Nessuno ha mai raggiunto i picchi fisici del giocatore del Fluminense: tuttavia, le sue scelte nel percorso calcistico hanno sempre fatto discutere..
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Hulk è stato uno dei giocatori più particolari della storia recente del calcio mondiale. Un calciatore che potremmo definire "di culto". Insomma, uno di quegli attaccanti che avrebbe avuto tutto per sfondare ad alti livelli ma che ha preferito costruirsi una carriera parallela al calcio mainstream. Qualche volta si poteva intravedere in qualche apparizione con la maglia della nazionale brasiliana, ma era quasi un'allucinazione. Hulk, per il nome e le sue caratteristiche tecnico-fisiche, è sempre sembrato un giocatore al di sopra dei meri risultati calcistici: un gioco per appagarci esteticamente. I suoi bolidi da fuori area apparivano sempre come falsi, frutto di un videogioco o di un sapiente lavoro di manipolazione visiva. Eppure, Hulk esiste ancora nella nostra realtà, nonostante nessuno si ricordi più di lui.
Hulk e il Manchester City sfiorato
La carriera di Hulk lo rende inevitabilmente uno dei giocatori più interessanti degli ultimi anni. Dopo aver iniziato in Brasile, a 19 anni si trasferisce in Giappone per giocare con Kawasaki Frontale, Consadole Sapporo e Tokyo Verdy, con cui convince il Porto a sborsare 10 milioni di euro per lui. Coi portoghesi gioca 4 anni, segnando 77 gol in 170 presenze e portando i Dragões fino alla finale di Europa League. In seguito ci sarà l'esoso trasferimento verso lo Zenit San Pietroburgo, che lo condurrà a sua volta a guadagnare cifre astronomiche in Cina, con lo Shanghai Haigang. Nel 2021 Hulk torna finalmente in Brasile, disputando ottime prestazioni con l'Atletico Mineiro (capocannoniere e campionati vinti) e trasferendosi quest'anno nel prestigioso Fluminense.
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