Pronta la cerimonia per i campioni del mondo presenti nella squadra dell'Athletic. L'omaggio sarà dedicato anche a De la Fuente
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Anche la Spagna si appresta a ripartire con il campionato e tra i vari club l'Athletic Bilbao ha organizzato una cerimonia per i tre campioni del mondo presenti nella loro rosa. Unai Sìmon, Inaki Williams e Aymeric Laporte verranno accolti nel pre gara di Athletic-Siviglia da un omaggio dei tifosi. Il tutto avverrà nella tribuna d'onore dove presenzierà anche il ct della nazionale De la Fuente.
Un particolare nasce nel comunicato stampa da parte di alcuni membri delegati dell'Athletic: l'Athleticen alde bustiko gara è un ente costituitosi come socio-culturale e sportivo e iscritto al registro generale delle associazioni, incoraggia i tifosi a trasformare la giornata in un'occasione per rivendicare l'ufficialità della selezione di Euskadi. In più esorta il club a mostrare i tre calciatori sul tabellone di gara esclusivamente con in dosso la maglia dell'Athletic.
Il comunicato dell'ente: la rivendicazione della selezione Basca
Nel comunicato troviamo quanto segue: "Di fronte al riconoscimento previsto per i 3 giocatori della nostra squadra che sono stati campioni del mondo, vogliamo esprimere la nostra opinione. Chi vuole applaudire applauda. Chi vuole restare in silenzio lo faccia. Non fischieremo MAI un giocatore della nostra squadra." Sulla presenza del ct della nazionale: "Di fronte alla presenza di Luis de la Fuente, per quanto sia stato un ex giocatore dell'Athletic, ricordiamo i suoi applausi, il suo sostegno e/o il suo silenzio complice nei confronti del suo presidente Luis Rubiales nel caso Rubiales. Che ognuno tragga le proprie conclusioni."
Parte importante del comunicato: la volontà di ufficializzare la selezione Basca: "Abbiamo sempre sostenuto l'ufficialità della nostra Euskal Selekzioa e continueremo a farlo fino a quando non diventerà una realtà in tutti gli sport".
Continua poi con un invito ai tifosi: "Invitiamo a portare a San Mamés Ikurriñas e simboli che chiedano l'ufficialità. Facciamo in modo che questa rivendicazione sia in positivo e con fermezza, ma nel rispetto. Di conseguenza, comprendiamo e condividiamo la rabbia di gran parte della tifoseria di fronte al divieto. Allo stesso modo in cui pensiamo che altri possano sentirsi offesi da cori come ‘puta España’, ‘puta selección’ o ‘español el que no bote".
E concludono: "Non diamo argomenti a coloro che, a causa dell'imposizione, cercano qualsiasi pretesto per togliere credibilità alla legittima richiesta di avere diritto alla nostra Euskal SeleKzioa. Non serviamo loro su un piatto d'argento la prima pagina del giorno dopo. È proprio quello che stanno aspettando. I ‘non democratici’ sono la RFEF e coloro che ci impediscono con i loro veti di avere l'opportunità di gareggiare come popolo, con la nostra Euskal Selekzioa".
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