Tra le macerie e le fughe di D'Annunzio, ricominciava la Prima Categoria: una Dea ancora in bianconero non riuscì a fermare l'onnipotenza del centravanti rossonero
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Lo stato dell'arte del calcio italiano
Nel 1919-20 riparte il campionato di Prima Categoria. Organizzata in gironi regionali (con successive finali nazionali), la competizione ospita un enorme numero di squadre, soprattutto nel Nord Italia. Milan e Atalanta si fronteggiano nel girone B, in cui partecipano anche Chiasso, Pavia, Ausonia Pro Gorla ed Enotria Goliardo.
La Dea vedrà la sua forma finale solo il 4 aprile del 1920, quando l'Atalanta riesce a fondersi con la Società Bergamasca di ginnastica e scherma. La fusione diventa rilevante se si parla dei colori sociali: nella sfida contro il Milan, i bergamaschi giocavano ancora con le strisce bianconere, poi mischiate con quelle biancoazzurre della società sportiva.
Il Milan, nonostante un'instabilità relativa al campo da gioco (spostamento fra Velodromo Sempione, Campo Pirelli e campo di viale Lombardia), poteva contare sull'importante figura di Guido Moda, difensore 2 volte scudettato coi rossoneri. Moda aveva assunto la carica di allenatore per quella stagione, riuscendo a gestire in maniera ottimale il ricambio generazionale che stava attraversando la squadra milanese.© RIPRODUZIONE RISERVATA