Storia e retroscena di un talento che aspetta ancora il suo debutto in Premier League

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A 21 anni ha lasciato l'Italia dopo una stagione da protagonista con il Cagliari e una trattativa con l'Inter che sembrava destinata a chiudersi. Il Chelsea, la telefonata di Xabi Alonso, le polemiche successive e poi l'infortunio proprio prima dell'inizio della Premier League. Marco Palestra è fermo, il suo ultimo post Instagram risale al 10 agosto, ma è ancora troppo presto per giudicare la scelta più importante della sua carriera. Per raccontare Marco Palestra oggi si potrebbe partire dall'infortunio che gli ha impedito di esordire con il Chelsea. In realtà vale la pena tornare molto più indietro, quando di Premier League, milioni e mercato non poteva sapere praticamente nulla.

Chelsea v Real Sociedad - Pre-Season Friendly

Aveva cinque anni e mezzo e giocava ad Assago. Luigi Pasqualone, uno dei suoi primi allenatori, lo ricorda come un bambino che aveva già qualcosa di particolare. Era ambidestro, sapeva saltare l'uomo e soprattutto andava forte. “Veloce come il vento”, lo ha definito anni dopo. Doveva però ancora aiutarlo ad allacciarsi gli scarpini e scherzava con lui dicendogli di ricordarsi del suo primo mister quando sarebbe diventato famoso.

Palestra di strada ne ha fatta parecchia. È nato a Buccinasco il 3 marzo 2005, ha iniziato al GS Assago, è passato per l'Accademia Inter e a dieci anni è entrato nell'Atalanta. A Bergamo ha fatto praticamente tutto il percorso: settore giovanile, Under 23 e prima squadra. Oggi è un giocatore del Chelsea, che per portarlo in Inghilterra ha investito oltre 50 milioni di euro. La sua prima partita ufficiale con i Blues, però, non è ancora arrivata.

L'ultimo post di Palestra: “Good days”

Il 10 agosto Palestra pubblica quello che, ancora oggi, è il suo ultimo post su Instagram. “Good days, scrive accompagnando le fotografie della tournée estiva del Chelsea. È appena arrivato in un nuovo club, sta conoscendo i compagni e soprattutto sta giocando. Xabi Alonso gli concede spazio durante la preparazione e prova a sfruttarne la duttilità utilizzandolo anche sulla fascia sinistra. Dopo il 3-0 contro il Milan, l'allenatore parla bene del suo impatto e sottolinea la voglia mostrata dal ragazzo e i miglioramenti fatti partita dopo partita. Sotto quelle immagini compaiono anche alcuni piccoli segnali del nuovo ambiente. Romeo Lavia lascia un emoji, João Pedro gli scrive “frate’”. Non basta certamente per parlare di inserimento nello spogliatoio, ma è un'altra istantanea di quelle prime settimane inglesi. Poi arriva l'infortunio.

Pochi giorni prima dell'esordio in Premier League contro il Fulham, Alonso annuncia che Palestra non è disponibile e lo stop si prolunga anche nelle settimane successive. Il Chelsea non vuole rischiare e al 10 settembre il debutto ufficiale deve ancora arrivare. Da quel post del 10 agosto Palestra non ha più pubblicato nulla nel feed. Non ci vedrei necessariamente un messaggio nascosto: anche in passato non è mai stato particolarmente assiduo su Instagram. Il dato interessante è soprattutto temporale. L'ultimo post appartiene alla preparazione, quando Palestra giocava e cominciava a conoscere il Chelsea. Subito dopo è arrivato lo stop.

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Palestra: quel numero 2 sette anni prima del Chelsea

C'è un'altra fotografia sul suo profilo che merita attenzione, ma per trovarla bisogna arrivare al primo post, datato 20 settembre 2019. Palestra ha quattordici anni, indossa la maglia dell'Italia giovanile e porta il numero 2. È lo stesso numero che il Chelsea gli ha assegnato per questa stagione. Non c'è bisogno di cercare chissà quale segno del destino. È però curioso vedere oggi quelle immagini sapendo cosa è successo nei sette anni successivi.

Dopo essere entrato nell'Atalanta da bambino, Palestra cresce inizialmente anche come centrocampista e soltanto successivamente viene spostato stabilmente sulla fascia. A Zingonia rimane undici anni e quando arriva il momento dell'addio ringrazia il club ricordando proprio questo aspetto: era arrivato bambino e lì era cresciuto come calciatore e come persona. La svolta vera della sua carriera arriva però nella stagione 2025/26.

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A Cagliari cambia tutto per Palestra

Il prestito al Cagliari gli permette innanzitutto di giocare. Palestra chiude la stagione con 37 presenze, un gol e quattro assist e nel giro di pochi mesi cambia completamente status. Arriva anche la Nazionale maggiore e il Chelsea, dopo averlo acquistato, ricorda nella sua presentazione il riconoscimento ricevuto come miglior difensore della Serie A. Lui stesso dirà che Cagliari gli ha “cambiato la vita”.

Anche quello che pubblica durante la stagione racconta qualcosa, senza bisogno di cercare significati nascosti. Nei momenti positivi festeggia i risultati, in quelli più complicati richiama l'unità del gruppo. Persino dopo l'esordio con la Nazionale, alla soddisfazione personale fa seguire subito il riferimento alla partita successiva e all'obiettivo ancora da raggiungere. Non ne farei una lettura psicologica. È semplicemente il modo in cui Palestra ha scelto di raccontare pubblicamente alcuni passaggi della propria stagione. A fine anno saluta Cagliari con un messaggio più lungo, ringraziando una città e un ambiente che lo avevano fatto sentire a casa. A quel punto il salto in una grande squadra sembra inevitabile. Per diversi giorni quella squadra sembra essere l'Inter.

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Prima l'Inter, poi il Chelsea

La trattativa con i nerazzurri è concreta. A giugno l'Inter lavora con l'Atalanta e con l'entourage del giocatore, che inizialmente sembra intenzionato a continuare la propria carriera in Italia. Il 23 giugno c'è anche un incontro con Alessandro Lucci, agente di Palestra, mentre per il giocatore viene prospettato un ingaggio da circa 2,5 milioni di euro a stagione.

Il Chelsea però entra nell'operazione e cambia lo scenario. Gli inglesi offrono di più all'Atalanta e anche la proposta economica per Palestra è nettamente superiore: circa 5 milioni a stagione secondo le ricostruzioni di quei giorni. C'è però anche un altro passaggio da considerare. Xabi Alonso parla personalmente con il giocatore e gli spiega il progetto che ha in mente per lui.

Alla fine Palestra sceglie il Chelsea. Dal suo punto di vista significa anche rinunciare a una soluzione che avrebbe avuto qualcosa di familiare. È nato a Buccinasco, ha iniziato a giocare ad Assago e da bambino era passato proprio dall'Accademia Inter. Milano lo avrebbe riportato vicino a casa e gli avrebbe permesso di restare in una Serie A nella quale aveva appena disputato la migliore stagione della carriera. Londra rappresentava una scelta completamente diversa e sicuramente molto più conveniente dal punto di vista economico. Quanto abbiano pesato i soldi, il progetto del Chelsea, la chiamata di Alonso o altri fattori può saperlo soltanto Palestra. La vicenda, però, non finisce con il trasferimento.

Le parole di Marotta e la risposta di Lucci

A luglio Giuseppe Marotta torna pubblicamente sull'affare e sostiene che Palestra sia venuto meno a un impegno con l'Inter. Il presidente nerazzurro aggiunge che l'agente ha scelto un'altra strada e che il club si è dovuto arrendere. Alessandro Lucci risponde fornendo una ricostruzione differente. Secondo il procuratore, durante circa 45 giorni di trattativa Inter e Atalanta non erano riuscite a raggiungere un accordo definitivo. Il Chelsea sarebbe entrato soltanto successivamente nell'operazione, chiudendo poi rapidamente con tutte le parti. Sono due versioni diverse e non abbiamo elementi per stabilire quale delle due ricostruisca meglio ciò che è accaduto.

Allo stesso modo sarebbe sbagliato sostenere che sia stato il procuratore a portare Palestra al Chelsea esclusivamente per ragioni economiche. La differenza tra le offerte esiste ed è rilevante, così come esiste la polemica sollevata da Marotta. Il resto, senza elementi ulteriori, rimane un'interpretazione. A me interessa maggiormente un'altra domanda. Marco Palestra ha fatto bene a scegliere il Chelsea? Oggi non lo sappiamo. E forse è proprio questo il punto.

Western Sydney Wanderers v Chelsea FC: Sydney Super Cup
SYDNEY, AUSTRALIA - 28 LUGLIO: Marco Palestra del Chelsea FC colpisce il pallone di testa durante la partita della Sydney Super Cup tra Western Sydney Wanderers e Chelsea FC all’Accor Stadium, il 28 luglio 2026 a Sydney, Australia. (Foto di Darrian Traynor/Getty Images)

Palestra aveva detto: “Mi sono sempre sentito pronto”

Prima che il Chelsea entrasse definitivamente nella sua vita, a Palestra era stato chiesto se si sentisse pronto per il salto in una grande squadra. La risposta era stata piuttosto chiara: “Mi sono sempre sentito pronto.” La preparazione con il Chelsea aveva cominciato a dare qualche indicazione positiva. Alonso gli aveva concesso spazio e, dopo l'infortunio, ha continuato a parlare del suo potenziale e delle qualità che potrà aggiungere alla squadra.

Poi è arrivato lo stop proprio nel momento peggiore. Se avesse debuttato immediatamente con il Chelsea e fosse andato male, probabilmente qualcuno avrebbe già cominciato a mettere in discussione la scelta fatta in estate. Se invece avesse impressionato subito, la storia sarebbe già quella del ragazzo che ha avuto ragione a preferire la Premier all'Inter.

Non è successo né l'uno né l'altro. Palestra, semplicemente, non ha ancora giocato. Ed è per questo che trovo prematuro trasformare la sua decisione estiva in una sentenza. Se diventerà un titolare del Chelsea, la scelta di andare in Premier a 21 anni verrà considerata coraggiosa. Se troverà poco spazio, torneranno inevitabilmente fuori l'Inter, Marotta, Lucci e i soldi offerti dagli inglesi. Il risultato finirà per cambiare anche il modo in cui verrà raccontato ciò che è successo a giugno. Ma il risultato, per ora, non c'è.

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La sua risposta deve ancora arrivare

Palestra non deve rispondere a Marotta e non credo debba dimostrare qualcosa al suo procuratore o a chi ha criticato la scelta del Chelsea. Deve innanzitutto recuperare dall'infortunio. Poi arriverà il campo e soltanto lì cominceremo davvero a capire qualcosa. È questo, secondo me, l'aspetto più interessante della sua situazione attuale. Non stiamo parlando di un calciatore che deve riscattare una brutta prestazione o riconquistare la fiducia dell'allenatore. Palestra si è fermato prima ancora di poter cominciare.

Ha 21 anni, alle spalle una sola stagione completa in Serie A e davanti una sfida molto più complicata rispetto a quella affrontata a Cagliari. Il fatto che il Chelsea abbia investito così tanto su di lui non gli garantirà il posto e le parole di Alonso non gli eviteranno la concorrenza. Dovrà meritarselo. Ma questo valeva già quando ha deciso di firmare per il Chelsea. L'infortunio ha soltanto rimandato il momento in cui potrà provarci. Il 10 agosto scriveva “Good days” sotto le fotografie della sua prima estate inglese. Un mese dopo quelle immagini sono ancora l'ultimo aggiornamento del suo profilo Instagram. Non sappiamo quando arriverà il prossimo post e, francamente, è la cosa meno importante. Sarà molto più interessante vedere Palestra di nuovo in campo.

Non dovrà dimostrare tutto alla prima partita. Sarebbe assurdo pretenderlo da un ragazzo di 21 anni che non ha ancora giocato un minuto ufficiale nel calcio inglese. Però da qualche parte bisognerà cominciare. E quando Palestra tornerà in campo, finalmente smetteremo di discutere soltanto della scelta che ha fatto. Potremo cominciare a parlare del giocatore che ha scelto di diventare.

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