Il Platense dice addio alla Libertadores ai quarti di finale, ma i suoi tifosi invadono il campo e rubano uno striscione del Fluminense
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Il calcio sudamericano lo ami o lo odi, non c'è una via di mezzo. Spesso, però, la garra, l'intensità e la voglia di prevalere sull'altro oltrepassano qualsiasi limite accettabile nella società moderna. Ciò che è accaduto questa notte, alla fine del quarto di finale di Copa Libertadores tra Platense e Fluminense, ha dell'incredibile. I tifosi di casa, dopo l'eliminazione, hanno invaso il campo e mostrato come trofeo di guerra uno striscione della tifoseria brasiliana.
L'accaduto
La sfida di ritorno del quarto di finale del massimo torneo sudamericano, giocatasi allo Stadio Ciudad de Vicente López, ha visto sfidarsi gli argentini del Platense e i brasiliani del Fluminense. La gara d'andata, terminata 2-0 in favore dei brasiliani, lasciava presagire una trasferta decisamente tranquilla per Thiago Silva e compagni. Invece, alla fine del primo tempo, il Platense aveva ridotto interamente lo svantaggio grazie ai gol di Mainero e di Sepuvelda, prima della doccia fredda firmata da Agustin Canobbio su assist dell'eterno Hulk. Il gol dell'uruguaiano ha, di fatto, permesso al Tricolor di avanzare in semifinale, dove affronterà la vincente tra Quito e Palmeiras.
Il bottino di guerra
Nonostante il tentativo dei tifosi del Tricolor di riporre immediatamente le bandiere e gli striscioni, una volta vista l'avanzata con fare minaccioso degli ultras del Platense, questi ultimi sono riusciti a strappare uno dei loro striscioni, portandolo nella tribuna Marino, collegata al settore ospite dove erano stipati i tifosi ospiti.
Fortunatamente, gli incalliti sostenitori del Platense non sono riusciti a forzare la recinzione che li separava dai brasiliani e, per tale ragione, non si sono registrati feriti. Una volta svuotato lo stadio, la barra brava, così chiamata la parte più accesa del tifo del club argentino, ha scattato una foto con lo striscione rubato, capovolgendolo per testimoniare il bottino di guerra.
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