Ex attaccante brasiliano, fu costretto a lasciare il calcio a soli 26 anni per un infortunio. Era chiamato "il Pelé bianco": un nome meritato a pieno titolo
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Il mondo del calcio, nonostante possa essere per molti lo sport più amato e praticato del mondo, ha anche le sue regole terribili. Nonostante un giocatore possa avere tutte le qualità per scrivere grandi pagine di storia a volte capita che un brutto destino possa in un colpo distruggere tutto. La lista di questi calciatori sfortunati, chi per un motivo o per l'altro, è piena e quel che è peggio che alcuni finiscono nel dimenticatoio. O quanto meno non godono dell'attenzione che meritano per quello che hanno fatto. Ebbene, in questa triste lista, c'è un giocatore che in carriera veniva chiamato "il Pelé bianco". Stiamo parlando di Eduardo Gonçalves de Andrade, meglio noto come Tostão. O meglio, il dottor Tostão.
Tostão, il Pelé bianco: divenne dottore a seguito di un infortunio
“Se Pelè non fosse nato, Tostão sarebbe stato Pelé”. - Cesar "El Flaco" MenottiGiocatore completo, mancino naturale in grado di ricoprire in maniera egregia diversi ruoli, dal trequartista alla mezzala sinistra fino alla prima punta e alla seconda punta. Saltava l'uomo con grande facilità e aveva un'ampia visione di gioco. Era inoltre un buon finalizzatore. I numeri parlano chiarissimo: 303 reti in 503 presenze tra Nazionale e club (Cruzeiro in particolare). Da calciatore, inoltre, vinse il Mondiale del 1970. Risultato: dovette ritirarsi a soli 26 anni. Questa è stata la magnifica ma troppo breve carriera di Eduardo Gonçalves de Andrade, meglio noto come Tostão.
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Con 249 gol ufficiali, inoltre, Tostão è tuttora il miglior realizzatore della storia del Cruzeiro ed è anche il detentore del record di gol (143) realizzati nello Stadio Mineirao di Belo Horizonte. Le sue grandi qualità e statistiche, come accennato, gli valsero il nome di "Pelè bianco". Può sembrare assurdo, eppure è così. E data la sua carriera, il nome lo aveva meritato a pieno titolo anche se, come più volte ha dichiarato lo stesso Tostão, "quel nome lo imbarazzava". Una carriera che purtroppo dovette interrompere troppo presto. Già sofferente per un distacco di retina a causa di una pallonata in faccia ricevuta nel 1969 durante un incontro con il Corinthians, spese parecchio tempo per consulti medici finché, per salvaguardare la sua vista, decise di ritirarsi a gennaio 1974 a soli 26 anni, dopo cinque interventi alla retina. La notizia sconvolse l'intero paese carioca.
Il dottor Tostão: perché scelse la medicina dopo il calcio
“Volevo fare il medico. Laurearmi e salvare vite umane. Quando mi dissero che potevo avere una grande carriera giocando a calcio decisi di provarci, mettendoci anima e corpo. Ma sapevo che finita la carriera sarei tornato a fare quello che DAVVERO volevo fare nella vita”. - TostãoIn seguito, Tostão studiò Medicina all'UFMG (Università Federale di Minas Gerais) tra il 1975 e il 1981. Da medico completò anche la specializzazione presso l'Hospital das Clínicas dell'Università. Dopo la formazione accademica, insegnò presso la Facoltà di Scienze Mediche per 12 anni, tra il 1983 e il 1995, nei Dipartimenti di Semiologia e Medicina Clinica: "L'interazione con gli studenti è stata un arricchimento fondamentale per la mia crescita medica e umana", affermò Tostão in una delle tante interviste rilasciate dopo il ritiro.
Tuttavia, quello non fu l'unico motivo che lo spinse a porre fine alla sua carriera di insegnante: "La professione era vista come un lavoro e, allo stesso tempo, dovevo insegnare agli studenti, che ne subivano le conseguenze". Oggi Tostão non lavora più in ambito medico, ma una volta spiegò di aver scelto questa professione "perché pensava di poter comprendere e conoscere meglio gli esseri umani". Ha anche seguito corsi di psicoanalisi e, in un'intervista, dichiarò che la sua esperienza in medicina ha contribuito al suo lavoro di editorialista per la stampa, grazie a una maggiore sensibilità acquisita riguardo al comportamento delle persone.
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