Il giovane centrocampista dei Gunners racconta come affronta il nervosismo prima delle partite tra tecniche di respirazione, musica e principi del buddismo.
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Myles Lewis-Skelly si sta affermando sempre di più nell'Arsenal di Mikel Arteta. Il giovane inglese, cresciuto nel settore giovanile dei Gunners, ha conquistato spazio e fiducia all'interno della squadra, mettendo in mostra qualità e personalità nonostante la giovane età, guadagnandosi la convocazione con la nazione inglese in vista della partita di sabato sera in Nations League contro la Spagna.
Il giovane talento in una recente intervista con Men in Blazers, ha affermato quanto sia importante per lui lavorare sulla propria mente cercando di tenere sotto controllo il nervosismo; ha quindi raccontato le sue abitudini prima delle gare, soffermandosi sulle tecniche di respirazione, sulla musica e su alcuni principi del buddhismo che lo aiutano a ritrovare calma e concentrazione.
Lewis-Skelly e la monkey mind: "mi aiuta a tenere calma la mente"
Lewis-Skelly ha spiegato di rifarsi a un concetto del buddhismo per gestire i momenti di maggiore pressione: "C'è un concetto buddhista, si tratta della monkey mind. È praticamente una mente irrequieta, come puoi passare da una preoccupazione all'altra". Il centrocampista dell'Arsenal ha poi raccontato cosa cerca di fare quando avverte questo tipo di peso: "Per me è importante abbassare il mio sistema nervoso e riportare la calma nella mia mente, essere tranquillo, che sia attraverso tecniche di respirazione, musica o parlando con altre persone. Tutto deriva dalla pratica della consapevolezza, perché voglio sottolineare quanto sia importante la mente. È un muscolo, quindi bisogna allenarlo".Il metodo del diario utilizzato anche da Arteta
Lewis-Skelly ha raccontato anche un'altra abitudine che lo aiuta a lavorare sulla propria mente, ovvero scrivere i suoi pensieri su un diario, pratica utilizzata anche da Arteta, tecnico dei Gunners: "Scrivere su un diario mi aiuta a capire cosa mi dà gioia, cosa mi rende felice, cosa mi toglie la gioia, cosa mi toglie la felicità. Mi aiuta semplicemente a essere più consapevole dei miei pensieri, e questo si riflette sul campo".
Dentro e fuori dal campo, Lewis-Skelly sta così costruendo il proprio percorso con grande attenzione sia alla crescita personale che a quella professionale, due aspetti che per lui sembrano andare di pari passo.
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