Il Barcellona schianta 5-0 il Real Madrid nel 2010. Ripercorriamo il match capolavoro di Guardiola immersi negli eventi, i film e la musica di quell'anno

Rubrica a cura di Francesco Intorre e Dennis Re

29 novembre 2010. Barcellona. Camp Nou.

Ci sono partite che valgono tre punti, altre che decidono un campionato. E poi ci sono quelle che superano il risultato, diventano leggenda e rimangono impresse nella memoria collettiva. Il 29 novembre 2010 è una di quelle notti. Al Camp Nou va in scena El Clásico, la sfida che divide la Spagna, accende rivalità che attraversano la storia e trasforma novanta minuti di calcio in una questione di orgoglio, identità e supremazia.

Da una parte il Barcellona di Pep Guardiola, una squadra capace di trasformare il possesso palla in una forma d’arte, guidata dal talento di Lionel Messi e dalla regia illuminata di Xavi e Andrés Iniesta. Dall’altra il Real Madrid di José Mourinho, arrivato in estate con il compito di interrompere il dominio blaugrana e riportare i Blancos sul tetto del calcio spagnolo. Due allenatori, due filosofie, due mondi destinati a scontrarsi.

Barcelona v Real Madrid - La Liga

La vigilia promette già spettacolo, i Galacticos arrivano infatti al Clásico da capolista e con una squadra costruita per sfidare il Barcellona sul suo stesso terreno. Ma quella sera ogni previsione viene spazzata via. Bastano dieci minuti a Xavi per aprire le danze, poi Pedro raddoppia e il Camp Nou comincia a capire che sta per assistere a qualcosa di speciale. Nella ripresa David Villa colpisce due volte, Jeffren completa la manita e il pubblico blaugrana celebra una notte perfetta. Cinque gol, zero concessi, una superiorità che va oltre il tabellino.

Il 5-0 non è soltanto una vittoria: è una dichiarazione di forza. È il Barcellona che porta all’estremo la propria idea di calcio, è Messi che illumina senza bisogno di segnare, è Mourinho costretto a incassare una delle sconfitte più pesanti della sua carriera. E quando Sergio Ramos perde la testa nel finale e viene espulso, la tensione accumulata durante la partita esplode definitivamente. Il Clásico si chiude con una manita che entra nella storia.

Ma cosa succedeva fuori dal Camp Nou mentre Guardiola e Mourinho si contendevano il trono del calcio spagnolo? Il mondo stava cambiando: la musica passava dalle radio ai nuovi modi di ascoltare, la tecnologia cominciava a trasformare le nostre abitudini, il cinema raccontava nuove storie e la politica attraversava una fase di grandi trasformazioni. Era il 2010, un anno che oggi sembra lontanissimo e che, proprio per questo, merita di essere riscoperto.
E allora torniamo a quella notte di novembre, quando tutto il mondo ammirava la squadra di Guardiola e quando, 9o minuti fa, i Galacticos si inchinavano al Barça.

0’-MUSICA: il ritmo di un’estate mondiale

Se c’è una canzone capace di riportarci immediatamente al 2010, quella è "Waka Waka (This Time for Africa)” di Shakira. Bastano le prime note per ritrovarsi in Sudafrica, tra vuvuzelas, bandiere e un intero pianeta incollato alla televisione per seguire i Mondiali di calcio. Il brano diventa la colonna sonora di quell’estate, accompagnando il primo titolo mondiale della Spagna e trasformandosi in uno dei tormentoni più riconoscibili dell’intero decennio. La musica e il pallone, ancora una volta, si intrecciano fino a diventare un unico ricordo collettivo.

Ma il 2010 non è soltanto l’anno di Shakira. In Italia, Jovanotti conquista le radio con Baciami ancora, brano legato all’omonimo film di Gabriele Muccino, mentre Noemi si fa spazio con Per tutta la vita, presentata al Festival di Sanremo. Proprio il Festival incorona un altro giovane talento: Valerio Scanu, vincitore con Per tutte le volte che…, in un’edizione che vede anche il secondo posto di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici. È una fotografia di un panorama musicale in cui la televisione continua a lanciare nuovi volti e a trasformare le canzoni in fenomeni popolari.

Nel frattempo, il rap italiano alza il volume. Fabri Fibra pubblica Controcultura, da cui arrivano Vip in Trip e Tranne te, quest’ultima destinata a diventare una delle hit più rappresentative della sua carriera. Anche i Club Dogo consolidano il proprio peso nella scena hip hop con Che bello essere noi, un album che racconta senza filtri l’immaginario urbano del trio milanese.

Dall’altra parte dell’oceano, Kanye West pubblica My Beautiful Dark Twisted Fantasy, considerato uno dei dischi più importanti della sua carriera: al suo interno c’è Runaway, un brano ambizioso e malinconico che mostra il lato più introspettivo dell’artista.

Il 2010 è insomma un anno di contrasti musicali: da una parte i tormentoni capaci di unire milioni di persone, dall’altra artisti che sperimentano, provocano e raccontano il proprio tempo. E mentre Waka Waka continua a farci pensare a un’estate indimenticabile, al Camp Nou il pubblico sta per assistere a una partita che diventerà altrettanto impossibile da dimenticare.

Sul campo, il Barcellona mette subito in mostra la propria superiorità tecnica e al 10’ passa in vantaggio: Xavi controlla il pallone in area e supera Iker Casillas, dando il via alla serata blaugrana. Poco dopo, Pedro raddoppia. Al quarto d’ora, Barcellona-Real Madrid è già sul 2-0: la manita è ancora lontana, ma il Clásico ha già preso una direzione precisa.

Barcellona Real Madrid 2010
JOHANNESBURG, SUDAFRICA - 11 LUGLIO: La cantante Shakira esegue "Waka Waka (This Time for Africa)" insieme al gruppo sudafricano Freshlyground durante la cerimonia di chiusura, prima della finale della Coppa del Mondo FIFA 2010 tra Paesi Bassi e Spagna, presso lo stadio Soccer City a Johannesburg, in Sudafrica, l'11 luglio 2010. (Foto di Michael Steele/Getty Images)

15’-TELEVISIONE: talent, fiction e serie diventate cult

Dalle canzoni che passavano in radio ai talent show che portavano nuovi artisti nelle case degli italiani, nel 2010 la televisione continuava a essere uno dei grandi punti di riferimento dell’intrattenimento.

Su Canale 5 arrivava Italia’s Got Talent, con Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi in giuria. Il programma metteva sul palco cantanti, ballerini e artisti di ogni genere, alla ricerca di un talento capace di sorprendere il pubblico. A vincere la prima edizione fu Carmen Masola, cantante lirica che dimostrava come, anche nell’epoca dei tormentoni pop, ci fosse ancora spazio per una voce fuori dal comune.

Sulla Rai, invece, la fiction continuava a puntare su storie capaci di emozionare un pubblico trasversale. A settembre andava in onda Preferisco il Paradiso, miniserie con Gigi Proietti nei panni di San Filippo Neri. Un racconto che univa spiritualità, ironia e umanità, affidandosi al carisma di uno degli attori più amati della televisione italiana.

Ma il 2010 è anche un anno importante per le serie internazionali. Il 31 ottobre, negli Stati Uniti, debuttava The Walking Dead, destinata a trasformare l’apocalisse zombie in uno dei fenomeni televisivi più longevi degli anni successivi.

Pochi mesi prima, a luglio, la BBC aveva lanciato Sherlock, con Benedict Cumberbatch nei panni di un investigatore reinventato per il mondo contemporaneo. Nel frattempo, il pubblico si divideva tra epoche e mondi lontanissimi.

Con Downton Abbey, il drama britannico riportava sullo schermo le vicende di una famiglia aristocratica e della sua servitù, sullo sfondo dei grandi cambiamenti del Novecento.

Dall’altra parte dell’oceano, Pretty Little Liars conquistava il pubblico più giovane con misteri, segreti e amicizie messe alla prova.

Era una televisione in trasformazione: i programmi generalisti continuavano a riunire milioni di spettatori davanti allo stesso schermo, mentre le serie iniziavano a costruire comunità di appassionati destinate a seguirle per anni.

E al Camp Nou, proprio come davanti alla televisione, lo spettacolo stava prendendo una piega sempre più netta. Dopo il gol di Xavi al 10’ e quello di Pedro al 18’, il Barcellona continua a controllare il gioco e a mettere in difficoltà il Real Madrid di Mourinho. La squadra di Guardiola sembra muoversi a memoria, mentre i Blancos faticano a trovare risposte. Alla mezz’ora, Barcellona-Real Madrid è sul 2-0: la partita è ancora lunga, ma la superiorità blaugrana è già evidente.

Barcellona Real Madrid 2010
LONDRA, INGHILTERRA - 19 DICEMBRE: (Da sinistra a destra) Benedict Cumberbatch e Martin Freeman partecipano a una proiezione dello speciale natalizio 2016 di Sherlock presso l'Ham Yard Hotel, il 19 dicembre 2016 a Londra, in Inghilterra. (Foto di Jeff Spicer/Getty Images)

30’-CINEMA: sogni, supereroi e risate all’italiana

Il 2010 è un anno in cui il cinema riesce a portarci lontanissimo dalla realtà, tra sogni che si confondono con la vita vera, misteri inquietanti e mondi fantastici.

A guidarci in questo viaggio c’è soprattutto Leonardo DiCaprio, protagonista di due film destinati a lasciare il segno. In Shutter Island, diretto da Martin Scorsese, l’attore interpreta un agente federale alle prese con un’indagine sempre più oscura all’interno di un ospedale psichiatrico.

Con Inception, invece, Christopher Nolan ci trascina in un labirinto di sogni, ricordi e livelli di realtà, mettendo al centro una domanda destinata a far discutere gli spettatori anche dopo i titoli di coda: siamo davvero sicuri di sapere cosa è reale?

Intanto, Hollywood continua a costruire universi capaci di conquistare il pubblico di ogni età. Iron Man 2 riporta sullo schermo Tony Stark, interpretato da Robert Downey Jr., mentre il mondo dell’animazione ci regala Dragon Trainer, la storia dell’amicizia tra il giovane vichingo Hiccup e il drago Sdentato.

A novembre, poi, arriva nelle sale Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1. Per i fan della saga comincia il conto alla rovescia verso la resa dei conti con Voldemort: Harry, Ron ed Hermione abbandonano la sicurezza di Hogwarts e si mettono in fuga, mentre il mondo magico sprofonda sempre più nell’oscurità. È il penultimo capitolo di una storia cresciuta insieme a un’intera generazione, ormai pronta a salutare i personaggi con cui è diventata grande.

Anche il cinema italiano trova il modo di conquistare il pubblico, ma lo fa con un’arma diversa: la commedia. Benvenuti al Sud, con Claudio Bisio e Alessandro Siani, gioca sugli stereotipi tra Nord e Sud attraverso la storia di un impiegato lombardo trasferito in Campania.

E mentre nelle sale si passa dai sogni di Nolan alle risate di Bisio e Siani, al Camp Nou il copione sembra scritto da un regista che non lascia spazio all’improvvisazione. Il Barcellona continua a muovere il pallone con una precisione impressionante, costringendo il Real Madrid a inseguire. All’intervallo, i blaugrana sono avanti 2-0: la manita è ancora da costruire, ma la notte del Clásico ha già assunto i contorni di una lezione di calcio.

Barcellona Real Madrid 2010
LONDRA, INGHILTERRA - 11 NOVEMBRE: (Da sinistra a destra) Daniel Radcliffe, Emma Watson e Rupert Grint partecipano alla prima mondiale del film "Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1" presso l'Odeon di Leicester Square, l'11 novembre 2010 a Londra, in Inghilterra. (Foto di Gareth Cattermole/Getty Images)

45’- Eventi: Dalla spettacolarità di Madrid al mondo che cambia

Ma nel 2010 lo spettacolo non è legato soltanto alle sale cinematografiche e all'immenso tiki taka del Barcellona.

In quell'anno c'è una squadra italiana che ha costruito un'annata che nemmeno i migliori registi avrebbero potuto pensare, ma José Mourinho (che in questa serata col Real Madrid vive il suo peggior incubo) sì. L'Inter arriva da 4 scudetti consecutivi, ma il grande obiettivo di Massimo Moratti era ormai quello di conquistare la Champions League, trofeo che nella Milano nerazzurra ha vinto solo il padre da presidente. La Beneamata riuscirà finalmente nell'impresa battendo proprio l'incredibile armata dei catalani in semifinale e distruggendo il Bayern Monaco nella finale di Madrid per 2-0 con doppietta di Milito, giocatore che ha deciso anche la vittoria in campionato contro il Siena e la vittoria della Coppa Italia contro la Roma, entrambe per 1-0, regalando così all'Inter lo storico Triplete.

I marziani del Barcellona non hanno potuto gioire in Champions League, ma hanno conquistato qualcosa di più importante. La nazionale spagnola, piena di calciatori blaugrana, sale sul tetto del mondo per la prima volta nella propria storia battendo nella finale di Johannesburg l'Olanda grazie al gol decisivo del mago Iniesta nel secondo tempo supplementare.

Il 2010 è anche l'anno delle prime volte per due atleti che diventeranno i simboli di due Motorsport differenti: Sebastian Vettel, dopo esser stato promosso nella nuova scuderia Red Bull conquisterà il suo primo mondiale in Formula Uno, mentre Jorge Lorenzo alla guida della Yamaha vincerà il suo primo titolo iridato in MotoGP arrivando davanti a campioni come Valentino Rossi e Marc Marquez.

In Italia è anche l'anno dei grandi concerti con le grandi band straniere che riempiono gli stadi italiani. Gli U2 riempiono l'Olimpico, mentre gli AC/DC infiammano lo stadio Friuli di Udine.

Ma torniamo a Barcellona, dove le squadre rientrano in campo per il secondo tempo. Mourinho cerca un'insperata scossa dai suoi giocatori, ma il Barça riprende esattamente la sua marcia devastante.

Barcellona Real Madrid 2010
MADRID, SPAGNA - 22 MAGGIO: Diego Milito dell'Inter festeggia dopo aver segnato il secondo gol durante la finale di UEFA Champions League tra FC Bayern Monaco e Inter, disputata allo stadio Santiago Bernabéu il 22 maggio 2010 a Madrid, in Spagna. (Foto di Jasper Juinen/Getty Images)

60’- Politica: La crisi di governo e la furia di Villa

Ma la profonda crisi non riguarda solo il Real Madrid, che sta venendo schiacciato dal gioco frenetico del Barcellona, ma riguarda anche la nostra politica interna.

Il governo Berlusconi IV, nel dicembre del 2010, vive un periodo di profonda crisi, che coincide con l'imminente voto di sfiducia. La stabilità dell'esecutivo crolla a causa della rottura definitiva tra il Presidente del Consiglio e Gianfranco Fini, cofondatore del Popolo della Libertà. Fini ritira i suoi ministri e fonda il nuovo gruppo parlamentare Futuro e Libertà, togliendo di fatto la maggioranza al governo e aprendo una spaccatura che porta il Paese a un passo dalle elezioni anticipate.

Al Camp Nou, tra il 55' e il 58' Lionel Messi si carica la squadra sulle spalle e decide di castigare definitivamente i rivali storici. La pulce argentina infila due assist incredibili per David Villa, che buca Casillas per ben 2 volte. 4-0 e tifosi blancos muti davanti allo spettacolo dei blaugrana.

Italian Election Results Hang In The Balance
ROMA - 11 aprile: Il vicepremier italiano Gianfranco Fini (a sinistra) e il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi (a destra) partecipano alla loro prima conferenza stampa a Palazzo Chigi, in seguito all'annuncio dei risultati delle elezioni politiche italiane, l'11 aprile 2006 a Roma. Berlusconi non ha riconosciuto la sconfitta della sua coalizione politica, affermando che i risultati necessitavano di una verifica più accurata. (Foto di Marco Di Lauro/Getty Images)

75’ -Tecnologia: L'era social e il tiki-taka perfetto

Il Barcellona è guidato dalla maestria dei due centrocampisti più forti del mondo, Xavi e Iniesta, che disegnano geometrie millimetriche per il gioco innovativo della squadra di Guardiola.

Ma l'innovazione non riguarda solo il modo di intendere il calcio, ma anche il mondo tecnologico. Nel 2010 Kevin Systrom e Mike Krieger hanno lanciato su tutti gli store digitali la piattaforma Instagram, pensata semplicemente come un social network puramente fotografico. Il nome deriva dall'unione di instant camera e telegramma.

Sempre in quell'anno Steve Jobs decide di lanciare sul mercato una delle più grandi innovazioni tecnologiche, ovvero il primo iPad pensato per essere un mix tra le funzioni di un cellulare e quelle di un computer, venendo spinto dalle prime connessioni mobili 4G.

Nel mondo dei videogiochi, Microsoft rivoluziona le console con l'uscita del Kinect per Xbox 360, un sensore che legge i movimenti del corpo e ti permette di giocare senza controller a giochi più dinamici come i giochi di sport.

Tokyo Game Show 2010 Begins
CHIBA, GIAPPONE - 16 SETTEMBRE: Un'addetta allo stand mostra Kinect, il dispositivo di Microsoft Corp. che consente il controllo dei videogiochi tramite il movimento del corpo, abbinato alla console Xbox 360, durante il Tokyo Game Show 2010 presso il Makuhari Messe, il 16 settembre 2010 a Chiba, in Giappone. La fiera dedicata ai videogiochi e all'informatica, che proseguirà fino al 19 settembre, ospita esposizioni di software e hardware di prossima uscita presentati da 194 aziende e organizzazioni, con l'obiettivo di attirare sia operatori del settore che il grande pubblico. (Foto di Kiyoshi Ota/Getty Images)

90’- Prezzi: Il conto finale e la genesi della Manita

Prima del fischio finale e dell'epilogo storico, diamo un'occhiata alle tasche degli italiani in questo 2010. Un caffè al bancone costa in media 0,90€, per acquistare un quotidiano bastano 1,20€ e un litro di benzina si aggira intorno a 1,35€. Per godersi le illusioni oniriche di Inception al cinema, il biglietto richiede circa 7 euro.

Sul campo, l'illusione madrilena di limitare i danni svanisce al 91'. Il neo-entrato Bojan Krkić si invola sulla fascia e mette al centro un pallone rasoterra perfetto per Jeffrén Suárez, che tocca in rete e firma il clamoroso 5-0. La frustrazione del Real Madrid esplode in tutta la sua rabbia al 93': Sergio Ramos falcia malamente Messi da dietro, rifila una manata in faccia al connazionale Puyol nel parapiglia generale e incassa un inevitabile cartellino rosso diretto.

Barcelona v Real Madrid - La Liga
BARCELLONA, SPAGNA - 29 NOVEMBRE: L'allenatore del Real Madrid Jose Mourinho (a sinistra) e l'allenatore del Barcellona Josep Guardiola si stringono la mano prima della partita di Liga tra Barcellona e Real Madrid, disputata allo stadio Camp Nou il 29 novembre 2010 a Barcellona, ​​in Spagna. Il Barcellona ha vinto l'incontro per 5-0. (Foto di David Ramos/Getty Images)

Triplice Fischio: Il capolavoro di Guardiola

L'arbitro Iturralde González fischia la fine e cala il sipario su una delle notti più iconiche della storia del calcio europeo. Gerard Piqué alza la mano destra aperta verso gli spalti del Camp Nou, mostrando orgogliosamente le cinque dita: nasce ufficialmente il mito della Manita. Pep Guardiola firma il suo capolavoro assoluto, infliggendo a José Mourinho la peggior sconfitta della sua gloriosa carriera. Il Barcellona non vince solo una partita, ma scolpisce la perfezione del suo tiki-taka nella memoria collettiva di un 2010 destinato a cambiare per sempre le regole del gioco.

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