, traghettatore nel 2021, allenatore del Middlesbrough dal 2022. A gennaio è tornato a Old Trafford come interim e a maggio ha firmato un biennale da allenatore a tempo pieno, con l’idea di calcio di sempre: controllo, calma, chiarezza.
Il Como di Fabregas: ambizione europea e primi scricchiolii
La squadra di Fabregas arriva alla sfida con due volti. Il primo è quello della Serie A: il 3-1 sulla Fiorentina, firmato da Liberali, Nico Paz e Douvikas, ha portato il Como a 14 punti e al quinto posto. Un successo arrivato dopo una settimana difficile, che Fabregas ha letto come il frutto di una gara completa, con le occasioni finalmente concretizzate dopo alcune partite sfortunate.
Il secondo volto è quello europeo, un po’ più ruvido. All’esordio in Champions il Como ha travolto 4-1 il Lipsia, poi a Rotterdam è arrivata la prima sconfitta continentale, 3-2 contro il Feyenoord. Dopo il vantaggio di Diao, uscito presto per infortunio, i lariani hanno faticato a ripartire nella ripresa e Douvikas ha segnato solo nel recupero. Il gioco resta riconoscibile: palleggio corto, attacco dei corridoi vicino all’area, un 4-2-3-1 con Nico Paz a cucire il tutto.
Il Manchester United di Carrick: l'ennesimo avvio complicato
Dopo la primavera luminosa, in cui Carrick ha battuto City, Arsenal, Liverpool e Chelsea e ha chiuso al terzo posto con la qualificazione in Champions, la nuova stagione sta facendo pagare un conto salato. Il pareggio 1-1 sul campo del Leeds ha portato a sei le partite senza vittoria in tutte le competizioni, con il gol di Mbeumo annullato da Calvert-Lewin. Si tratta del peggior avvio dal 1986, con la squadra nella metà bassa della classifica.Caricamento post Instagram...
Como-Manchester United, il duello tattico che decide la serata
Il paradosso di Como-Manchester United è qui: le due hanno lo stesso punteggio, tre punti a testa, ma arrivano da due fusi orari emotivi opposti. Fabregas ha il lusso di sbagliare, perché ogni punto in Champions è, per il Como, un’eredità inattesa. Carrick no: a Manchester una serata senza vittoria può trasformarsi in processo pubblico. La stessa gara pesa quindi in modo diverso su chi la guarda dalle due panchine, e a volte è proprio il peso a decidere.
E c’è un’altra storia sotto la tattica. Fabregas e Carrick, da giocatori, avevano il compito di rallentare il caos e dargli un ordine. Domani dovranno farlo da fuori, senza toccare il pallone, affidando ai loro centrocampisti il compito di leggere i primi minuti di partita. Quelli in cui una squadra decide se crede in sé stessa. Il Como cercherà di accendersi subito, lo United di non farsi travolgere dalla propria inerzia. Chi vincerà il duello di testa a metà campo, il duello dei vecchi registi, avrà fatto più della metà del lavoro.
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