La maglietta del giocatore del Real Betis scatena le polemiche di alcuni tifosi marocchini
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Doveva essere un semplice messaggio di solidarietà verso Ceuta ma la maglietta indossata da Abde Ezzalzouli si è trasformata rapidamente in un'autentica pioggia di insulti e minacce. L'esterno del Real Betis, sceso in campo insieme ai compagni con la scritta "todos somos caballas", espressione utilizzata per manifestare sostegno alla popolazione della città autonoma spagnola, è stato sommerso di critiche da parte dei tifosi marocchini per la scelta di indossare e condividere un'iniziativa che andrebbe, a detta dei tanti utenti marocchini sui social, contro il suo stesso popolo.
La "maglia" della discordia
Partiamo dal principio. Ceuta è una città autonoma spagnola presente nella parte settentrionale del continente africano, al di là dello stretto di Gibilterra e al confine con il Marocco. Recentemente la città è stata protagonista una grande crisi migratoria con migliaia di abitanti africani (perlopiù marocchini) che, pur di raggiungere Ceuta e assicurarsi un futuro migliore in Europa, hanno addirittura provato a raggiungere la città a nuoto. La crisi, tutt'ora in corso, ha provocato un'emergenza accoglienza a Ceuta con strutture gravemente sovraffollate e migliaia di persone costrette a vivere in sistemazioni di fortuna.Tutto questo ci riporta alle polemiche di Ez Abde. Il calciatore, nato a Beni Mellal (in Marocco) ma cresciuto ad Elche (in Spagna) - che già non godeva delle simpatie dei tifosi marocchini avendo scelto il Marocco in extremis, quando pochi mesi prima del tesseramento sembrava in procinto di scegliere la maglia delle Furie Rosse - ha deciso di scendere in campo prima del match contro il Villareal, insieme ai compagni, indossando la maglia con la scritta "todos somos caballas", a supporto di Ceuta. Una scelta che ha acceso le polemiche dei tanti appassionati marocchini, i quali hanno minacciato e insultato sui social l'ex Barcellona.
Insulti e minacce dal Marocco
La decisione di indossare la maglia in segno di solidarietà per la crisi migratoria in corso a Ceuta ha acceso un forte sentimento nazionalista da parte di alcuni utenti marocchini sui social. Frequenti sotto l'ultimo post di Abde, commenti come: "Che vi piaccia o no, Sebastião e Melilla sono, e saranno sempre, marocchine", e ancora: "Ceuta e Melilla sono marocchine, la storia non si cancella con una maglietta". Tra le altre centinaia di accuse rivolte al calciatore anche quelle di essere un "traditore" e un "codardo", con alcuni tifosi che hanno addirittura messo in discussione il suo legame con il Marocco.
Insomma, ancora una volta il pericoloso intreccio tra sport e politica non fa altro che amplificare le forti indignazioni dei social, rendendo quello che dovrebbe essere un luogo sicuro e apolitico come il calcio, il megafono di una frattura politico-sociale.
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