La squadra araba non ha partecipato alla sfida: una scelta decisa dal governo saudita per proteggere i propri giocatori
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Una partita fantasma. Questo è ciò che si è verificato in Iraq a Erbil nella giornata di oggi. In gennaio, c'è stata la possibilità di assaporare una situazione simile sui canali mainstream guardando la finale di Coppa d'Africa fra Marocco e Senegal. I giocatori subsahariani non avevano preso bene il rigore fischiato dall'arbitro in favore dei padroni di casa e avevano deciso di uscire dal campo, lasciando i calciatori marocchini senza avversari.
Quel momento è stato talmente controverso che non si è ancora riusciti a confermare l'esito di quella finale, nonostante il responso finale dovrebbe arrivare a fine novembre. Eppure, la situazione accaduta per il match di Gulf Club Champions League è ancora più paradossale.
L'Al-Ettifaq non si è presentato per il match contro l'Erbil SC
La partita era pronta per cominciare. Sarebbe dovuto andare in onda il secondo turno del Gruppo C della Champions League del Golfo, riservata alle squadre proveniente dalle 8 nazioni del Golfo persico. L'Al-Ettifaq si giocava 3 punti importanti contro l'Erbil SC, ma qualcosa non è andato come previsto. I tifosi erano allo stadio e gli arbitri erano pronti a fischiare, ma qualcosa saltava inevitabilmente all'occhio: mancava la squadra ospite.
La squadra araba, che presenta tra le sue fila giocatori come Moussa Dembélé (ex Celtic, OL e Atletico Madrid) e l'ex Serie A Ondrej Duda, ha deciso di non partire nemmeno verso l'Iraq. Questa scelta è stata dettata da ragioni di sicurezza: infatti, il governo saudita ha deciso di mettere in sicurezza la squadra per evitare situazioni problematiche, in relazione alla crescente tensione regionale. L'Erbil SC ha compreso la situazione, nonostante abbia chiarito la propria impossibilità di intervenire nella decisione finale dell'organizzatore del torneo. L'esito della sfida dovrebbe così essere un 3-0 a tavolino in favore degli iracheni con una multa da 20.000 riyal qatarioti, senza rinvii o esclusioni dalla competizione.
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