Il CT dell'Irlanda ha inquadrato l'episodio in un clima di tensione generale, anche nei giorni precedenti alla sfida contro l'Israele
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Il clima infuocato che ha circondato la doppia sfida di Nations League tra Irlanda e Israele è ufficialmente finito sul tavolo della UEFA. L'organo di governo del calcio europeo ha infatti aperto un'indagine disciplinare a seguito di un presunto episodio avvenuto domenica, nell'intervallo della partita disputata a porte chiuse nella città serba di Backa Topola.
L'episodio sul tavolo della UEFA
Secondo quanto riportato a referto dagli ufficiali di gara, l'indagine si concentra sul potenziale comportamento di uno o più giocatori all'interno del tunnel degli spogliatoi. I testimoni hanno riferito di aver sentito il preparatore atletico irlandese Damian Doyle accusare apertamente un giocatore israeliano di avergli sputato addosso mentre le squadre rientravano negli spogliatoi. Un'accusa che la Federazione israeliana ha immediatamente respinto, smentendo che qualcuno abbia sputato in direzione del membro dello staff irlandese.
La reazione dell'Irlanda alle provocazioni
Il CT dell'Irlanda, Heimir Hallgrímsson, ha inquadrato l'episodio all'interno di un clima di tensione generale, rivelando che la squadra è stata bersaglio di continui tentativi di provocazione nei giorni precedenti alla sfida. L'allenatore ha cercato di stemperare la situazione, spiegando: "Ci sono stati molti di questi 'incidenti' e siamo stati abbastanza intelligenti da evitarli prima che degenerassero", ha detto Hallgrímsson. "Ho avuto la sensazione che la loro intenzione fosse quella di intimidirci e farci fare qualcosa di stupido. Riconosco il grande merito ai giocatori per come hanno gestito le proprie emozioni".Caricamento post Instagram...
Lo scontro UEFA-Irlanda
Il nervosismo ha travolto anche la sfera mediatica: la UEFA ha vietato a due giornalisti israeliani di partecipare alla conferenza stampa post-partita dell'Irlanda. L'organo europeo ha stabilito che i due reporter avevano utilizzato la conferenza stampa "per scopi politicamente motivati" e mostrando un "comportamento inappropriato" durante e dopo l'incontro con i media della vigilia.
Di fronte a questa escalation, Hallgrímsson si è rivolto direttamente alla UEFA chiedendo di mantenere separate Irlanda e Israele nei futuri sorteggi delle competizioni. Una richiesta a cui la UEFA ha replicato con una nota ufficiale: "Le decisioni di evitare che determinate squadre vengano sorteggiate l'una contro l'altra vengono prese tenendo conto di diversi fattori, in particolare delle condizioni tra i due Paesi che comportano rischi strutturali per la sicurezza. La UEFA valuta ogni situazione con molta attenzione, esaminandola singolarmente e monitorando tutti i fatti e gli sviluppi".
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