L'ex attaccante inglese ripercorre il trasferimento dal Liverpool ai Blancos nell'estate del 2004 e racconta i dubbi che lo accompagnarono dopo aver accettato la proposta del club spagnolo.
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Per chiunque sogni una carriera da calciatore, indossare la maglia del Real Madrid rappresenta il punto più alto a cui si possa aspirare, ma per Michael Owen il trasferimento ai Galacticos non fu una scelta vissuta con la felicità e l'entusiasmo che ci si potrebbe aspettare. Quello che sembrava un trasferimento da favola, nell'estate del 2004, si trasformò infatti in una scelta carica di dubbi ed emozioni contrastanti, soprattutto per la necessità di lasciare il Liverpool, la squadra che lo aveva cresciuto e consacrato a livello internazionale.
A distanza di anni l'ex centravanti, in un'intervista concessa a FourFourTwo, ha raccontato alcuni retroscena di quella scelta, soffermandosi soprattutto sulle incertezze e sulle emozioni provate nel momento in cui capì che avrebbe davvero lasciato Anfield.
Owen e il retroscena sul Real Madrid: "Dio mio, cosa ho fatto?"
"L'ultima cosa che mi passava per la testa era quella di lasciare il Liverpool", ha raccontato Owen ripercorrendo l'inizio di una vicenda che lo avrebbe portato al Real Madrid, nata durante una tournée precampionato negli Stati Uniti, quando il suo agente lo contattò telefonicamente mentre si trovava nella stanza d'albergo insieme a Jamie Carragher.
La notizia del possibile trasferimento sorprese anche il suo compagno di squadra, che cercò subito di convincerlo a non accettare la proposta dei Blancos. "Non andare, hanno già Raúl, Ronaldo e Fernando Morientes. Non giocherai nemmeno un minuto", fu il consiglio di Carragher, consapevole della concorrenza che avrebbe trovato l'attaccante inglese a Madrid.
Nonostante quelle parole, Owen alla fine decise di accettare l'offerta, ma fu proprio dopo aver messo nero su bianco la propria firma che arrivarono i primi ripensamenti: "Alla fine decisi di accettare, ma subito dopo aver firmato mi resi conto che non c'era più modo di tornare indietro. Fu in quel momento che pensai: Dio mio, cosa ho fatto?".
L'ex attaccante ha infine raccontato il momento più difficile di quella giornata, quando si rese conto di stare davvero lasciando tutto ciò che aveva costruito a Liverpool: "Ricordo che piansi tantissimo mentre mi dirigevo verso l'aeroporto e continuavo a chiedermi cosa mi stessi lasciando alle spalle".
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