Sette anni alla guida dei bavaresi e sei con i prussiani, il tecnico tedesco ha portato entrambi i club a vincere la Champions League: sabato sarà una sfida speciale

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Sabato sera potremmo scoprire la capolista della Bundesliga. All'Allianz Arena va in scena il big match Bayern Monaco-Borussia Dortmund, partita che promette fuochi d'artificio dato che bavaresi e prussiani occupano la prima posizione in classifica a pari merito con 17 punti. Segno di un campionato che, almeno fino ad ora, si è rivelato più equilibrato rispetto alle aspettative. I gialloneri cercano una vittoria che manca dal 30 marzo 2024, quando espugnarono l'Allianz per 2-0 grazie alla reti di Adeyemi e Ryerson, poi sono arrivati 2 pareggi e 3 successi dei Giganti. La partita di sabato, inoltre, avrà un tifoso molto speciale. Un allenatore che in carriera si è seduto sulla panchina sia di bavaresi che prussiani portando entrambi sul tetto di Europa: Ottmar Hitzfeld.

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Ottmar Hitzfeld, due panchine per uno: il tecnico che ha fatto la storia di Bayern e Borussia

Due squadre. Due panchine. Due Champions League. Un solo allenatore. La partita di sabato sera tra Bayern Monaco-Borussia Dortmund, valida per la conquista del primato in Bundesliga, sarà un sfida dal sapore molto speciale per Ottmar Hitzfeld. Classe 1949, ex attaccante, da giocatore ha vissuto quasi tutta la carriera in Svizzera, con l'unica eccezione Stoccarda dal 1975 al 1978. Centravanti raffinato (246 reti in totale) ha iniziato ad allenare nel 1983 e anche nelle vesti di allenatore ha dimostrato fin dall'inizio di avere grandi qualità. Forse ancora di più. Il primo trofeo lo vince con l’Aarau nel 1985 grazie alla conquista della Coppa di Svizzera, poi ha arricchito la bacheca con ben 5 titoli sulla panchina del Grasshoppers.
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La svolta arriva nel 1991 quando il Borussia Dortmund lo chiama alla guida alla squadra. Reduce dal deludente 10°posto e dall'eliminazione agli ottavi di Coppa UEFA, la cura Hiztfeld inizia a fare effetto immediato. Nel suo primo anno, lui e il suo assistente Michael Henke, con cui avrebbe collaborato per i successivi 13 anni, portano la squadra al secondo posto in campionato, assicurandosi un posto nella Coppa UEFA 1992-93. La stagione successiva, il Dortmund raggiunge la finale della competizione venendo però superata dalla Juventus.

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DORTMUND, Germania - 15 giugno: FUSSBALL: 1. BUNDESLIGA 94/95, Dortmund, TEAM BORUSSIA DORTMUND, hinden v.l.: Martin KREE, Michael ZORC, Flemming POVLSEN, Marco KURZ, Bodo SCHMIDT, Ned ZELIC, mitte v.l.: PHYSIOTHERAPEUT Peter KUHNT, PHYSIOTHERPEUT Frank ZOELLNER, ZEUGWART Hartmut WIEGANDT, Thomas FRANCK, Julio CESAR, CO-TRAINER Michael HENKE, TRAINER Ottmar HITZFELD, vorne v.l.: Steffen FREUND, Stefan REUTER, TORWART Stefan KLOS, TORWART Wolfgang DE BEER, Guenter KUTOWSKI, Marc ARNOLD (Foto di Ruediger Fessel/Bongarts/Getty Immagini)

Nel 1995 porta il Dortmund alla conquista della Bundesliga, titolo che i prussiani non vincevano da 33 anni. Traguardo che Hitzfeld raggiunge anche l'anno dopo, ma il grande trionfo arriva nella stagione successiva. Nel 1997, i gialloneri terminano il campionato al terzo posto, ma raggiungono la finale di Champions League dove ritrovano la Juventus. Questa volta, il Borussia si impone per 3-1 all'Olympiastadion di Monaco conquistando la prima Coppa dalle grandi orecchie della storia. Dopo quel trionfo, tuttavia, Hitzfeld prende la decisione che sconvolge il mondo giallonero: lascia la panchina e diventa direttore sportivo a causa delle forti pressioni. Tale ruolo lo occupa per un solo anno quando, nel 1998, lascia nuovamente i prussiani a bocca aperta.

Bayern Monaco: la redenzione

Nel 1998, Hitzfeld passa agli storici rivali del Bayern Monaco. Come con il Borussia Dortmund, anche con i bavaresi l'arrivo del tecnico tedesco porta subito grandi risultati. Nel suo primo anno, infatti, i Giganti vincono la Bundesliga con 15 punti di vantaggio, un margine record. Anche in Champions League il Bayern è protagonista di una grande cavalcata che però si interrompe proprio in finale con il Manchester United nella storica notte di Barcellona: avanti di un gol, i Red Devils rimontano nei minuti di recupero.

Nonostante la dolorosa sconfitta, il Bayern Monaco riparte alla grande continuando a dominare sia in Bundesliga che nelle coppe nazionali. Ma il punto più alto per Hitzfeld arriva nel 2001. Dopo aver nuovamente vinto campionato e coppa di Germania, il tecnico tedesco riporta nuovamente i bavaresi in finale di Champions League. Al Meazza l'ultimo ostacolo si chiama Valencia e, dopo l'1-1 nei 120', i Giganti vincono ai calci di rigore tornando così sul tetto di Europa dopo 25 anni. Quel trionfo, inoltre, rende Hitzfeld il secondo allenatore a vincere la Champions League con due club diversi dopo Ernst Happel.

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MONACO, GERMANIA - 30 LUGLIO: Ottmar Hitzfeld, allenatore del Bayern Monaco, impartisce istruzioni ai suoi giocatori durante una sessione di allenamento presso il centro sportivo del club in Säbener Straße, il 30 luglio 2007 a Monaco, in Germania. (Foto di Alexander Hassenstein/Bongarts/Getty Images)

Nelle annate successive, il Bayern non riusce a ripetere l'impresa in Europa, tuttavia il dominio in Germania non si placa con la sola eccezione nella stagione 2003/04, l'unica in cui i bavaresi non riescono a vincere neanche un trofeo. Un imprevisto che, tuttavia, costa la panchina a Hitzfeld. Nel 2007, dopo il licenziamento di Felix Magath, il tedesco viene richiamato e anche questa volta i Giganti tornano a dominare vincendo la Bundesliga nel 2008 con un distacco di 10 punti sul Werder Brema. Quello stesso anno, Hitzfeld lascia di comune accordo il club per trasferirsi sulla panchina della Svizzera, ruolo che occuperà fino al 2014.

Hitzfeld, il tecnico tedesco più vincente della storia: eppure se ne parla poco

Può Ottmar Hitzfeld, l’allenatore tedesco più vincente di sempre, essere ricordato a malapena quando si parla di grandi tecnici? Possono 25 trofei, tra i quali due Champions League, una Coppa Intercontinentale e sette Bundesliga, essere riposti nel dimenticatoio della memoria calcistica? Sì, purtroppo, di lui se ne parla sempre poco. Sicuramente in Germania il suo nome circola in ogni angolo del paese ma nel resto di Europa è quasi come se non fosse mai esistito. Allora vale la pena rievocarlo.

Il suo curriculum non ha bisogno di presentazioni. Anche da giocatore è stato un attaccante di tutto rispetto. Un giocatore che poi ha scoperto, e ha fatto scoprire, di avere tutte le carte in regole per diventare un grande allenatore. Ma se alla fine le sua qualità lo hanno portato a diventare una leggenda allora la domanda "perché si parla poco di lui" sorge ancora più spontanea. Sicuramente non dipende dai paesi in cui ha allenato, la Svizzera e la Germania, perché due Champions League vinte non sono poche. Anzi, Ottmar detiene, in coabitazione, il record di allenatore ad aver trionfato in due squadre diverse, insieme ad Ernst Happel, José Mourinho, Jupp Heynckes e Carlo Ancelotti.

Come sicuramente non dipende neanche dal fatto che Hitzfeld sia stato un allenatore rimasto fedele al classico stile calcistico invece di optare ad una rivoluzione del sistema di gioco. Basti pensare dove lo ha portato questo suo "classico stile di gioco". Allora si potrebbe pensare che il motivo per cui il miglior tecnico tedesco della storia non abbia avuto il giusto riconoscimento possa essere il periodo storico in cui è vissuto. Come pensare che "ricordare Hitzfeld voglia dire fare un salto indietro nel tempo" ma non è assolutamente così. Hitzfeld ha scritto grandi pagine di storia nel mondo del calcio e merita di essere annoverato tra i giganti di questo sport.

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