Sabato 10 ottobre West Bromwich Albion e Birmingham City si ritrovano a The Hawthorns:Tra le loro storie scorrono campioni e record rimasti in piedi per decenni

Sabato 10 ottobre, alle 13.30, West Bromwich Albion e Birmingham City scenderanno in campo a The Hawthorns per un’altra tappa di una storia cominciata più di un secolo fa. Oggi c’è la Championship, con i suoi punti e una stagione ancora tutta da costruire. Guardando qualche decennio indietro, però, tra West Bromwich e Birmingham compaiono nomi che hanno viaggiato molto più lontano della seconda divisione inglese. Laurie Cunningham arrivò qui prima di vestire la maglia del Real Madrid. Cyrille Regis e Brendon Batson condivisero con lui una delle esperienze più significative del calcio inglese degli anni Settanta. Trevor Francis iniziò a St Andrew’s una carriera che lo avrebbe trasformato nel primo calciatore britannico da un milione di sterline. Quasi mezzo secolo più tardi, un sedicenne cresciuto nel Birmingham City avrebbe cancellato proprio il suo primo record.

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L’incrocio tra i due club aveva già prodotto una delle giornate più importanti nella storia del West Brom. Il 25 aprile 1931 Birmingham e Albion si presentarono a Wembley per la finale di FA Cup. Davanti a oltre 92 mila spettatori WG Richardson segnò due volte e consegnò ai Baggies il successo per 2-1. Due settimane dopo arrivò anche la promozione dalla Second Division: FA Cup e salto di categoria nella stessa stagione, un’accoppiata che resta unica nel calcio inglese. Quella squadra appartiene a un mondo lontanissimo da quello che qualche decennio dopo avrebbe trovato posto a The Hawthorns, quando la storia del West Brom cominciò a intrecciarsi con quella di tre giovani calciatori neri.

Cunningham, Regis e Batson: gli anni dei Three Degrees

Laurie Cunningham arrivò dal Leyton Orient nel marzo del 1977. Aveva vent’anni, giocava sulla fascia e possedeva quel tipo di talento che costringe un difensore a preoccuparsi ancora prima che gli arrivi il pallone. Nello stesso anno diventò il primo calciatore nero a rappresentare l’Inghilterra Under 21. A West Bromwich trovò Cyrille Regis, attaccante preso dall’Hayes dopo un percorso costruito lontano dai grandi vivai professionistici. Alla prima stagione con l’Albion, la 1977/78, Regis segnò circa 18 gol e contribuì alla corsa fino alla semifinale di FA Cup.

Nell’estate successiva arrivò dall’Arsenal anche Brendon Batson. Ron Atkinson prese in prestito il nome del gruppo soul statunitense The Three Degrees e lo utilizzò per il trio Cunningham, Regis e Batson. Il soprannome sarebbe rimasto. Lo stesso vale per le immagini di quegli anni: tre giocatori neri protagonisti in First Division mentre dalle gradinate inglesi arrivavano insulti razzisti, cori, versi e banane lanciate verso il campo. Cunningham e Regis, entrambi giovani e arrivati da Londra, si sostennero a vicenda; Batson entrò poco dopo in quella stessa esperienza. Intorno a loro c’era una squadra che seppe proteggerli e, soprattutto, che sul campo funzionava molto bene.

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Laurie Cunningham della squadra nazionale di calcio inglese, a sinistra, dribbla con la palla di fronte all'allenatore Geoff Hurst, a destra, e Phil Thompson, secondo a destra, durante l'allenamento, Londra, 6 febbraio 1979. (Foto di Central Press/Hulton Archive/Getty Images)

Il West Brom chiuse la stagione 1978/79 al terzo posto in First Division, dietro Liverpool e Nottingham Forest, dopo essere rimasto coinvolto nella corsa al titolo. Cunningham era il giocatore che accendeva maggiormente l’immaginazione. Palla al piede aveva leggerezza, velocità e una naturalezza nell’uno contro uno che presto superarono i confini inglesi. Nell’estate del 1979 arrivò il Real Madrid. Il suo periodo a The Hawthorns era durato poco più di due anni, abbastanza per lasciare un’impronta che il club continua a ricordare ancora oggi.

Anche il significato dei Three Degrees è sopravvissuto ai risultati di quella squadra. Il West Brom li considera una parte fondamentale del percorso che contribuì all’accettazione dei giocatori neri nel calcio inglese, in anni segnati anche dalla crescita del National Front e dal razzismo apertamente esibito negli stadi. Sarebbe sbagliato trasformare tre carriere in una storia troppo semplice: altri calciatori neri li avevano preceduti e il problema non scomparve certo con le loro prestazioni. Ma Cunningham, Regis e Batson erano lì ogni settimana, protagonisti in una squadra ai vertici del campionato. Nel novembre del 1978 Viv Anderson divenne il primo calciatore nero a giocare con la nazionale maggiore inglese; Cunningham lo seguì nel maggio del 1979, pochi mesi prima di lasciare le West Midlands per Madrid.

Trevor Francis, il ragazzo di St Andrew’s

A Birmingham, intanto, il pubblico aveva già conosciuto un’altra forma di precocità. Trevor Francis aveva esordito con i Blues nel 1970 a 16 anni e 139 giorni. Non dovette aspettare molto per far capire perché il club avesse deciso di lanciarlo così presto: prima ancora dei diciassette anni segnò quattro gol in una partita contro il Bolton Wanderers. Il ragazzo arrivato da Plymouth diventò rapidamente una delle attrazioni di St Andrew’s e avrebbe trascorso a Birmingham gran parte del primo decennio della sua carriera.

Nel febbraio del 1979 Brian Clough lo portò al Nottingham Forest. L’operazione superò la soglia del milione di sterline e trasformò Francis nel primo calciatore britannico da sette cifre, anche se Clough si divertì a raccontare pubblicamente di averlo pagato 999.999 sterline, quasi a voler togliere un po’ di peso da quella cifra. Pochi mesi dopo, il 30 maggio, la questione economica passò inevitabilmente in secondo piano. Nella finale di Coppa dei Campioni contro il Malmö, Francis arrivò sul secondo palo e colpì di testa il pallone dell’1-0: il Nottingham Forest diventò campione d’Europa.

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A Birmingham rimanevano i gol, gli anni trascorsi a St Andrew’s e un primato fissato il giorno del debutto. Per decenni nessun calciatore dei Blues riuscì a entrare in prima squadra prima di quei 16 anni e 139 giorni. Il record attraversò gli anni Settanta, Ottanta e Novanta, sopravvisse all’inizio del nuovo millennio e arrivò quasi intatto fino all’estate del 2019.

Bellingham cancella il record dopo 49 anni

Il 6 agosto di quell’anno il Birmingham City era a Fratton Park per affrontare il Portsmouth nel primo turno di Coppa di Lega. Tra i giocatori scelti per la partita c’era Jude Bellingham, cresciuto nell’academy del club. Aveva appena 16 anni e 38 giorni e, il primato di Francis, stabilito 49 anni prima, era appena caduto per una differenza di 101 giorni.

Il collegamento tra i due racconta quasi mezzo secolo di Birmingham City senza bisogno di molte forzature: Francis era entrato nel calcio professionistico negli anni Settanta, quando la figura dell’apprendista apparteneva ancora alla quotidianità dei club inglesi. Bellingham era il prodotto di un settore giovanile moderno, seguito per anni e accompagnato attraverso le categorie dell’academy. Cambiava il calcio intorno a loro, restava la sensazione di trovarsi davanti a due adolescenti troppo bravi per aspettare.

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FIUME, CROAZIA - 3 OTTOBRE: L'inglese Jude Bellingham esulta dopo che il compagno di squadra Morgan Rogers (non nell'inquadratura) ha segnato il settimo gol della sua squadra durante la partita della fase a gironi della UEFA Nations League 2026/27 tra Croazia e Inghilterra, disputata allo stadio HNK Rijeka il 3 ottobre 2026 a Fiume, in Croazia. (Foto di Carl Recine/Getty Images)

Bellingham confermò presto quella sensazione. Nel settembre 2019 segnò il primo gol con la prima squadra contro lo Stoke City e nel corso della stagione conquistò spazio in Championship fino a diventare uno dei giovani più osservati del calcio inglese. Nell’estate del 2020 arrivò il Borussia Dortmund. Birmingham accompagnò la sua partenza con una decisione rarissima per un ragazzo che aveva disputato una sola stagione tra i professionisti: ritirò la maglia numero 22.

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Il numero aveva un significato preciso nel percorso costruito per lui nell’academy. L’idea era formare un centrocampista capace di possedere qualità da numero 4, da 8 e da 10: 4+8+10, appunto 22. La scelta di ritirarlo provocò discussioni, comprensibili per un club abituato a misurare i propri simboli sull’arco di intere carriere. Bellingham aveva diciassette anni e stava già andando via. Dortmund, Real Madrid e nazionale inglese avrebbero poi dato a quella decisione una prospettiva diversa, ma il Birmingham non aveva bisogno di aspettare Madrid per sapere che quel ragazzo fosse speciale, gli erano bastati gli anni passati a crescerlo.

Una partita, molte generazioni

West Bromwich Albion e Birmingham City torneranno a occuparsi del presente sabato a The Hawthorns. Per novanta minuti conteranno la classifica, i duelli e i punti, ma la sfida porta con sé una storia molto più lunga di quella che si vedrà in campo. Basta ripercorrere i nomi passati dai due club per ritrovare alcune delle pagine più significative del calcio inglese.

A West Bromwich, Cunningham, Regis e Batson furono protagonisti mentre gli stadi inglesi facevano ancora i conti apertamente con il razzismo. A Birmingham, Trevor Francis diventò uno dei simboli di un calcio che stava cambiando anche sul mercato, fino a diventare il primo calciatore britannico da un milione di sterline. Decenni dopo, Jude Bellingham avrebbe iniziato proprio lì una carriera destinata a prendere un’altra direzione, battendo intanto un record che sembrava appartenere a un’altra epoca.

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Sabato sulle distinte compariranno altri nomi, ma quello di Trevor Francis non figura più tra i primati di precocità del Birmingham dal 6 agosto 2019. Da allora il record appartiene a Jude Bellingham: 16 anni e 38 giorni. Quello precedente era rimasto intatto per 49 anni.

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