Dal fallo su Ronaldo alla rissa in Parlamento, passando per la nascita di Google, la doppietta di Pantani e il caffè a 1200 lire. Il mondo nel 1998

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26 aprile 1998. Torino. Stadio delle Alpi.

Mancano poche settimane alla fine del campionato e Juventus e Inter arrivano allo scontro diretto separate da un solo punto in classifica. In campo ci sono le squadre allenate da Marcello Lippi e da Gigi Simoni. Sugli spalti e davanti alle televisioni c'è invece un Paese intero che guarda la partita che potrà essere decisiva per lo scudetto.

La partita finirà 1-0 per la Juventus, grazie al gol di Alessandro Del Piero. Ma quel risultato, da solo, non racconta ciò che successe quel pomeriggio.

Al 25’ della ripresa Ronaldo entra in area e viene coinvolto in un contatto con Mark Iuliano. L’arbitro Piero Ceccarini lascia proseguire. Le proteste dell’Inter sono immediate e Gigi Simoni arriva persino a entrare in campo per contestare la decisione. Pochi secondi dopo, Ceccarini assegna un calcio di rigore alla Juventus per un fallo su Del Piero, che però viene parato da Gianluca Pagliuca.

Alessandro Del Piero and Ronaldo Juventus v Inter 1998

Ma per capire davvero perché quei novanta minuti siano rimasti nella memoria collettiva, bisogna fare un passo indietro. Perché il 26 aprile 1998 non c’era soltanto una partita, ma un’Italia che stava vivendo un determinato momento della propria storia: le canzoni del FestivalBar che passavano alla radio, film colosso appena usciti nelle sale, le prime puntate di serie tv storiche, i primi cambiamenti portati dalla tecnologia, i prezzi della vita quotidiana e un calcio che stava entrando in una nuova epoca.

È da qui che parte 90 MINUTI FA: dalla partita per arrivare al mondo che esisteva intorno a quest’ultima.

Perché mentre Del Piero calciava, Ronaldo correva e Iuliano provava a fermarlo, fuori dal campo stavano succedendo moltissime altre cose. E per capire davvero quei novanta minuti, bisogna tornare indietro nel tempo e scoprire com’era il mondo quel 26 aprile 1998.

Juve Inter 1998
I giocatori dell'Inter accerchiano l'arbitro Ceccherini per chiedere a gran voce il calcio di rigore (Wikipedia)

1- TECNOLOGIA: IL MONDO STA CAMBIANDO

Mentre a Torino Juventus e Inter stanno per scendere in campo per una partita che diventerà una delle più discusse nella storia del calcio italiano, il mondo, fuori dallo stadio, sta iniziando a cambiare velocemente.

È il 1998 e Internet non è ancora quello che conosciamo oggi. Non esistono ancora gli smartphone, i social network sono lontani anni luce e per collegarsi alla Rete bisogna ancora affidarsi al rumore inconfondibile di un modem. Eppure, proprio in quell’anno, stanno nascendo alcune delle tecnologie e delle aziende destinate a trasformare per sempre il modo di comunicare, cercare informazioni e fare acquisti.

A settembre, in California, Larry Page e Sergey Brin trasformano il loro progetto universitario in una società, così nasce ufficialmente Google.

Qualche mese prima, nel mondo dei pagamenti online, prende forma quella che diventerà PayPal. Anche il modo di utilizzare il denaro sta iniziando a spostarsi verso Internet e mentre la Rete cresce, sui computer di milioni di persone arriva una nuova versione del sistema operativo più diffuso al mondo: Windows 98, lanciato da Microsoft il 25 giugno in più di 40 Paesi.

Ma il cambiamento passa anche dal design, dove a maggio Steve Jobs presenta il primo iMac, il computer che diventerà uno dei simboli del rilancio di Apple. Quando arriverà nei negozi ad agosto, contribuirà a dare una forte spinta a un’azienda che aveva attraversato anni difficili.

Quattro nomi che oggi fanno parte della nostra quotidianità. Nel 1998, però, erano ancora il futuro.

E mentre Google muoveva i primi passi, Microsoft preparava il lancio di Windows 98, PayPal iniziava la sua storia e Steve Jobs provava a riportare Apple al centro della scena, a Torino un pallone stava per cominciare a rotolare.

Sul prato dello Stadio delle Alpi c’erano Juventus e Inter, ma nessuno quel pomeriggio avrebbe potuto sapere che anche quei novanta minuti sarebbero diventati parte della storia.

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Il celebre desktop di Windows 98 (Wikipedia)

15’ – LA TELEVISIONE CHE CAMBIA

Mentre allo Stadio delle Alpi Juventus e Inter si studiano, fuori dal campo c’è un altro luogo in cui gli italiani stanno vivendo una trasformazione: il salotto di casa.

Proprio in quell’anno arriveranno programmi destinati a diventare parte della memoria televisiva italiana. Qualche mese dopo quella domenica di aprile, il 3 ottobre, su Canale 5 debutterà Ciao Darwin, con Paolo Bonolis e Luca Laurenti. Che vedrà la prima puntata mettere di fronte la categoria dei “Bassi” contro quella degli “Alti”.

E non sarà l’unica novità, perché il 6 dicembre arriverà su Rai 1 la prima puntata di Un medico in famiglia, una fiction destinata a entrare per anni nelle case degli italiani, con la prima stagione che sarà composta da 52 puntate, con Lino Banfi tra i protagonisti.

Due programmi molto diversi, ma con qualcosa in comune: raccontano una televisione sempre più legata alla quotidianità, alla famiglia e all’intrattenimento popolare.

Ma torniamo allo Stadio delle Alpi, perché mentre in televisione si prepara un pezzo di futuro, a Torino il presente sta già scrivendo una pagina destinata a essere ricordata: 21’ minuto, Alessandro Del Piero riceve il pallone sulla destra, entra in area e trova il modo di battere Gianluca Pagliuca portando in vantaggio la Juventus.

Il televisore, quel pomeriggio, è acceso in migliaia di case e nessuno sa ancora che di lì a qualche mese la televisione italiana cambierà ancora, con nuovi programmi destinati a diventare vero e proprio culto di intere generazioni.

Ma sul campo, intanto, la storia è già cominciata: Juventus 1, Inter 0.

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SANREMO, ITALIA - 8 MARZO: Luca Laurenti (a sinistra) e Paolo Bonolis (a destra) partecipano alla cerimonia degli "Oscar TV 2009" presso il Teatro Ariston, l'8 marzo 2009 a Sanremo, Italia. (Foto di Vittorio Zunino Celotto/Getty Images)

30’ – IL CINEMA CHE FA SOGNARE

Nel 1998 anche il cinema sta vivendo un momento particolare. Dal 16 gennaio infatti, nelle sale italiane viene proiettato per la prima volta Titanic di James Cameron, film che poi diventerà uno dei grandi fenomeni cinematografici dell’anno e non solo: alla fine del 1998 sarà il film più visto in Italia, con quasi 8 milioni di presenze.

Ma il 1998 porta anche una pellicola destinata a raccontare, in modo quasi profetico, il rapporto tra televisione, spettacolo e realtà: The Truman Show, con Jim Carrey. In Italia arriverà a settembre, ma la sua storia sembra già parlare del futuro: un uomo scopre di essere inconsapevolmente il protagonista di un gigantesco programma televisivo.

Due film completamente diversi, ma entrambi rappresentativi di quell’epoca: da una parte il grande sogno romantico di Jack e Rose, dall’altra una riflessione su un mondo sempre più osservato e spettacolarizzato insieme a Truman.

E mentre il cinema racconta il mondo che cambia, termina anche il primo tempo a Torino, con la Juventus che continua a difendere il suo vantaggio.

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"Jack, sto volando", il celebre momento vissuto da Jack e Rose nel film "Titanic" (Wikipedia)

45’ - LA COLONNA SONORA DEL PAESE

Allo Stadio delle Alpi comincia un secondo tempo infernale, con la Juventus che dovrà amministrare il vantaggio, e a fare da colonna sonora ai grandi successi cinematografici in Italia troviamo tante hit dal sapore diverso.

Il Festivalbar colorava ancora le estati italiane con una spensieratezza unica, diventando il palcoscenico per i primi esordi di un giovane Alex Britti.

Il cantautore italiano travolge le spiagge di tutta la penisola portando con sé semplicemente la sua chitarra acustica e il suo pezzo "Solo una volta (o tutta la vita)". La canzone racconta una notte d'amore intensa vissuta d'estate, sospesa tra il desiderio di affrontarla come un'avventura passeggera e la speranza di iniziare qualcosa che durerà per sempre. Il brano diventa subito un inno alla spensieratezza e alla semplicità dell'era pre-smartphone.

Ad elevare la qualità della canzone italiana nel 1998 ci pensano però due colossi come Adriano Celentano e Mina. I due giganti si riuniscono per l'occasione e lanciano la famosissima "Acqua e sale".

Abbandonata la leggerezza di Britti, il duo esplora una relazione d'amore complessa, che descrive le mille contraddizioni dei sentimenti vissuti dalla coppia. L'acqua rappresenta i momenti limpidi, puri e belli della vita; il sale rappresenta le difficoltà, i contrasti, i momenti amari. Entrambi gli elementi restano indispensabili per rendere vera una storia. Il brano unisce diverse generazioni, risuona in ogni juke-box e raggiunge l'incredibile cifra di un milione e mezzo di copie vendute.

Ma a dominare l'annata del 1998 arriva Vasco Rossi. Il maestro del rock italiano racconta la rabbia e il dolore della fine di una relazione nella celebre canzone "Io no". L'inno ribelle del Blasco infiamma tutte le radio, ma questo enorme successo non basta più al rocker. Il brano crea un'onda d'urto che necessita di un enorme sfogo fisico, sfociando direttamente nel più grande raduno musicale dell'anno.

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Vasco Rossi durante un concerto (Wikipedia)

60’ - LE MASSE IN DELIRIO

Il 20 giugno del 1998, all'autodromo di Imola, prende vita la prima storica edizione dell'Heineken Jammin' Festival.

Più di centomila persone arrivano in massa da tutta Italia per ascoltare l'idolo Vasco Rossi, creando la vera Woodstock italiana. Il pellegrinaggio laico di tutti i fan del re del rock sancisce il record assoluto italiano di spettatori fino ad allora.

Ma Vasco non è l'unico eroe ad unire lo Stivale. Il 1998 segna l'anno del successo più grande per Marco Pantani.

Il Pirata compie la titanica impresa di vincere sia il Giro d'Italia che il Tour de France, firmando una doppietta clamorosa e quasi irripetibile.

Durante le gare tutta l'Italia resta incollata davanti alla televisione per gioire ed esultare davanti alle imprese di un supereroe con la bandana in testa e l'orecchino, che scatta con rabbia sulle salite più massacranti delle Alpi.

Grazie a Pantani, gli italiani vivono il ciclismo come una vera e propria religione. Le epiche imprese del Pirata spingono milioni di appassionati a radunarsi nei bar per tifare compatti davanti alla TV.

È proprio lì, appoggiando i gomiti sul bancone del bar, che ci accorgiamo di un'Italia economicamente lontanissima da quella di oggi.

Ma torniamo allo Stadio delle Alpi, perché al 70' Ronaldo il Fenomeno cerca di saltare Mark Iuliano nella sua area di rigore. Il difensore bianconero frana addosso all'attaccante brasiliano, ma per l'arbitro Ceccherini non è calcio di rigore.

I neroazzurri non ci stanno, e tutta la panchina entra in campo. Ma nel frattempo la Juve si invola verso la porta neroazzurra in contropiede, guadagnando un penalty, dopo quello non dato ai neroazzurri.

Sul dischetto va Alex Del Piero, che però viene ipnotizzato da Pagliuca. È proprio quest'episodio che farà discutere milioni di italiani all'interno dei vari bar sport.

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L'esultanza di Marco Pantani dopo la sua vittoria (Wikipedia)

75’ - L'IMPERO DELLA LIRA

In Italia, nel 1998, circola ancora la vecchia Lira.

Gli avventori al bar stringono quasi sempre in mano una tazzina di caffè, che ai tempi costa solo 1.200 lire, ovvero i nostri 65 centesimi odierni. Il Belpaese sfrutta ancora gli strascichi del boom economico, garantendo ai cittadini un altissimo potere di acquisto.

Una pizza margherita costa 5.000 lire (2,60€), un cono gelato artigianale si compra con 4.000 lire (2€), un pacchetto di sigarette richiede 4.500 lire (2,30€), mentre il panettiere vende un chilo di pane fresco per 3.000 lire (1,50€).

Ma a stupire più di tutti resta il prezzo della benzina. Se oggi, a causa del caro carburanti, un litro di benzina costa più di 2,00€ causando un grave danno economico alle famiglie, ai tempi gli automobilisti lo pagavano solo 1.800 lire, ovvero appena 93 centesimi.

Grazie a questo listino prezzi, maneggiando una semplice banconota da 10.000 lire, un ragazzino si sente padrone del mondo.

Mentre la gente comune si gode la propria tranquillità economica, i palazzi del governo a Roma e nel mondo affrontano però scossoni devastanti e rincorse disperate verso una nuova valuta.

90’ - IL CAOS NEI PALAZZI E LA RISSA PER IL FENOMENO

I governi di tutta Europa vivono un periodo di forte frenesia per preparare l'avvento della nuova moneta unica.

L'Italia taglia i bilanci e fa sacrifici enormi per rientrare nei rigidi parametri finanziari del progetto Euro. Nonostante il momento cruciale e la necessità di unità istituzionale, la stabilità politica crolla rovinosamente.

Nell'ottobre del 1998 cade clamorosamente il governo guidato dal Premier Romano Prodi: il Parlamento lo sfiducia per un solo voto a causa della spaccatura generata da Rifondazione Comunista, lasciando così spazio al nuovo esecutivo di Massimo D'Alema.

Allargando lo sguardo sul panorama globale, a Londra le autorità internazionali arrestano a sorpresa l'ex dittatore cileno Augusto Pinochet, mentre l'opinione pubblica mondiale trema davanti ai pericolosissimi test nucleari che India e Pakistan eseguono per minacciarsi a vicenda.

Mentre il pianeta trema per la bomba atomica, gli italiani non pensano però solo all'eurozona.

La rabbia furibonda di Juventus-Inter scavalca i confini del Delle Alpi e scatena il dibattito fin dentro le istituzioni parlamentari.

Mercoledì 29 aprile, alla Camera dei Deputati, il politico di Alleanza Nazionale Domenico Gramazio urla a gran voce "Ladri! Siete dei ladri!" all'indirizzo di Massimo Mauro, ex giocatore della Juventus e deputato dell'Ulivo.

I due arrivano fisicamente faccia a faccia, spingendosi e scambiandosi insulti pesantissimi, costringendo il vicepresidente della Camera Luciano Violante a sospendere immediatamente la seduta gridando: "Non siamo allo stadio!".

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382294 04: Romano Prodi, Presidente della Commissione Europea, si rivolge ai membri il 21 novembre 2000 presso la sede della Commissione UE a Bruxelles, in Belgio. Le discussioni in corso a Bruxelles riguardano, tra l'altro, una nuova e controversa forza militare dell'UE distinta dalla NATO, la liberalizzazione del commercio agricolo e la riduzione delle emissioni di gas serra responsabili del riscaldamento globale. (Foto di Mark Renders/Isopress/Liaison)

TRIPLICE FISCHIO: COSA CI HA LASCIATO LA PARTITA

Juventus-Inter dell'aprile 1998 trascende per sempre il concetto di semplice partita di calcio.

Quel fischietto muto di Ceccarini, il boato del Delle Alpi e le urla indignate della panchina nerazzurra si cristallizzano come l'istantanea perfetta e inossidabile di un Paese.

Quel pomeriggio fotografa un'Italia di fine millennio formidabile e contraddittoria. Una nazione che si prepara ad abbracciare l'Euro e a lanciare l'era di internet, un popolo capace di esaltarsi per i trionfi in salita di Pantani e di commuoversi ascoltando Vasco e Mina.

Eppure, di fronte al rumore di un pallone che rotola e a una decisione arbitrale dubbia, quell'Italia si scopre irrimediabilmente viscerale, orgogliosamente tribale, capace addirittura di paralizzare i lavori di un Parlamento della Repubblica per un ruvido contatto in area di rigore.

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