Dopo le innumerevoli parate svolte in questi anni, l'ex Juve ha deciso di mostrare un lato che pochi conoscevano
Il Barcellona ha concluso la sua stagione portandosi a casa la Liga anche grazie alle grandi prestazioni del suo portiere Joan Garcia. Il numero 1 dei blaugrana è stato eletto miglior portiere del campionato spagnolo e ha giustificato totalmente la spesa dei catalani da circa 30 milioni di euro. Tuttavia, il portiere ex Espanyol ha avuto qualche problema fisico durante l'anno che gli ha impedito di giocare con continuità nell'arco dell'intera stagione. Dal suo canto, Hansi Flick era tranquillo, conscio di avere la riserva adatta a coprire l'assenza del titolare fra i pali. Dati i problemi fisici di Marc-Andrè ter Stegen, fuori fino a fine stagione nel 2024-2025, la dirigenza catalana nell'autunno di due anni fa aveva deciso di tirare fuori Wojciech Szczęsny dal ritiro calcistico che aveva annunciato. Il polacco ormai vanta già due titoli coi blaugrana e il suo tempo di mentore sembra ancora non essere concluso.
Szczęsny e il rapporto con il padre
Wojciech Szczęsny è stato un giocatore importante del ciclo juventino e spesso è stato riconosciuto come uno degli estremi difensori più forti del campionato italiano. Particolarmente efficace nel parare i rigori, Tek ha giocato sempre per squadre di alto livello, tra cui Arsenal e Roma. Adesso può giustamente tirare un attimo il freno e riflettere sulla sua carriera e aprirsi di più con i suoi tifosi. Perciò, Szczęsny è intervenuto nel podcast su YouTube di Krychowiak, condividendo alcune esperienze forti del proprio passato.
#OJOALDATO - Shobeir 🇪🇬 le detiene el penalti a Messi y se convierte en el CUARTO portero en TODA la historia de la Copa del Mundo que para dos penaltis (fuera de tandas) en una misma edición:
— MisterChip (Alexis) (@2010MisterChip) July 7, 2026
Tomaszewski 🇵🇱 (1974)
Friedel 🇺🇸 (2002)
Szczęsny 🇵🇱 (2022)
SHOBEIR 🇪🇬 (2026) pic.twitter.com/SstOHL5ck8
Tek ha così parlato del difficile rapporto paterno: "Ho sempre provato del timore nei suoi confronti. Non riuscivo ad affrontarlo, ero terrorizzato. Non mi piaceva quando veniva a trovarmi, era sempre una situazione tesa. Perciò sono cresciuto con l'idea di far provare a mio figlio un'esperienza diversa da quella che ho avuto io. Ormai è una fase superata per me, credo anche per mio padre".
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