Oggi allenatore del Gulf United, prima divisione del calcio emiratino, Andres Iniesta esalta la Spagna e spende parole speciali per Lamine Yamal
Via il male oscuro, il "giapponese" Iniesta si alza dalla panchina e inventa calcio...
La Spagna, con una stella in più sul petto, ha ripreso a dominare in Nations League, facendo il vuoto contro Inghilterra, Croazia e Cechia nel segno di Lamine Yamal, autore di 4 gol in 3 partite. Sul fuoriclasse iberico e sulla macchina da gol chiamata Barcellona si è espresso una delle più grandi leggende blaugrana, Andres Iniesta, intervistato dal Mundo Deportivo.
L'incoronazione di Don Andres
Dopo una Coppa del Mondo al di sotto delle possibilità per via dei postumi dell'infortunio, Lamine Yamal è tornato a incantare al Camp Nou e con la Roja. Dall'inizio di stagione ha segnato 12 gol e servito 7 assist che lo hanno, potentemente, candidato al Pallone d'Oro. Iniesta non ha dubbi: "No, non è normale, perché altrimenti ci sarebbero più giocatori che potrebbero farlo. Non è normale e la cosa bella e più importante di tutto questo è quell'ambizione e quella naturalezza che lo possono portare a pensare che il futuro sarà luminoso".
Il vero obiettivo per un calciatore, secondo il match winner dei Mondiali 2010, è ciò che si deve guadagnare annualmente: "La vera chiave e sfida per giocatori speciali come Yamal, che alla loro età hanno già vinto i trofei più importanti, non è ciò che si è guadagnato, ma ciò che si deve continuare a guadagnare ogni anno".
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L'eredità del Barça in questa Roja
Interrogato sulle similitudini tra le due versioni campioni del mondo, Iniesta crede che ci sia una percentuale importante che derivi dal Barcellona: "Sicuramente tutti questi giocatori, e l'hanno detto in un modo o nell'altro, sono cresciuti vedendo il nostro Barcellona e la nostra Spagna. C'è, ad esempio, una parte piuttosto importante del Barça in questo caso, combinata con diversi giocatori di altre squadre che contribuiscono molto bene, come fu anche nel nostro caso. Penso che sia bello, è un'identità molto marcata e molto bella da vedere".
Infine, Iniesta esalta le Furie Rosse: "Come calciatori spagnoli o come nazionale, ci sentiamo molto identificati e molto orgogliosi che la nazionale giochi così e che abbia l'impatto che ha. Al momento non esiste una nazionale come quella spagnola".
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