L'allenatore analizza gli errori commessi, conferma la fiducia nel suo stile di gioco e annuncia un importante ricambio per il futuro

Il Commissario Tecnico del Brasile, Carlo Ancelotti, ha tracciato la rotta per la Seleção del futuro. In un'intervista rilasciata a Globoesporte, l'allenatore italiano ha parlato dei motivi che hanno portato all'eliminazione della squadra dal Mondiale. L'autocritica è stata uno dei temi centrali del suo intervento, Ancelotti ha infatti ammesso di aver perso il controllo della partita contro la Norvegia, sbagliando le sostituzioni dopo il cooling break. Ripercorriamo i passaggi principali delle sue dichiarazioni.

Ancelotti, il primo step sarà un cambio generazionale

Carlo Ancelotti, dopo la delusione totale culminata con l'eliminazione dal Mondiale, ha voluto passare 3 settimane in Canada descrivendo la sconfitta come un lutto.
Brazil Press Conference & Training Session

South Korea v Brazil - International Friendly
SEOUL, COREA DEL SUD - 10 OTTOBRE: Il commissario tecnico del Brasile Carlo Ancelotti prima dell'amichevole internazionale tra Corea del Sud e Brasile allo Seoul World Cup Stadium, il 10 ottobre 2025 a Seoul, Corea del Sud. (Foto di Chung Sung-Jun/Getty Images)

Rientrato a Rio de Janeiro per tracciare la rotta della Seleção, il commissario tecnico ha fissato una priorità chiarissima: azzerare il passato e dare vita a un profondo ricambio generazionale. Ancelotti ha sancito in modo netto la fine di un'era, confermando che il percorso in nazionale per la vecchia guardia è giunto al capolinea: "Questo Mondiale segna il punto di chiusura per un gruppo di giocatori fondamentali, a partire da Neymar fino a Danilo e Casemiro, insieme a tutti coloro che hanno superato i trent'anni". Lo sguardo è ora proiettato verso il primo vero banco di prova, la Copa América del 2028, per la quale il CT intende forgiare un gruppo giovane ma già pronto a lottare ai massimi livelli, senza dover attendere i Mondiali del 2030. La transizione non sarà comunque un taglio netto con il passato: per guidare i nuovi innesti e garantire equilibrio, Ancelotti ha già individuato i pilastri dell'esperienza che rimarranno nel gruppo, confermando espressamente che Marquinhos farà parte del nuovo corso.

Le idee del CT non cambiano: "Con Vinícius, Endrick e Raphinha non devi fare un gioco di possesso"

La delusione per la sconfitta e per l'uscita dalla competizione resta amara e profonda, ma Ancelotti non muove di un millimetro la sua filosofia tattica. Rispondendo alle polemiche sollevate per lo scarso possesso palla registrato contro la Norvegia, l'allenatore ha ribadito come la spina dorsale della squadra debba rispecchiare l'identità di chi scende in campo.

Caricamento post Instagram...
Avere a disposizione una batteria d'attacco devastante con giocatori come Vinícius, Endrick, Estêvão e Raphinha impone un'impostazione di gioco ben precisa secondo il mister, fondata sulla velocità e sulle ripartenze immediate piuttosto che su un lungo palleggio manovrato. Pur riconoscendo gli errori commessi nella gestione dei cambi durante la gara fatale, il tecnico ha rivendicato la scelta di un calcio più diretto e verticale, distante dal modello spagnolo. Secondo lui questo calcio è pensato su misura per sfruttare al massimo la qualità e le caratteristiche dei suoi interpreti.

Niente Italia per Ancelotti: "Ho un impegno morale con il Brasile, non posso mollare"

Il legame con la Canarinha viene prima di tutto. Nelle battute finali delle sue dichiarazioni, l'allenatore italiano ha fatto chiarezza sulle voci che lo volevano nel mirino della FIGC per la panchina azzurra. Non ha smentito le voci anzi ha confermanto l'esistenza di sondaggi concreti da parte della federazione.

Malago Thiago Motta
ROMA, ITALIA - 22 GIUGNO: Giovanni Malagò presenzia all'Assemblea Elettiva della FIGC presso l'Hotel Rome Cavalieri Waldorf Astoria il 22 giugno 2026 a Roma, Italia. (Foto di Paolo Bruno - FIGC/FIGC via Getty Images)

Tuttavia, la risposta è stata un secco no, dettato da valori che vanno ben oltre gli accordi scritti. Ancelotti ha spiegato che la sua scelta di restare a capo della Seleção non è legata a vincoli contrattuali. Il suo è un profondo debito di riconoscenza e un patto di lealtà nato durante il suo primo anno nel Paese. L'ex tecnico del Milan è stato accolto con un calore tale da spingerlo a rifiutare ogni altra destinazione e proseguire la sua missione in Brasile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti