Succede tutto nel secondo tempo! San Siro i Campioni d'italia vanno sotto di due reti e poi rimontano sui partenopei di Allegri

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"This is what it's like when worlds collide" cantavano i Powerman 5000, band attiva negli anni '90 e capitanata da Michael 'Spider One' Cummings - nonché fratello del noto regista Robert Cummings, in arte 'Rob Zombie'. Ma niente di horror o niente di quelle vibes da Pro Skater 2 per la prima storica PlayStation. Solo due mondi che collidono e che hanno dato uno spettacolo bellissimo all'interno di una cornice stupenda come quella dello stadio Giuseppe Meazza. Inter-Napoli, la partita tra le due squadre che hanno vinto quattro Scudetti negli ultimi quattro anni, è la storia di questo botta e risposta tra le varie stagioni.

Inter Napoli

Ma è anche la partita tra due mondi diversi, sia per come si vive il calcio, sia per come si sta in campo: la pazzia interista contro l'appartenenza partenopea; la mano e la grinta di Cristian Chivu contro l'esperienza di Massimiliano Allegri. Cose che emergono in campo per tutti i 90 minuti, ma che tra primo e secondo tempo emergono più le prime che le seconde o viceversa. Ed è stato divertente come quando si sentivano i Powerman proprio mentre si giocava a Pro Skater 2!

FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A 2026/27
MILANO, ITALIA - 5 SETTEMBRE: Vista generale dell'interno dello stadio prima della partita di Serie A tra FC Internazionale e SSC Napoli allo Stadio Giuseppe Meazza il 5 settembre 2026 a Milano, Italia. (Foto di Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

Il primo tempo a due fasi: Inter parte forte, Napoli in crescendo

Serve dividere per bene i momenti della partita per dare un ordine alla frenesia sul campo. I campioni in carica si presentano con la voglia di fare bene in quello che è definito uno "scontro diretto" - definizione che mister Chivu aveva anche rifiutato durante la conferenza stampa, criticandone l'uso spropositato da parte dei giornalisti. Dall'altra parte, gli azzurri di Allegri volevano risollevare la testa dopo la sconfitta interna contro il Como.

Il Napoli si presenta a San Siro con la pesante assenza di Scott McTominay: lo scozzese starà fermo per mesi, per via dell'operazione all'aritmia cardiaca benigna. Al suo posto nel 4-3-3 scelto dal tecnico livornese c'è Antonio Vergara, che completa il trio di centrocampo con Lobotka e Anguissa - ancora panchina, invece, per Kevin De Bruyne. Il tridente, invece, è composto da Alisson Santos e Matteo Politano sulle ali, a supporto di Rasmus Hojlund. L'obiettivo è quello di contenere le scorribande nerazzurre e pungere con la velocità - cosa che succede a fasi alterne.

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I padroni di casa, invece, il solito 3-5-2 con qualche variazione: fuori Hakan Calhanoglu, con Zielinski spostato nel vertice basso e Petar Sucic mezz'ala sinistra, insieme a Nicolò Barella sulla destra. In attacco, l'Inter si affida nuovamente alla coppia Lautaro-Pio Esposito con Thuram ancora in panchina.

Ed è proprio l'Inter a partire forte, con Diouf che trova il primo tiro in porta al secondo minuto di gioco, dove arriva una grande parata di Meret a salvare il Napoli in calcio d'angolo. Ma qualche minuto dopo sono i partenopei a trovare l'altra occasione da rete nitida con Anguissa che raccoglie al centro dell'area la palla di Alisson Santos: si mette in mostra anche l'altro portiere, Pepo Martinez. Per circa 25 minuti - fino al cooling break - è l'Inter a tenere di più il pallino del gioco, che però passerà subito al Napoli, che chiuderà la prima frazione di gioco in crescendo. Ad eccezion fatta per l'ultima occasione che è a tinte nerazzurre: una traversa su punizione per Federico Dimarco. Parità a reti bianche all'intervallo: la quiete prima della tempesta.

FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A 2026/27
MILANO, ITALIA - 05 SETTEMBRE: Pio Esposito del FC Internazionale in azione durante la partita di Serie A tra FC Internazionale e SSC Napoli allo Stadio Giuseppe Meazza il 05 settembre 2026 a Milano, Italia. (Foto di Mattia Pistoia - Inter/Inter via Getty Images)

Nervosismo nerazzurro, opportunismo partenopeo

Una partita già divertente, ma senza gol. Serviva e si chiedeva solo questo al secondo tempo, il quale non ha deluso le aspettative dei tifosi sugli spalti e a casa. Si riprende dall'attacco forsennato degli interisti - ma al 49esimo, San Siro diventa un calderone. Perché Barella lamenta un tocco col braccio larghissimo di Lobotka in area: il VAR ci mette giusto due secondi e fa riprendere. Sale la rabbia per i nerazzurri e si inizia a perdere la lucidità. Qualche secondo dopo, errore in fase di disimpegno da parte della squadra di Chivu e i partenopei ne approfittano: Politano fa l'1 a 0!

La rabbia dell'Inter cresce perché i giocatori sentono di non aver ricevuto un rigore e in campo il Napoli nota che può fare ancora male. Due minuti dopo il vantaggio, Alisson Santos scappa nuovamente sulla sinistra e dopo qualche ribattuta in area sembra che il pallone vada verso il fallo laterale. Ma si ferma proprio prima della linea: i partenopei prendono la palla, Hojlund riceve ed ha il tempo di mirare all'angolino basso - è 2 a 0 Napoli. È l'ennesima masterclass di Allegri? La compattezza che ha dato agli azzurri sarebbe dovuta essere l'arma anti-Inter, come è stata la passata stagione quando il livornese sedeva sulla panchina del Milan. Eppure, la partita cambia ancora.

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MILANO, ITALIA - 5 SETTEMBRE: Rasmus Hojlund del Napoli festeggia il secondo gol della sua squadra durante la partita di Serie A tra FC Internazionale e SSC Napoli allo Stadio Giuseppe Meazza il 5 settembre 2026 a Milano, Italia. (Foto di Marco Luzzani/Getty Images)

Apollineo e dionisiaco: la forma e il caos interisti

C'è una frase che dall'Ode alla Gioia di Schiller e poi immortalata nella Nona sinfonia da Beethoven che viene ribaltata per dare risalto al caos originario della vita dal filosofo Nietzsche: "Vi prosternate milioni? Senti il creatore, mondo?". Quel dionisiaco che la modernità dimentica, quell'ebbrezza bloccata dalla forma. Solo quel superamento dell'apollineo e dell'ordine razionale e dell'individualità avrebbe ridato linfa vitale all'unità caotica.

L'Inter deve, però, comunque fare ordine dopo il raddoppio subito - perché la testa stava rispondendo più agli impeti del cuore, tanto da non trovare più la bussola. Alla fine, però, servono cinque minuti per dare via a quel superamento del blocco, per trovare ancora una volta quello spirito di follia nerazzurra: Zielinski disegna una traiettoria sull'inserimento di Dimarco che offre di prima il pallone da appoggiare a porta vuota a Lautaro. Al 55esimo, Chivu vede lo spiraglio.

FC Internazionale v SSC Napoli - Serie A 2026/27
MILANO, ITALIA - 5 SETTEMBRE: Marcus Thuram dell'Inter festeggia il secondo gol della sua squadra durante la partita di Serie A tra FC Internazionale e SSC Napoli allo Stadio Giuseppe Meazza il 5 settembre 2026 a Milano, Italia. (Foto di Claudio Villa/Getty Images)

Ci pensa il 10 a riaprire le danze, il Capitano incarna lo spirito della squadra e suona la carica: ma non è puro caos, non è solo la potenza vitale come avrebbe voluto Nietzsche. Anche in questa vena folle interista c'è ordine. Il tecnico rumeno a inizio secondo tempo aveva già messo Curtis Jones, un geometra ed un motore da affiancare alla potenza di Barella. Poi altra geometria in campo: al 71esimo entra Calhanoglu al posto del polacco, mentre Carlos Augusto fa rifiatare Dimarco. Ed è proprio il brasiliano che offre il pallone del pareggio a Marcus Thuram (entrato a inizio tempo) che di testa batte Meret.

Follia finale: l'Inter completa la pazza rimonta sul Napoli

La spinta interista, dopo lo svantaggio subito, è stata troppo potente da poter essere arginata: i cambi di Allegri, tra cui anche l'inserimento di De Bruyne per dare ordine, non hanno potuto fare nulla fino al pareggio. Eppure, dopo l'82esimo, il caos dilagante tra campo e spalti ha dato la possibilità anche ai partenopei di portare a casa il risultato. Perché a due minuti dal 90esimo è proprio il Napoli ad avere l'occasione gigantesca per mettere il punto esclamativo: l'ex-City mette una palla morbida che viene raccolta da Lucca che tenta un tiro al volo - il pallone viene deviato da Anguissa che, a porta vuota, grazia in maniera clamorosa l'Inter.
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Succede di tutto in quegli istanti finali, con gli spalti di San Siro caldissimi e roventi a spingere. Un rischio grandissimo al tramonto della partita che si trasforma in un pura gioia. Allo scoccare del novantesimo, la visione geometrica di Curtis Jones regala un pallone in area di rigore, dove Bisseck lotta con la difesa partenopea; sbuca nella mischia Akanji che cerca di mettere il pallone più vicino alla porta difesa da Meret: lì trova il capitano, Lautaro Martinez. Doppietta, 3 a 2 e arrampicata ormai iconica sui vetri sotto la curva nerazzurra. L'Inter ribalta il Napoli, con la solita pazzia e la forza continua a tenere la testa, mentre Allegri, nonostante il cuore dei suoi, esce con l'amaro in bocca. Ma quello di San Siro è stato uno spettacolo. Quello che avviene quando due mondi collidono.

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