L'ex Galatasaray ha disputato una brutta prestazione dopo aver trascinato i suoi in finale di Libertadores: un classico della sua carriera
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Fernando Muslera continua a sopravvivere nel nostro presente, tra gioie e disgrazie calcistiche. Ogni settimana pensiamo di esserci liberati di lui, della sua idea di portiere discontinuo, del suo eterno legame con l'Uruguay etc... Eppure, non ce ne liberiamo mai. Puntualmente, il nome di Fernando Muslera torna nelle nostre newsletter quotidiane e ci interroga sul tempo che passa e sulla sua straordinarietà. L'estremo difensore della Celeste, ma nato a Buenos Aires, ha avuto un impatto nella nostra memoria collettiva per le sue stagioni altalenanti con la maglietta della Lazio, con cui ha vinto una Coppa Italia (2008-9) e una Supercoppa italiana (2009).
I guai di Muslera contro l'Instituto De Cordoba
Dotato di ottimi riflessi, l'ex Lazio ha sempre mostrato notevoli doti atletiche e di letture, nonostante abbia spesso sporcate alcune prestazioni con papere o errori grossolani. Nelle ultime settimane, Muslera è tornato alla ribalta della stampa mondiale per la sua prestazione gigantesca contro il Flamengo in semifinale di Copa Libertadores. Nel leggendario Maracaná, il portiere della nazionale uruguaiana (vincitore di una Copa America nel 2011) ha ritrovato uno stato di forma eccezionale, che gli ha permesso di parare ben 3 rigori (tra cui quelli degli ex Serie A Jorginho e Paquetá) nella lotteria dei penalty finali, decisivi nel trascinare l'Estudiantes all'ultimo atto del trofeo contro il Palmeiras.
Tuttavia, dopo i grandi fasti della notte di coppa, Muslera ha combinato qualche guaio nella partita del campionato argentino, durante la fase di Clausura. L'ex Gala si è reso protagonista in negativo del match. L'estremo difensore dell'Estudiantes ha regalato tutte e 3 le reti segnate dall'Instituto De Cordoba. Nel match, terminato 3-3, Muslera ha prima sbagliato clamorosamente un rinvio, poi ha scelto male i tempi e gli spazi dell'uscita su un calcio d'angolo e infine ha subito un gol sul proprio palo. Nonostante i suoi 40 anni, sentiremo sempre parlare di lui, nel bene e nel male.
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