Due anni di lavoro per il tunnel di Riquelme a Yepes nel derby Boca-River: 20 anni dopo è diventato una scultura!

Maggio 2000: il tunnel di tacco di Juan Roman Riquelme nel derby di Libertadores: la scultura dell’artista Leonardo Rossi, tifoso Boca Juniors

Il 24 maggio 2000, alla Bombonera, il Boca Juniors ha superato 3-0 il River Plate nel ritorno dei quarti di finale di Copa Libertadores ribaltando il 2-1 dell’andata. Quella squadra, allenata da Carlos Bianchi, avrebbe poi vinto la competizione per la terza volta nella sua storia. Ma tra i tanti motivi per qui il derby di 20 anni fa è passato alla storia, c’è anche il “caño” di Juan Román Riquelme ai danni di Mario Yepes;: un tunnel di tacco. In un Sudamerica, ma non solo, questo è considerato uno dei tunnel più belli che si siano mai visti. Il fatto che sia stato eseguito ai danni di Yepes (non esattamente l’ultimo arrivato) non fa altro che impreziosirne il ricordo.

In Argentina il tunnel di tacco lo chiamano el cano, ma anche la pipa: quello di Juan Román Riquelme a Mario Yepes è stata trasformata in una opera d’arte a Leonardo Rossi, fanatico scultore Xeneize. L’artista ha raccontato la sua storia a Olé: “Un giorno ero con un amico a casa mia, pensando che dovevamo tributare un omaggio a Román per tutto ciò che ha fatto per il Boca. Abbiamo iniziato a pensare che potevamo farlo e bene. Il mio sogno era realizzare una scultura della pipa su Yepes con placche. E ‘stato uno dei migliori giorni della mia vita allo stadio, quel 24 maggio 2000. Il giorno in cui abbiamo eliminato il River dalla Coppa. Era pazzesco. La pipa, il goal di Román, il gol di Martin Palermo”. Non solo: “Mi è costato molto fare questa scultura. Il viso di Roman fatto di tappi di sughero…nella mia vita non me lo sarei mai immaginato. Tutto in scala reale con badge, filo metallico pieghevole (un filo per l’edilizia). Tutte le volte che mi sono pizzicato con quel filo non hanno prezzo. E poi non sapevo come fare una mano con i tappi? Non ho lavorato tutti i giorni ma mi ci sono voluti due anni per farlo. Il pavimento era composto da 4.000 badge verdi, ciascuno con quattro fori. 16.000 buche per formare l’erba della Bombonera. È stato un lavoro terribile. In totale ho usato circa 20.000 badge”.

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